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Roma, Roma, Italy
Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.

lunedì 25 marzo 2013

Wall Street International Magazine: La Fata Alba Spina- L'anima pura del Biancospino

http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/cultura/la-fata-alba-spina_20130322094016.html

REPORT - Italy, Cultura

La Fata Alba Spina

L'anima pura del Biancospino.

La Fata Alba Spina

C’era una volta una casetta nel bosco piccola e grigia. Era costruita su un pendio sopra il Lago degli Elfi, proprio accanto al grande pozzo che le donne del villaggio consideravano sacro. Da tempo immemorabile la gente del luogo ricordava l’esistenza di quell’enorme albero di Biancospino che faceva ombra al pozzo, i cui rami intrecciati di spine formavano una barriera naturale tra la casa e la foresta profonda. Una pianta che a primavera pullulava di fiori candidi come la purezza rosso fuoco. Il giardino circostante era costantemente verde e colmo di fiori di mille forme e colori. La pianta spiccava perché, nel suo inerpicarsi sulla casa e sul pozzo, era un viavai di passeri, merli, tordi, pettirossi, cornacchie e farfalle d‘ogni specie. Ogni tanto uno scoiattolo s’avvicinava furtivo attratto dalle voci degli uccelli e dal canto della pianta, poi scompariva improvvisamente nel nulla.

Quando Fiammetta andava a trovare la nonna, che abitava nella casetta, spesso si sedeva affianco al pozzo, all’ombra di quell’albero. Se la pianta indossava il suo abito primaverile a Fiammetta sembrava di vedere un’elegante signora bella come una sposa. Nella chioma della pianta lei scorgeva un velo leggero e profumato, nei fiori che scendevano lungo il tronco le pareva di osservare lunghe braccia aggraziate e il tronco delicato e slanciato le dava l’idea di due straordinarie gambe affusolate. La nonna un bel giorno le aveva svelato un segreto della famiglia: un’antenata, per non andare sposa al terribile Re degli Elfi, si era gettata nel pozzo e subito dopo era germogliato dalla terra quell’albero che si era trasformato velocemente in una grande pianta. Da quel momento Fiammetta non perdeva occasione per parlare con l’albero, per esprimere i suoi desideri, per chiedere consigli, per esorcizzare le sue paure.

Fu così che proprio il giorno in cui sua nonna salì in cielo, di fronte al dolore inconsolabile della bambina, l’albero cominciò ad agitare le sue fronde come se danzasse al sibilo del vento. La bimba vide materializzarsi un’elegante figura di donna. Con un ramoscello carico di frutti rossi la sfiorò e disse: “Sono l’anima della tua prima antenata, la Fata Alba Spina. Tua nonna è arrivata in fondo al pozzo ed è stata accolta nel giardino fiorito delle Fate della nostra stirpe. Non devi piangere, lei sta bene e mi ha chiesto di proteggerti. Posso esaudire tre tuoi desideri: prendi questo scettro di frutti e usalo per chiamarmi quando ne avrai bisogno. Le mie spine segnano il confine tra il regno del visibile e il mondo dell’invisibile, i miei fiori sono la barriera da attraversare per giungere nel regno delle Fate, i frutti rossi sono il fuoco che si cela dentro ogni essere umano. Se saprai usarli con intelligenza ti regaleranno un mondo d’Amore”.

Fiammetta s’accese in volto come una susina matura e i suoi occhi scintillarono al sole. Cominciò a trillare attraendo tutti i volatili del giardino con il desiderio imperioso di cantare con gli animali del bosco. Tutti gli esseri viventi della foresta uscirono dalle loro tane e si precipitarono accanto a Fiammetta che diresse il coro di cinguettii degli uccelli, di ululati dei lupi, di sibili dei serpenti. Ebbe piacere degli scoppiettii di gioia degli scoiattoli, dello sfavillio delle farfalle e delle coccinelle, dello stropiccio delle foglie sul passo dei bruchi. La Fata Alba Spina comparve come una buona madrina in quella festa gioiosa e risvegliò tutte le piante della Foresta, fece nascere foglie, fiori e frutti e il giardino di Fiammetta divenne un Paradiso incantato. La bimba si sentì felice e piena di letizia in quell’armonia della natura e imparò a godere anche delle piccole cose.

Spesso andava a trovare la fatina e parlava con la sua pianta con immensa tenerezza. Gli adulti non capivano il suo stato d’animo e cercavano di portarla lontano dai suoi sogni. Un giorno che sua zia la lasciò sola nel giardino, la bimba chiamò la Fata e le chiese: “Mi accompagni in fondo al pozzo? Mi piacerebbe salutare mia nonna!”. Allora la Fata prese un ramoscello di fiori e vi fece salire sopra Fiammetta. La bimba attraversò nove porte luminose e a ogni passaggio fu immersa in un mondo nuovo di profumi, di suoni e di lampi di luce. Alla fine comparve un lago azzurro scintillante di riflessi multicolori e, sopra una nube che fluttuava nello spazio, le apparve sua nonna. C’erano migliaia di altre nuvolette avvolte nel bagliore e seppe che ognuna era una fatina della sua stirpe dalla notte dei tempi.

Poi la nonna l’abbracciò e le disse: “Figlia mia, è ora che tu torni sulla terra. Va da sola e non voltarti mai indietro. Ricordati di non svelare a nessuno il segreto del mondo di sotto”. Fiammetta salutò la nonna e cominciò a salire oltrepassando dieci meravigliosi strati di luce. A un certo punto un coniglietto bianco la condusse verso una barriera di fiori bianchissimi. Attraversò una foresta di spine e fiori di Biancospino nella luce del plenilunio di novembre, respirò i raggi argentati dell’astro nascosto nella notte, accarezzò da vicino la pelle luminosa delle stelle, poi cadde addormentata accanto a un fuoco acceso ai piedi di una cascata.

L’indomani si svegliò nel suo lettino, in mezzo a tutti i suoi pupazzi. Sua madre le sorrise e le disse: “Amore, è ora di far colazione”. La finestra era aperta e il sole risplendeva facendo brillare le gocce di brina presenti sul prato. Fiammetta pensò alla pianta del giardino di sua nonna e sorrise tra sé. Poi si voltò e cercò tra le sue bambole di porcellana la compagna di quel giorno. I suoi occhi scintillarono nell’osservare una minuscola bambolina quasi nascosta dal vestito della bambola più grande. La prese in mano e guardandola più da vicino s’accorse che somigliava alla Fata Alba Spina. Si stupì perché non l’aveva mai vista prima tra le bambole. La prese tra le braccia, le sorrise e cominciò a cantarle una ninnananna.

Da quel giorno la scelse come compagna di gioco e anche adesso che è cresciuta la tiene sempre in un lettino di raso rosso accanto al letto e le sussurra un segreto ogni notte prima di andare a dormire.
Ogni piantina ha il suo mistero
ogni bel fiore è un mondo sincero
in ogni frutto nasce l’essenza
e sboccian perle di conoscenza.

Se il Biancospino crea una barriera
di fiori candidi di primavera
la fantasia distenda il suo velo
sull’anima pura che ama davvero.

Pubblicato: Venerdì, 22 Marzo 2013
Autore: Patrizia Boi

 

martedì 19 marzo 2013

Hevi Dilara ci invita a festeggiare il Newroz, il Capodanno Kurdo

Care amiche e cari amici,
sono molto felice di invitarvi anche quest’anno al Newroz, all’anno 2712 per i Kurdi. La vostra partecipazione e presenza contribuirà nuovamente ad arricchire di successo e solidarietà lo svolgimento delle attività, che come Europa Levante stiamo organizzando per diffondere e far conoscere la cultura kurda in Italia.
Sarò contenta di vedervi durante le due serate di proiezioni, dibattiti, degustazioni, musica, fuochi e balli.
Saro felice di incontrarvi lì in tanti, sperando nella partecipazione di tutti voi e dei vostri amici/amiche.
Mi raccomando diffondete la notizia e venite numerosi, vi aspetto!
Hevi Dilara
Diretrice del Festival del Cinema Kurdo

domenica 17 marzo 2013

Il Mago Palandrana e la vecchia Zaira traduzione in rumeno pubblicata in Contemporary Literary Horizon, una rivista bilingue e multiculturale indipendente di cultura e spiritualità contemporanea

 
Debo comunicarte que nuestra tercera Antologia, incluyendo tambien la seleccion de tus escritos, sera presentada estas semanas en una Exposicion oficial en Londres.
Aqui es el e-mail de Caroline Gill sobre este evento.
Draga Daniel,

<<I am delighted that the 'Antologia' has been accepted for inclusion in the 'Invisible Architecture' literary and artistic 'Installation' at The Roundhouse in Camden, London. All being well, it should be on display as part of the project created and curated by the folk at Antlers Press over the weekend of 23-24 March 2013 in celebration of UNESCO World Poetry Day (21 March).



 




 


sabato 16 marzo 2013

Sardegna Isola che danza di Davide Mocci

Ti presento la mia Terra, la danza straordinaria delle acque e del vento, il silenzio dei tramonti e di nuove albe, il discorso proibito del mare e il dolce assoluto del tempo, la solitudine dei nuraghi e la vivacità dei fiori, la nidificazione di fenicotteri e la perfezione del loro volo...un documentario veramente straordinario!

http://www.frequency.com/video/sardegna-lisola-che-danza-di-davide/39399931
 
L'ISOLA CHE DANZA "i colori della natura" di Davide Mocci

fotografia, montaggio, regia di Davide Mocci
Produzione Master Film Cagliari
Editore Regione Autonoma della Sardegna
Musiche Paolo Casa


In Sardegna la natura si esprime con toni accesi e ritmati, come in una danza. Le acque tumultuose dei torrenti, pacifiche dei laghi e immote delle lagune, si agitano quando raggiungono il mare e si mescolano con il Mediterraneo. 
Qui è più facile accompagnare con lo sguardo il sole che si tuffa veloce fino a scomparire nell’orizzonte.
Ma la natura danza anche nel cuore dell’isola, negli angoli più segreti del Gennargentu, dove Cavalli, Mufloni, Cinghiali e tanti altri animali selvatici si muovono al ritmo delle stagioni, insieme alle infinite e talvolta rare fioriture dai mille colori. 
Le invitanti lagune, tra le più importanti in Europa per la biodiversità che possiedono, attraggono migliaia di Fenicotteri rosa che qui si riproducono insieme ad intere colonie di aironi che arrivano dall’Africa. 
Queste immagini vi condurranno alla scoperta della natura sarda, la vera protagonista nell’isola che danza. 

The dancing island The colours of nature 
by Davide Mocci

In Sardinia nature expresses itself through shining and rhythmic tones, as in a dance.
Waters, which are rushing in the streams, peaceful in the lakes and motionless in the lagoons, surge when they reach the sea and mix with the Mediterranean sea.

Here it is easier to follow with one’s eye the sun that quickly sinks below the horizon until it disappears.

But nature dances also in the heart of the island, in the most hidden places of the Gennargentu where horses, mouflons, wild boars and a great deal of other wild animals move according to the rhythm of seasons with the endless and sometimes rare blossoms.

The enchanting lagoons, which are among the most important in Europe for their biodiversity, attract thousands of pink flamingoes that breed here together with entire colonies of herons coming from Africa.
These images will let you discover Sardinian nature, the real star in the dancing island
 
 
 

venerdì 8 marzo 2013

Buon 8 marzo a tutte le donne

http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/cultura/l-universo-e-dentro-di-te_20130308084604.html#.UToB-RzZZqU
WSI
Venerdì, 8 Marzo 2013

REPORT - Italy, Cultura

L'Universo è dentro di te

A tutte le donne del mondo.

L'Universo è dentro di te
Pina Bausch - Spring
Guarda! 
l’universo è dentro di te
prisma luminoso 
dalle mille facce
dall’oscurità della tenebra
alle prime luci dell’aurora
nell’infinita bellezza del cosmo

-Francesca D'Ascani-
T’osservo di spalle, nel soffio che scuote la veste e sfiora dolcemente la chioma.
Ti preferisco senza volto, senza quella maschera che indossi per sembrare più bella.
Mi piace scoprire la tua intensità ed essenza, con le mancanze, gli eccessi e le follie che compi ogni giorno.
Non so mai cosa aspettarmi, sei cangiante e piena di sfumature, un arcobaleno di colore, a volte luna a volte sole.
Compagna comprensiva, fedele, affettuosa, a volte gelosa, possessiva, invadente, oppure trasgressiva, aggressiva, irritante, non sei mai imparziale e nemmeno accomodante, a volte strega, a volte fata.
Energica e intuitiva, a volte schiva, spesso giuliva, vincente o perdente, sei divina e divertente.
Lavoratrice indefessa e spirito originale, sempre pronta e puntuale, maga nel trasformare.
Sei incantatrice e manipolatrice, mia regina ingannatrice, oppure vera, sincera, leale, tenera e speciale.
Non so se preferirti ombra oppure luce, ognuno di questi aspetti mi seduce.
A volte maltrattata, violentata, duramente oltraggiata se sei innocente e senza peccato, forse il peggior misfatto.
Spesso usata, a volte immensamente amata, oppure illusa e ingannata soprattutto se sei capitata in un corpo da fata.
Lo so che sei ingabbiata nelle convinzioni e nelle convenzioni, mi piace, però, che ti liberi da tutte le costrizioni.
Tu imperatrice, regina e dea, mi puoi sempre dare una nuova idea.
Tu scienziata, filosofa, condottiera sei una nuova e piacevole avventura.
Tu scrittrice, attrice, cantante o danzatrice, mi diletto del tuo talento, sono proprio assai contento. 
Tu madre, genitrice, educatrice, utero dell’Universo, forza originaria, spirito d’amore che ti libri in aria.
Incondizionatamente partorisci figli, tu radice di teneri germogli, tu pianta al profumo di tigli.
Tu, sostegno e forza, serenità e armonia, perfetta integrazione tra la tua anima e la mia ragione.
Abbandonati totalmente all’emozione, girati, guardami dritto negli occhi senza paura di essere veramente Donna, artefice di ogni Creazione.

Foto:
1. Frida Kahlo
2. Isadora Duncan
3. Marie Curie
4. Rita Levi Montalcini
5. Madre Teresa di Calcutta
6. Virginia Woolf
Pubblicato: Venerdì, 8 Marzo 2013
Autore: Patrizia Boi

L'Universo è dentro di teL'Universo è dentro di teL'Universo è dentro di te
L'Universo è dentro di teL'Universo è dentro di teL'Universo è dentro di te

giovedì 28 febbraio 2013

Il Portale dell'Eur: Coinvolgente e attualissimo omaggio a Gaber secondo la visione di Luca Martella

http://www.eur.roma.it/il-quartiere/news/articolo/coinvolgente-e-attualissimo-omaggio-a-gaber-secondo-la-visione-di-luca-martella.html?no_cache=1#insCommento
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Coinvolgente e attualissimo omaggio a Gaber secondo la visione di Luca Martella
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Continua ad essere un successo lo spettacolo dell'Attore Luca Martella e del suo quintetto

25 febbraio 2013
Coinvolgente e attualissimo omaggio a Gaber secondo la visione di Luca Martella
Il suo nuovo spettacolo dal vivo dedicato alla memoria del "Signor G", pensato per celebrare il decennale della scomparsa di Giorgio Gaberscik, in arte Gaber, avvenuta il 1° gennaio del 2003 nella sua casa di Montemagno, in provincia di Lucca, è stato un vero e proprio parto per Martella che lo ha visto dedicarsi anima e corpo a questo progetto curando per mesi ogni dettaglio.
La tournée ha preso l'avvio da Frascati il 9 e 10 febbraio scorso nella straordinaria cornice dell'Auditorium delle Scuderie Aldobrandini, dove ha registrato il tutto esaurito.
Il Programma dello spettacolo è stato intensissimo spaziando tra i monologhi e le canzoni che noi tutti abbiamo più amato, da "Lo shampoo" a "Destra-Sinistra", da "Qualcuno era comunista" a "La Libertà", da " Mi fa male il Mondo" a "Io non mi sento italiano" solo per fare alcuni esempi del repertorio scelto da un'attenta e personale Regia dello stesso Martella.
L'Attore stesso ci ha spiegato le motivazioni che lo hanno condotto ad occuparsi proprio del Signor G: "Gaber è stato sempre un punto di riferimento per me, già dai tempi dell'Accademia... e poi se guardate bene il mio profilo... c'è una certa somiglianza... con questo naso al piede... che da sempre mi precede".
In realtà Luca Martella riconosce nella parabola gaberiana la sua stessa storia, con tutti i trionfi, con tutte le amarezze, con le decisioni via via prese, con tutte le vie esplorate e quelle ancora da perlustrare... Ma soprattutto Martella si abbandona al personaggio del Signor G, a quell'"uomo senza qualità" in grado di dipingere con pennellate sottili lo spirito della sua epoca e della nostra epoca e indossa così precisamente quell'abito mentale che lo porta sul palcoscenico ad avere una sorta di sdoppiamento...
Ci sono istanti, infatti, in cui Martella assume il volto vero del Signor G, con la sua straordinaria mimica facciale, con quel linguaggio del corpo che interpreta ogni minimo cambiamento di ritmo, di tema, di emozione: gioia, sofferenza, rassegnazione, conflitto, delusione, dubbio... attraversano l'anima dell'artista in una varietà di toni e rappresentazioni che lascia con il fiato sospeso lo spettatore.
Martella è fluido, fluente, emozionante, esilarante, coraggioso, deciso, incontrovertibile, straordinariamente appassionante, vero, sincero, assolutamente padrone del respiro di ogni spettatore. Il tempo vola per la platea, i due Atti terminano in un istante e immediatamente dopo c'è il vuoto, una mancanza, la necessità di sentire ancora qualcosa, perché il risveglio è avvenuto e se ne vorrebbe sapere di più. Il pubblico si sente come schiaffeggiato da un vortice, dall'impellenza di un'idea, di un pensiero, dal desiderio di superare la stasi di se stesso.
Martella, ricucendo i testi di Gaber alla sua personale esperienza, non si limita a toccare gli attuali disastri politici, economici e sociali del paese, ma è capace di dipingere il suo volto anche delle espressioni della tenerezza e dell'amore che caratterizzavano Gaber quando si occupava dell'annosa questione dell'Uomo e della Donna, della drammaticità della relazione e della difficoltà di trovare un'intesa e un equilibrio. L'interpretazione di "Falso contatto" che l'Attore ha riservato al Bis, ha lasciato la platea stupita e nello stesso tempo divertita dando la consapevolezza che l'immenso conflitto rappresentato fosse semplicemente una realtà universale.
In questa dicotomia lacerante ma nel contempo corroborante, l'attore/regista rivolge il messaggio gaberiano ad un pubblico di ogni età; è però evidente il trasporto verso le menti più giovani quali preziosi serbatoi da cui attingere per rivitalizzare il Sogno e le ali del "gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito".
Una passione viscerale per il jazz unisce Martella a Gaber, tanto che nel suo quintetto annovera musicisti d'eccezione come il maestro Fabio di Cocco alle tastiere, Max de Lucia alla batteria, Andrea Colella al basso, Matteo Martella al sax, Giancarlo Martella alla chitarra.
È da notare come, interpretando il profetico spirito gaberiano, Luca Martella regista abbia voluto unire sul palcoscenico tre generazioni: la sua in quanto voce del poeta vate, quella di suo padre Giancarlo che plasma il suono alla chitarra e quella di suo figlio Matteo che dona il suo fiato al sax, una sorta di triade divina per concedere speranza al Futuro.
Secondo il regista lo spirito di gruppo che pervade i componenti della Band è un ingrediente fondamentale per il successo dello spettacolo, un catalizzatore di energia per le emozioni degli spettatori. Inoltre, in una società che naviga allo sbaraglio per la perdita dei valori fondamentali della vita, l'affermazione dello stesso Martella "Ho cercato di coinvolgere la mia famiglia per dare allo spettacolo non solo un senso compiuto, ma anche per celebrare il mio percorso di vita con accanto una famiglia straordinaria", denota la volontà costruttiva di riflettere anche sui valori perduti.
Lo spettacolo di Frascati ha messo in luce un interessante fraseggio con i membri della Band, un affiatamento antico tra l'Attore e i musicisti, un intenso scambio tra la voce di Martella e i vari strumenti musicali, evidentissimo nel colloquio con il sax che accordava pause ai monologhi incalzanti e nello stesso tempo cortocircuitava il pubblico con un movimento che non concedeva spazi alla distrazione. Infatti, sebbene lo spettacolo sia durato quasi due ore, gli spettatori interpellati nell'intervallo o all'uscita avevano la sensazione che lo spettacolo fosse durato pochissimo...
È evidente che la ricerca di connessione tra palcoscenico e vita reale, tra palcoscenico e platea, appartiene all'animo di Martella, come è ovvia la sua inclinazione verso le generazioni future anche per l'abitudine acquisita negli anni di trasmettere l'arte della recitazione e il pensiero gaberiano ai più giovani nei laboratori teatrali da lui stesso tenuti o nelle performance per le scuole dove spesso viene invitato.
È vero che Luca Martella è attore professionista impegnato fin da subito sia in teatro, sia al cinema, sia in televisione, ma la sua verve teatrale, a partire dalle eccellenti interpretazioni di Lorca, Beckett, Pirandello, diventa emozionante e addirittura catartica soprattutto nelle sue rappresentazioni del Signor G.
Non dimentichiamoci però che il suo impegno in televisione e al cinema lo mette continuamente in contatto con artisti di spessore con i quali spesso collabora ecletticamente per altri progetti. Le Scenografie di questo spettacolo, infatti, sono state progettate da professionisti come Eva Desideri e Osvaldo Desideri, premio Oscar per "L'ultimo Imperatore" di Bernardo Bertolucci.
Colpisce infine l'importanza che attribuisce Martella al rapporto diretto con gli spettatori dopo lo spettacolo: dedica il suo tempo rispondendo a domande e curiosità di chiunque gliele ponga a prescindere dall'età, dalle idee e dal livello culturale, anzi approfitta di questo momento per cogliere impressioni o limiti su cui lavorare per perfezionare ancora la sua performance. E questo sembra davvero in linea con lo spirito del Signor G...
Chissà cosa penserebbe dello spettacolo il nostro Gaber!
Il 25 gennaio 2013 Gaber avrebbe compiuto 74 anni e incuriosisce sapere come avrebbe accolto l'attuale situazione di crisi del paese, quali argomenti lo avrebbero più attratto, quali angosce lo avrebbero attraversato, quali speranze avrebbe individuato per il futuro...
A pensarci bene la grande sensibilità dell'artista, la sua capacità di coinvolgersi in tutte le questioni della vita pubblica e privata – che Martella incarna alla perfezione – gli avevano già concesso di traguardare oltre, di vedere in anticipo cosa sarebbe accaduto come solo i poeti e gli intellettuali sanno fare.
E il compito di un intellettuale è quello di esplorare sensazioni, dubbi e malumori, di compiere viaggi emotivi capaci di aprire la mente a ogni cambiamento, movimento e trasformazione... o come dice Gaber stesso "di cambiare veramente la vita"...
Lo spettacolo è stato approvato dalla Fondazione Gaber (http://www.giorgiogaber.it/).

Patrizia Boi

 
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9 commenti inseriti
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Commento inserito da Anita il 2.3.2013 - h 14:08


Lo spettacolo mi è talmente piaciuto che mi è sembrato fosse durato troppo poco. Eppure mamma mi ha detto che è durato quasi due ore!
commento
Commento inserito da Elisabetta l'1.3.2013 - h 09:14


Esilarante, entusiamente vederti è stato un vero spettacolo! sei un grande
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Commento inserito da Anonimo il 28.2.2013 - h 09:39


Sono pienamente d'accordo con i vostri commenti...emozioni allo stato puro!!Grande Signor G,grande Luca!
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Commento inserito da italo.dragonetti@tiscali.it il 27.2.2013 - h 21:47


bravo luca! si vede che la tua vista è di 10/10 per occhio...! :-)
commento
Commento inserito da Anna Rosa il 27.2.2013 - h 16:48


Grande Luca!!!!; Persona prima di tutto,a affascinante, sa cogliere il meglio del personaggio di cui ne interpreta, sia i monologhi che le canzoni del grande Signo "Gi"... e poi lo devo dire: lio non lo copia "Lui" è il suo clone. L'ho conosciuto xk non solo ho visto il suo spettacolo, ma ho partecipato ad una cena tra amici di Luca, e devo dire che nulla cambia in Lui. Grazie Luca, mi sono sentita come se..... fossi un'amica di vecchia data!!!!!!!!! Al tuo prossimo spettacolo
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Commento inserito da Lug il 26.2.2013 - h 21:33


Entusiasmante e divertente! Non ci si annoia di certo con l'ironia sottile del Signor G!
commento
Commento inserito da claudia il 26.2.2013 - h 19:01


Ho speso bene il mio tempo. Sono rimasta piacevolmente stupita di come ha rielaborato l’ironia del “signor g” senza stravolgere i contenuti del monologo originale. Forza luca, sei pronto per altri grandi spettacoli!
commento
Commento inserito da Anonimo il 26.2.2013 - h 09:48


Emozionante...Meraviglioso!
commento
Commento inserito da patrizia il 26.2.2013 - h 07:12


Uno spettacolo da non perdere!