Informazioni personali

La mia foto
Roma, Roma, Italy
Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.

venerdì 20 dicembre 2013

Festa del Centro Sportivo Italiano a MagicLand per il Settantesimo anniversario della fondazione

http://www.eur.roma.it/il-quartiere/news/le-altre-news/articolo/celebrazione-settantesimo-anniversario-della-fondazione-del-centro-sportivo-italiano.html?no_cache=1

Sei in: Home page > Il Quartiere > News > Le altre news >Celebrazione Settantesimo anniversario della fondazione del Centro Sportivo Italiano
News
Celebrazione Settantesimo anniversario della fondazione del Centro Sportivo Italiano
Aggiungi alle preferite

di Patrizia Boi

20 dicembre 2013
Celebrazione Settantesimo anniversario della fondazione del Centro Sportivo Italiano
Domenica 22 dicembre dalle ore 10.00 alle ore 18.00 il comitato provinciale CSI di Roma festeggia il Natale 2013 presso Rainbow MagicLand, il Parco dei divertimenti di Roma (Via della Pace, Valmontone).
L'atmosfera natalizia, in realtà, è un pretesto per celebrare il Settantesimo anno di fondazione del Centro Sportivo Italiano.
Noi tutti sappiamo che si tratta della più antica associazione polisportiva attiva in Italia, fondata nel lontano 1944 su iniziativa della Gioventù Italiana di Azione Cattolica con l'obiettivo di una pratica sportiva che andasse incontro all'Uomo.
Come sosteneva nel 1947 il Pontefice Pio XII: "Siate pronti. È l'ora dello sforzo intenso. Anche pochi istanti possono decidere la vittoria. Guardate il vostro Gino Bartali...: egli ha più volte guadagnato l'ambita maglia. Correte anche voi in questo campionato ideale, in modo da conquistare una ben più nobile palma".
E queste sante parole non potrebbero stimolare meglio i nostri giovani ad un percorso di sport, musica, danza e perché no? Anche di "gioco".

L'evento sarà motivo di incontro con le famiglie, con tutti gli atleti, con i dirigenti e con gli educatori sportivi del CSI: l'intento è quello di creare un momento di accoglienza e di confronto, di condivisione e di ispirazione, di progetti futuri che insegnino il superamento del proprio limite nel rispetto dell'altrui persona.

Lo sport per il CSI, che si qualifica sempre di più come servizio specifico di promozione umana, è fonte di benessere fisico e contemporaneamente etico e il perdurare di una ispirazione cristiana costituisce la matrice fondamentale e orientativa dell'associazione che individua nella condivisione dello sport uno strumento educativo molto valido.Il programma della giornata è molto ricco e intenso: alle 10,30 - al Gran Teatro - il Presidente del CSI di Roma, Daniele Pasquini, aprirà la manifestazione presentando "La danza anima il CSI" una rassegna di danza che vedrà esibirsi una dozzina di scuole affiliate. Citando infatti S.Em. Gianfranco Ravasi "La danza è il segno più alto dell'armonia e del gioco e non per nulla le grandi liturgie antiche hanno sempre avuto nel loro interno degli elementi che comprendevano la danza".
La coordinazione coreografica dello spettacolo è stata affidata a un professionista d'eccezione come Enzo Carbone che vanta una lunga collaborazione artistica con Attilio Colonnello in vari teatri lirici d'Italia e che esprime il suo pensiero con queste parole:
"La danza è la prima espressione artistica del genere umano perché ha come mezzo di espressione il corpo. Tutte le altre arti infatti prevedono l'uso di oggetti che fungono da strumenti, ad eccezione del canto che, come la danza, si avvale di uno strumento corporeo. La danza è parte integrante dei rituali, è forma di preghiera, è momento di aggregazione della collettività nelle feste popolari e occasione di unione tra le persone in generale. Nel corso dei secoli è sempre stata lo specchio della società, del pensiero e dei comportamenti umani. Inoltre è l'unica arte che si svolge contemporaneamente nel tempo e nello spazio e, come forma d'arte dellospettacolo, da sempre ha costituito uno dei livelli espressivi del teatro. La danza è comunicazione, è ricerca della propria sensibilità, dei propri limiti è poesia è musica è movimento dell'arte nel divenire e completarsi".
Il movimento, la danza, il ritmo, la musica, il teatro sono dunque il mezzo per una comunicazione spirituale più profonda e non è casuale, quindi, che l'incontro si concluda con un ospite del mondo del teatro: alle 12,30 l'attore Luca Martella, infatti, chiuderà la rassegna interpretando, accompagnato dal sax di Matteo Martella, due monologhi del suo prossimo spettacolo.
Grazie alla collaborazione del Parco MagicLand, i partecipanti potranno comunque liberamente visitare il parco divertimenti usufruendo della sua magia e delle sue numerose attrazioni con uno sconto sul biglietto di ingresso.
Il costo ordinario di 35 € per coloro che acquisteranno i biglietti attraverso il CSI sarà infatti di sole 20 € ed entreranno Gratis tutti i bambini al di sotto dei dieci anni di età.
Alle ore 17.00, inoltre, per chi volesse parteciparvi, è prevista la celebrazione eucaristica.
Per maggiori informazioni consultare il sito: http://www.csiroma.com/nuovosito/ -https://www.magicland.it/

 
 
 
Vota la news
  • Currently 3.43/5
Voto: 3.4
lascia un commento

lunedì 16 dicembre 2013

Cori natalizi al centro dell'Urbe illuminata a F E S T A

Notizie dal Festival

NOTIZIE DAL FESTIVAL

Dicono di noi ... 16 dicembre

on Martedì, 17 Dicembre 2013. Posted in Notizie dal Festival

DAL SITO HTTP://WWW.EUR.ROMA.IT/

News
Interessante iniziativa de La Libera Accademia di Roma: Festival dell'Avvento 2013
Aggiungi alle preferite
di Patrizia Boi
16 dicembre 2013
 
Interessante iniziativa de La Libera Accademia di Roma: Festival dell'Avvento 2013
Si sta svolgendo a Roma la III Edizione del Festival dell'Avvento 2013 che ha avuto inizio il 6 dicembre scorso e che si concluderà il prossimo 22 dicembre
L'inaugurazione è avvenuta venerdì 6 dicembre con il Concerto di musica sacra del Coro femminile Velca, diretto dal M° Ann Rees nella Chiesa di S. Silvestro in Capite.
Tra le variopinte luminarie che hanno acceso il centro di Roma e i numerosi alberi natalizi ubicati in ogni luogo, un fiume di persone che aveva - a dispetto della crisi – invaso la Via del Corso alla ricerca di idee regalo, è stata accolta dal calore della musica.
Il Festival infatti è andato avanti nel pomeriggio di Sabato 7 dicembre con i Cori sotto l'albero in Piazza San Lorenzo in Lucina con l'alternarsi sul palco della Schola Cantorum Saione (AR), diretta dal M° Alessandro Tricomi, della Schola Cantorum LAR, diretta dal M° Giovanni Gava e del Coro Onde Sonore di Cerenova, diretto dal M° Luana Pallagrosi.
Sempre Sabato 7 dicembre in serata ha avuto luogo il Concerto di musica sacra nella Basilica di San Lorenzo in Lucina con la partecipazione della Schola Cantorum Saione (AR) e del Coro Nomentum, diretto dal M° Roberto Murra.
Nella giornata di Domenica 8 dicembre è stata celebrata la Messa per gli Artisti animata sempre da La Schola Cantorum Saione di Arezzo mentre nella serata si è svolto nella Chiesa di San Silvestro in Capite il Concerto di musica sacra con le esibizioni ancora del Coro Onde Sonore, dei Cantores Fidei di Enzo Carbone, diretti dal M° Antonio Cassano e del Coro Malga Roma, diretto da Antonio Mariani.
Il denso programma delle due serate di Sabato 14 e Domenica 15 si è svolto contemporaneamente nella straordinaria cornice della Piazza San Lorenzo in Lucina e nell'elegante Scalinata in Largo San Carlo al Corso e ha visto alternarsi sul palco una quindicina di cori provenienti da tutta Italia.
Nel pomeriggio di Sabato 14 si sono esibiti Alla Scala in Largo San Carlo al Corso i cori: All Over Gospel Choir, diretto dal M° Giovanna Ludovici; Coro Giovanile Clara Voce, del Liceo Motzo di Quartu S. Elena, diretto dal M° Federico Liguori; Gruppo Corale Città di Nettuno, diretto dal M° Giovanni Monti; Coro dell'Angolo, diretto dal M° Alessia Calcagni.
Contemporaneamente c'è stata l'esibizione in Piazza San Lorenzo in Lucina dei Cori sotto l'albero: Gruppo Corale Città di Nettuno; Coro di Voci Bianche Parpignol, diretto dal M° Tanaquilla Leonardis; Corale Polifonica di Arsoli, diretta dal M° Patrizia Conti; Coro Giovanile Clara Voce; Corale S. Rita di Cascia (PG), diretta dal M° Rita Narducci.
La folla di passanti ha accolto con molto entusiasmo i cori natalizi con applausi e acclamazioni dalle esibizioni dei più anziani a quelli giovanili e dei bambini! Nella Piazza San Lorenzo in Lucina si sono raccolti intorno al palco anche molti turisti capitati nella Piazza quasi per caso e si sono fatti trascinare dalla magia del suono.
Nella serata invece un pubblico appassionato e attento ha assistito nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Concerto di musica sacra con la partecipazione dei cori: Corale Polifonica di Arsoli; Coro Accordi e Note, diretto dal M° Roberto Boarini; Corale Santa Rita di Cascia (PG); Corale Gaudete, diretta dal M° Raffaele Paglione.
Durante il pomeriggio della Domenica 15 la folla è addirittura aumentata dopo la piacevole esperienza del giorno prima. Ci sono state sempre le coinvolgenti esibizioni Alla scala in Largo San Carlo al Corso dei cori: Eretum Jazz Singers, diretti dal M° Maria Teresa Viglione; Coro Polifonico Nomentum; Quelli che... non solo gospel, diretti dal M° Monia Marinozzi; Coro di Voci Bianche Parpignol, diretto dal M° Tanaquilla Leonardis; Gruppo Vocale Cristallo, diretto dal M° Piero Melfa.
Contemporaneamente nella Piazza di San Lorenzo in Lucina letteralmente gremita si sono svolti i Cori sotto l'albero: Quelli che... non solo gospel; Gruppo vocale Les Lunettes; Eretum Jazz Singers; Coro della Terra, diretto dal M° Alessia Calcagni; Ensemble vocale Notevolmente, diretto dal M° Marco Schunnach.
La manifestazione canora nasce da una felice idea del Maestro Giovanni Gava sostenuta dalla Libera Accademia di Roma con il Patrocinio di Roma Capitale e della Confcommercio Roma.
Il Festival che vede esibirsi per il terzo anno consecutivo una trentina di cori si articola generalmente nei tre weekend precedenti il Natale dando vita ad uno spettacolo unico per le diversità fra suoni, canti, ritmiche e costumi.
La manifestazione si concluderà domenica 22 dicembre, con il gran concerto finale nella Basilica di San Lorenzo in Lucina in cui si esibiranno la Schola Cantorum LAR e l'Orchestra Giovanile di Roma, dirette dai Maestri Giovanni Gava e Vincenzo di Benedetto con la partecipazione del Coro di voci bianche dell'Arcum diretto dal M° Paolo Lucci.
Il programma per il prossimo week-end prevede che Il Festival approdi ad Eataly, spostando la piazza all'interno dell'Air Terminal Ostiense per tornare dal 21 dicembre di nuovo con Cori sotto l'albero in Piazza San Lorenzo in Lucina.
Il programma è ancora molto ricco e intenso e si prevede un'affluenza ancora maggiore dei giorni precedenti.
Per informazioni più dettagliate sul Calendario degli Eventi si può consultare il sito dedicato: www.festivaldellavvento.it.
 

lunedì 9 dicembre 2013

CORO PARPIGNOL: CONCERTO DI NATALE ALL'AVENTINO IL 20 DICEMBRE PRESSO LA BASILICA DI S.ALESSIO ALLE ORE 19,00

http://www.eur.roma.it/il-quartiere/news/le-altre-news/articolo/il-20-dicembre-concerto-di-natale-allaventino.html?no_cache=1

Sei in: Home page > Il Quartiere > News > Le altre news >Il 20 dicembre "Concerto di Natale" all'Aventino
News Eventi
Il 20 dicembre "Concerto di Natale" all'Aventino
Aggiungi alle preferite

di Patrizia Boi

9 dicembre 2013
Il 20 dicembre Concerto di Natale all'Aventino
Inizia dicembre, tempo di bilanci e di regali. Parlo dei doni immateriali che innalzano il nostro spirito. Le strade cominciano a essere illuminate e le chiese promettono notti stellate. La musica è magia che ci eleva al Natale e  sempre per le Feste i canti ci accompagnano, le note riempiono i nostri cuori e volano insieme alle parole. Nella città tumultuosa come nel piccolo centro, nelle case aristocratiche come nelle umili capanne, le melodie natalizie alleggeriscono i nostri pensieri e ci proiettano verso un Nuovo Anno pieno di speranza. Cosa sarebbe un Natale senza la malinconia e la gioia dei soliti canti tradizionali? Chi priverebbe i bambini e il bambino interiore che giace abbandonato in ognuno di noi di questi magici incontri? Nelle case, nelle scuole, nelle chiese?
Abbiamo scelto per voi uno di questi momenti, un concerto di Natale nella straordinaria cornice della Basilica di S. Alessio all'Aventino.
Si tratta di un Evento organizzato dall'Associazione Culturale Musica Nova  e che vedrà esibirsi il Coro di Voci Bianche Parpignol in un programma di Musiche tradizionali natalizie di vari paesi e musiche di Domenico Bartolucci. Il Concerto messo a punto dal Maestro Tanaquilla Leonardis che dirigerà  il suo  Coro dei piccoli, intermedi e grandi, prevede un programma intenso e ricco che spazia da "O Tannembaum" (Germania), a "Minuit Chrétiens" (Francia), da Carol of the Bells (America) a Notte Santa (Italia – Maestro Bartolucci). Il ricavato  – offerta libera – sarà devoluto alla onlus Piccoli "Geni".
L'appuntamento è fissato per Venerdì 20 dicembre 2013 alle ore 19.30 presso la Basilica di S. Alessio all'Aventino – Piazza S. Alessio, 23 a Roma.
L'instancabile Maestro Leonardis ritorna dalla 10° Edizione del Concorso corale internazionale In…Canto sul Garda - Profanae et sacrae, tenutosi  in ottobre a  Riva del Garda, forte di aver ottenuto, sempre con il suo coro Parpignol,  la targa d'argento sia nella categoria P2 Cori di bambini e giovanili (Musica religiosa) che nella S4 Pop- Modern in un confronto senza pari con cori di adulti dall'esperienza consolidata.
Eppure i bambini e i giovani cantori sparigliano le carte del gioco, offrono energia e fantasia alla competizione facendo risuonare le loro vocine con professionalità e determinazione fino a ottenere  una buona valutazione della Giuria.
Ci vuole la pazienza, l'esperienza e la passione del Maestro per portare in scena questo spettacolo di suoni, di luci, di sorrisi e creare la compattezza e l'omogeneità del gruppo. Riesce a trasmettere la passione per la musica a tutti i coristi dal più grande alla più piccina Clara, di soli quattro anni e non meno agguerrita degli altri.
Le prove del mese di dicembre che si terranno come al solito presso la Chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia saranno intensificate in modo da poter  giungere al giorno del Concerto senza sbavature, affinando ogni melodia, ogni ritmo, ogni cambio di tono.
Anche perché prima del concerto c'è l'appuntamento del Festival dell'Avvento che vedrà il Coro Parpignol impegnato nella Manifestazione Cori sotto l'albero - Terza edizione, dal 6 al 22 dicembre 2013, in un festival di cori che animerà le piazze e le Basiliche del centro storico di Roma.  Si tratta di uno spettacolo straordinario in cui si esibiranno Cori provenienti da ogni parte d'Europa nello splendido scenario della città eterna immersi nell'atmosfera incantata dell'attesa del Natale, dando vita ad un tripudio di suoni, canti, ritmi, nella policromia e fantasia della diversità dei costumi.
Il Coro Parpignol si esibirà nel pomeriggio di sabato 14 dicembre alle ore 17.00 in Piazza San Lorenzo in Lucina e domenica 15 dicembre alle ore 18.30 nel Largo San Carlo davanti all'omonima Basilica dei SS. Ambrogio e Carlo (Via del Corso 440) con una scelta di brani sempre riguardanti i temi natalizi.
Naturalmente il Concerto di Natale della Chiesa di Sant'Alessio è volto anche ad un pubblico di adulti e cittadini di ogni età e genere e sarà un'occasione di incontro e raccoglimento in previsione delle Festività.
Patrizia Boi

 
Vota la news
  • Currently 3.29/5
Voto: 3.3
lascia un commento

nessun commento presente

sabato 7 dicembre 2013

Wall Street International Magazine: Perla, la donna scheletro di Patrizia Boi

http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/cultura/perla-la-donna-scheletro_20131207074155.html#.UqLu8PTuI_Y


REPORT - Italy, Cultura

Perla, la donna scheletro

Dalla profondità degli abissi al cuore di un uomo

Perla, la donna scheletro

C’era una volta un’isola selvaggia abitata da una tribù di uomini e donne alti e scuri. Dove fosse situata l’isola era difficile saperlo, forse in un altro tempo, o magari in un’altra galassia. La vita della tribù andava avanti con lentezza seguendo i ritmi delle stagioni e l’alternarsi del buio e della luce, stabilendo ruoli definiti per gli uomini e per le donne. Infatti, tutto ciò che accadeva in quel luogo, ogni evento, ogni situazione, ogni problema doveva necessariamente essere valutato dal Consiglio degli Anziani. Le riunioni si tenevano sotto una grande quercia posta al centro della piazza centrale e le decisioni venivano prese all’ombra della sua ampia chioma rassicurante e avvolgente.

L’esistenza dei membri discreti e silenziosi di quel popolo era scandita dalla regolarità del lavoro quotidiano e dai cicli dei pasti e del sonno. Il tempo si srotolava senza cambiamenti di rilievo: le nascite e le morti, i matrimoni e i riti di passaggio della pubertà e della vecchiaia, facevano parte dell’ingranaggio che cadenzava le ore e i giorni in un calendario di eventi circoscritto e immutabile. Un bel giorno capitò, però, un fatto piuttosto insolito per quel luogo: un fagottino azzurro venne trovato sul far del giorno in un cestino sotto la quercia. Racchiudeva una bimba splendida come una dea, con le labbra rosse come un lampone e la pelle bianca come la luna. 

Sogno di Fata
una neonata
dentro una cesta
tutta incartata
occhi di stella
bocca di cuore
nasce la luna
e il sole muore.


Le donne e gli uomini della tribù furono colpiti dalla straordinaria bellezza della neonata e stupiti per la diversità della sua pelle. I capelli scuri lisci e vellutati apparvero anch’essi inusuali rispetto a quelli neri, ricci e crespi degli altri membri della tribù. Si riunì immediatamente l’adunanza dei più saggi che decretò: “Questo è un dono del cielo, un messaggio degli dei per dare un insegnamento alla nostra gente”. La piccola fu chiamata Perla e venne affidata a un gruppo di donne anziane. Perla crebbe sana e robusta accudita come se fosse la figlia di una regina, mentre, di fatto, era un’orfana senza genitori. Il suo aspetto si fece ogni giorno più bello come si addice spesso a un mortale prescelto dalle divinità per una missione speciale. 

Come una stella
nata sul mare
piccola Perla
devi brillare
sei una regina
tanto carina
una farfalla
nella mattina.


Perla, però, avrebbe voluto essere una bambina comune, poter correre tra i prati, sottrarsi alla sorveglianza delle donne e godere della vita in piena libertà, non le piacevano affatto le regole imposte dalla tribù. Più diventava grande, poi, più si sentiva prigioniera: trovava un poco di sollievo solo quando era in compagnia dei suoi cuccioli di coniglio. Allora abbracciava il coniglietto di turno e gli ordinava: “Ora trasformati in un cavallo bianco e portami in cielo con le tue ali di seta”.

Sono il coniglio
bianco di giglio
pelle di seta
nella barbetta
occhi di fuoco
come un bel sole
sono il tuo sogno
di un grande amore.


Perla aveva imparato a sognare e riscaldare il suo cuore con la fantasia affidando spesso i suoi segreti alle piante che incrociava per strada: “Cara piantina, aiutami a fuggire da questo posto. Dammi ali d’uccello per volare in un’isola magica. Portami dal principe di un reame lontano”. Aveva poi la sensazione che la pianta le parlasse e che gli uccelli variopinti che volavano intorno le sussurrassero: “Tu sei la nostra amica, la Perla di quest’isola, noi porteremo i tuoi segreti sul soffio del vento e torneremo a liberarti per sempre”.

Così Perla si rasserenava e aspettava fiduciosa che i suoi amici, prima o poi, la conducessero da qualche altra parte, ma il tempo passava e in quell’attesa la bimba divenne una giovane fanciulla. Nonostante il suo stato non mutasse, Perla non si perdeva d’animo e continuava a desiderare di correre negli spazi sconfinati delle spiagge lontane o nella fitta boscaglia che ricopriva l’intera isola. Quando riusciva ad eludere la sorveglianza delle donne del villaggio cercava di arrivare al boschetto di faggi accanto al fiume dove l’aspettava sempre il suo amico Geppo, un cavallo bianco senz’ali che la portava sulla groppa per il boschetto mentre lei accarezzava il suo pelo vellutato. Perla gli domandava sempre: “Chi ti ha mandato qui a salvarmi? Quando potrai portarmi via? Sei il cavallino bianco del principe che mi sposerà?”. E così riempiva la sua esistenza di sogni e popolava la sua immaginazione intensa e ricca di amici e di animaletti magici.

Sogno e magia
sono miei amici
di fantasia
caldi e felici
ogni giornata
io mi diverto
erba fatata
io me la invento.


Del resto la vita non era facile nel villaggio. Uomini e donne erano sottoposti alla dura fatica quotidiana per procurarsi il cibo. Nessuno era esentato, nemmeno i più giovani e spesso le donne più robuste dovevano portare in spalla pesanti carichi soprattutto se non potevano permettersi muli e asinelli. Un bel giorno, però, giunse al villaggio uno straniero con una cesta di spezie per le donne della tribù. Mentre esponeva la qualità della sua mercanzia a un gruppo di anziane, vide Perla che passava con il suo mantello scarlatto e una cesta di frutta sulla testa. La chioma fluente e scintillante le cadeva delicatamente sulle spalle e dalla fascia verde con cui raccoglieva la sua capigliatura spuntava il suo sguardo misterioso. Il forestiero rimase accecato da tanta selvaggia eleganza e dai movimenti di quel corpo aggraziato e di perfetta proporzione. Lei fu colpita da quell’uomo alto con i capelli lunghi color del sole e lo guardò senza vergogna. Lui si avvicinò timidamente e le disse: “Io sono il principe che hai sempre sognato. Mi sono travestito da mercante solo per poterti incontrare, se verrai nel mio castello, sarai ricca e rispettata. Ti donerò rubini e smeraldi e vestiti fatti di stoffe pregiate. Sarai la mia sposa e la regina della mia gente”. Perla lo seguì senza esitazione e credette a tutte le sue promesse. Lui la portò in una capanna del bosco e quando furono soli la baciò. 

Giovani in fiore
bacio d’amore
cuori vicini
come rubini
rosa di maggio
vince il coraggio
senza ragione
è un’illusione.


Una donna che non si fidava di quell’uomo li seguì e quando vide quella scena corse subito ad avvisare la sua gente. La follia d’amore aveva acceso un fuoco: i due giovani non avevano rispettato le regole del sistema e sarebbero stati giudicati. Il Consiglio degli Anziani fu riunito e presto venne emesso il verdetto. L’uomo fu cacciato dall’isola con il divieto di non rimetterci mai più piede e la fanciulla fu legata, imbavagliata e buttata in fondo al mare nella baia degli scheletri, dove nessuno si avventurava mai. C’era la credenza, infatti, che chiunque si recasse in quella baia sarebbe stato catturato dalle piratasse del mare e tutti avevano un gran terrore di fare questa orrenda fine. Per questo motivo passò tanto tempo prima che la baia vedesse anima viva.

Perla sei stata
pelle di fata
occhi di notte
senza più note
ti han buttata
in fondo al mare
precipitata
senza fiatare.


Ma un giovane che non sapeva nulla di questa terrificante leggenda, un bel giorno giunse nella baia con il suo caicco e, sentendosi attratto da qualcosa di misterioso, gettò l’ancora e si fermò. Era convinto che la baia fosse incantata, che i riflessi argentati della luna sulla scogliera raccontassero di un antico e affascinante segreto, che quel luogo magico dovesse per forza essere colmo di pesce fresco e di qualche prezioso tesoro. Si riposò per qualche ora e prima del sorgere del nuovo giorno buttò la sua rete. Mentre aspettava che qualche pesce abboccasse cantò una canzone d’amore e subito si accorse che nella rete era caduto qualche grosso pesce.

O dolce mare
fammi sognare
una fanciulla
voglio trovare
dolce e gioiosa
splendida e vera
sarà mia sposa
per la vita intera.


Dai forti strattoni che sentiva immaginò un sostanzioso bottino di cui nutrirsi e – perché no - anche vantarsi, ma, quando tirò su quel pesce pesante, la rete gli scivolò dalle mani per il terrore. Uno scheletro di donna con le orbite rosse di coralli gli parve aggrapparsi alla sua barca. Quella visione orrenda lo fece tremare di paura e il suo cuore iniziò a battere forte forte. Non sapeva reagire a quello che vedeva e non riusciva a difendersi dal pericolo che emergeva dal mare. Così cercò di mettersi in salvo ma senza tanta lucidità. Tanto lui scappava verso riva, tanto lo scheletro si aggrovigliava in tutte le sue lenze. Quando toccò terra, il pescatore vide una baracca sulla spiaggia che sembrava disabitata.

Con la speranza di trovare una via di scampo si precipitò dentro. L’interno della baracca era pieno di ogni genere di cibo e bevanda e di un comodo giaciglio dove rifugiarsi. Convinto di essersi allontanato dalla tremenda allucinazione avuta in mare – magari per aver preso troppo sole – si rannicchiò dentro al letto e si rilassò un poco. Quando stava per crollare in un sonno profondo sentì un pianto disperato e una vocina che diceva: “Ho tanta fame!”. Alzò il capo per capire chi avesse parlato e si tirò su terrorizzato. Lo scheletro era lì accanto a lui e lo guardava dalle orbite vuote del teschio. Non si era accorto che quell’ossatura era avvolta alle sue lenze che erano irrimediabilmente legate a lui. Quando fu nello scuro di quella dimora in un primo momento ebbe un brivido al pensiero di essere insieme a quello spirito, ma nella calma dell’abitazione il pescatore si sentì sicuro e accese la luce per guardare meglio. 

Nella paura
non puoi vedere
quello che il cuore
di certo vede
se guardi bene
con l’altro occhio
nelle tue vene
arriva un soffio.


Forse l’effetto del fuoco rese lo spettacolo meno spaventoso tanto che nacque in lui una sorta di tenerezza per quello spettro. Allora timidamente chiese: “Chi sei? Perché mi segui?”. “Io sono Perla, la figlia della grande quercia. Un tempo ero una regina ma i miei sudditi mi hanno gettata in fondo al mare dopo avermi legato e imbavagliato. Ti prego, abbi compassione di me e liberami”, rispose lo scheletro. Allora il pescatore si fece coraggio e si avvicinò alla donna senza più timore e con tutta la sapienza delle sue mani la liberò dalle lenze e dalle funi che la legavano. Sciolse ogni nodo e ogni groviglio con pazienza e serenità. Poiché la donna aveva una fame spaventosa, lui le porse un’enorme pagnotta che giaceva su una grande cesta. “Grazie buon uomo, sono secoli che non mangio”, sussurrò Perla con la voce rotta dall’emozione, quindi prese il pane quasi con vergogna e lo divorò fino a esaurire la sua antica fame. Poi, però, per paura di intimorire il giovane, se ne stette immobile nel suo cantuccio. Il pescatore a questo punto fu vinto da un grande sonno, forse affaticato per aver sciolto il groviglio di fili. Durante il sonno fece un sogno commovente e una grande lacrima sgorgò dai suoi begli occhi. 

Sogna ragazzo
un suo sorriso
forse sei pazzo
già del suo viso
non puoi guardare
la sua bellezza
ma puoi vedere
la sua interezza.


La donna aveva una sete insaziabile e si dissetò abbeverandosi da quella lacrima. Bevve come se stesse attingendo da un pozzo profondo e placò tutta la sua sete. Poi, prese il cuore dell’uomo e lo strinse fra le mani. Come se un incantesimo fosse stato spezzato il suo corpo in un attimo si ricoprì di nuovo di carne. La donna rimise il cuore nel petto del pescatore e lo strinse nel suo abbraccio. Quando la mattina si risvegliarono l’uomo si trovò accanto la donna più graziosa che avesse mai visto. Aveva i capelli nerissimi come schegge d’ossidiana e la pelle candida come un giglio. Le loro mani si unirono e un grande amore sbocciò nei loro cuori vicini. Il pescatore disse a Perla: “Tu sarai la mia sposa e sarai regina di questo focolare”. La donna non lasciò mai più quella baracca e una nuova vita ebbe luogo in quel posto per lungo tempo isolato e solitario. Da quell’unione nacquero cinque splendide fanciulle tutte di pelle bianca e vellutata come la loro madre, ma i capelli arricciati come le altre donne dell’isola. 

Splendide ninfe
come dei cigni
anime dolci
come germogli
mani di seta
volto velato
nella casetta
d’oro perlato.


La nuova famiglia fu sempre nutrita dalle creature del mare e nessuna delle bimbe soffrì mai la fame. Divennero tutte splendide creature e la loro voce e il loro bel canto riempì di gioia e allegria tutta la baia. Nel villaggio si finse di non sapere che quella donna era la stessa fanciulla che fu buttata in mare molti secoli prima e piano piano la gente che lo abitava tornò a frequentare quel lembo di mare e a specchiarsi nello spazio magico e senza tempo di quella incantevole baia. La leggenda della donna scheletro veniva raccontata a tutti i bambini del villaggio un po’ per spaventarli quando non volevano stare buoni, un po’ per stimolare la loro curiosità nei confronti di un mondo sommerso e misterioso. 

Bimbo bimbetto
gaio e giocoso
forse furbetto
certo curioso
l’orbita vuota
non ti spaventi
guarda nel fondo
senti i lamenti.
Pubblicato: Sabato, 7 Dicembre 2013
Articolo di:  Patrizia Boi

Perla, la donna scheletroPerla, la donna scheletroPerla, la donna scheletro
Perla, la donna scheletroPerla, la donna scheletroPerla, la donna scheletro