Non giudicare e non preoccuparti se qualcuno ti giudica, preoccupati solo di te stesso
Gli Esseri del Regno di Fantasia non si arrendono mai, che siano umili fanciulle o giovani coraggiosi, splendide principesse o nobili principi, piumosi pulcini o soffici aquilotti… Fatine ed elfi, vecchine sapienti e bimbi giudiziosi, uccelli variopinti e farfalline leggiadre si aggirano nel Mondo di Fata Immaginazione, Tessitrice dei nostri Sogni…
Informazioni personali
- Patrizia Boi
- Roma, Roma, Italy
- Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.
mercoledì 22 febbraio 2017
domenica 19 febbraio 2017
Come trovare la Soluzione a un problema attraverso quella parte più saggia di ognuno di noi
Come risolvere un problema utilizzando
sia EFT sia lo Yoga della risata
mercoledì 15 febbraio 2017
Il significato della Fiaba sulla Donna Scheletro secondo Clarissa Pinkola Estes
http://wsimag.com/it/cultura/6413-perla-la-donna-scheletro
Ho preso spunto dal libro della Clarissa Pinkola Estes per raccontare il mistero della Donna Scheletro a cui si ispira la mia fiaba.
Nel libro Donne che corrono coi Lupi ogni fiaba ha un significato profondo, come spiega la scrittrice nel dettaglio.
Ecco la spiegazione su La Donna Scheletro.
https://www.inventati.org/donnola/materiali/donnolabook/
donnascheletro.html
Ho preso spunto dal libro della Clarissa Pinkola Estes per raccontare il mistero della Donna Scheletro a cui si ispira la mia fiaba.
Nel libro Donne che corrono coi Lupi ogni fiaba ha un significato profondo, come spiega la scrittrice nel dettaglio.
Ecco la spiegazione su La Donna Scheletro.
https://www.inventati.org/donnola/materiali/donnolabook/
donnascheletro.html
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lunedì 13 febbraio 2017
I Quattro Accordi di Don Miguel Ruiz
Da quando ho letto questo libro, ogni volta che mi capita qualcosa, vado sempre a vedere se ho disatteso uno dei quattro accordi e sempre c'è una di queste quattro cose di cui non ho tenuto conto. Col tempo mi sono abituata ad accorgermene prima e, salvo in alcuni casi dove il mio stato è già compromesso, cerco di osservare come mi comporto nei confronti di questi quattro accordi.
I Toltechi erano degli artisti e avevano una saggezza che noi ci siamo dimenticati, così troppo abituati come siamo a seguire gli stordimenti della ragione. In realtà l'artista ha un collegamento più profondo con la sua anima e forse anche con l'anima collettiva dell'umanità e spesso riesce a guardare oltre.
Questi quattro accordi consentono di non dissipare energia, ma di essere sempre concentrati sulla nostra reale missione.
Come sostengono i Toltechi, noi siamo Esseri unici, ognuno con il suo scopo e la sua missione, già quando ci parliamo è difficile comprenderci, perché, avendo ognuno il suo punto di vista, è possibile che una persona dica all'altra A e lei capisca B, gli risponda C e l'altra capisca D.
Allora perché prendersela tanto e cercare sempre di aver ragione? Non ha senso, è una fatica sprecata, mentre è fondamentale stare attenti al peso delle proprie parole, soprattutto se sono negative e giudicanti.
Un sorriso, una parola d'amore, un complimento, ci trasmettono per riflessione l'energia positiva di chi l'ha ricevuto, lo stesso dicasi per un'offesa che noi facciamo, ci riflette sempre la rabbia dell'offeso. Allora perché offendere?
Arrabbiarsi?
Litigare?
Usare parole che fanno male?
E' come farsi male da soli, perché ci ritorna indietro, come in uno specchio, quello che abbiamo seminato.
Anche gli alchimisti suggerivano di attivare un osservatore interiore capace di accorgersi dei momenti in cui noi esercitiamo un giudizio nei confronti degli altri, in realtà non stiamo facendo altro che giudicare una parte di noi stessi che non accettiamo.
E' come se i Toltechi conoscessero già la Fisica quantistica, erano perfettamente consci del fatto che ogni fenomeno, attività, accadimento, conversazione, sono influenzati dell'osservatore.
E sono influenzati diversamente anche dallo stesso osservatore a seconda del suo stato d'animo.
Forse dovremmo abituarci a parlare meno e a stare più in silenzio attivando l'Osservatore Interiore e le Leggi dell'Amore.
Ecco i quattro accordi e di seguito una sintesi del libro dello stesso Ruiz presa dal sito di seguito riportato.
- SII IMPECCABILE CON LA PAROLA
- NON PRENDERE NULLA IN MODO PERSONALE
- NON SUPPORRE NULLA
- FAI SEMPRE DEL TUO MEGLIO
Vi mando anche altri link utili, per chi capisce lo spagnolo, quelli dello stesso Don Miguel.
Cerchiamo di diffondere l'Amore e non gli inutili conflitti, mentre stiamo perdendo tempo a guardare gli altri e a giudicarli, la nostra vita scorre inutilmente fuori dai suoi binari, se trattiamo il prossimo con rispetto e Amore, il loro sorriso ci riempie e la nostra giornata si trasforma in un giorno di Sole.
:: Sintesi
del libro ::
Nel sogno del pianeta è normale per gli uomini soffrire, vivere nella paura
e creare drammi emozionali. Il sogno esterno non è piacevole. E' un sogno di
violenza, di paura, di guerra e di ingiustizia. I sogni personali variano, ma a
livello globale si tratta più che altro di un incubo. Se guardiamo la società
umana, vediamo un luogo in cui è molto difficile vivere, perché è governato
dalla paura. In tutto il mondo vediamo sofferenza, rabbia, vendetta,
dipendenza, violenza nelle strade e tremende ingiustizie. La paura forse esiste
a livelli diversi in paesi diversi, ma globalmente controlla il sogno
esteriore.Se paragoniamo il sogno della società umana con la descrizione dell'inferno, propagandata da tante religioni, scopriamo che si somigliano moltissimo. Le religioni dicono che l'inferno è un luogo di castigo, di paura, dolore e sofferenza, un luogo in cui siamo consumati dal fuoco che è generato dalle emozioni basate sulla paura. Ogni volta che proviamo rabbia, gelosia, odio o invidia, sentiamo un fuoco bruciarci dentro. Viviamo in un sogno infernale. L'inferno è intorno a noi. Ci raccontano che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all'inferno. Che novità! Ci siamo già, all'inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo.
Ogni essere umano ha il proprio sogno personale, spesso governato dalla paura così come il sogno della società. Impariamo a sognare l'inferno durante la vita. Le stesse paure si manifestano in modi diversi per ogni persona, ovviamente, ma tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Il nostro sogno personale può anche diventare un incubo senza fine, fatto di paura e sofferenza. Ma non è necessario vivere in un incubo. Possiamo anche fare un sogno piacevole.
Don Miguel Ruiz
La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione. A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi. Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi. Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.
Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio. La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo. L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.
2. Non prendere nulla in modo personale: qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente. Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non a nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni. Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno. Quando prendiamo le cose personalmente ci sentiamo offesi e la reazione è quella di difendere le nostre convinzioni, creando conflitti. Rendiamo grande qualcosa che di per sé è piccolo, perché abbiamo bisogno di avere ragione e di dimostrare che gli altri si sbagliano. Anche noi trasmettiamo le nostre opinioni e anche per noi vale il fatto che qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo, si tratta di una proiezione del nostro sogno personale di un riflesso del nostro sistema di credenza. Quello che diciamo e quello che facciamo, le opinioni che abbiamo, tutto è il riflesso del nostro sistema di credenza, perciò non ha nulla a che vedere con gli altri. Il lavoro da fare è arrivare al punto in cui il giudizio degli altri - sia in positivo che in negativo - non ci tocca, perché abbiamo la percezione interna del nostro valore e quindi non restiamo agganciati da ciò che gli altri pensano di noi. Qualunque cosa gli altri pensano o dicano di noi non ci riguarda, stanno parlando a voce alta di se stessi. L’essere umano crea dentro di sé un film, di cui è protagonista, regista, produttore e tutti gli altri sono personaggi secondari . Il nostro punto di vista è personale è la nostra realtà. Chi si arrabbia è perché ha paura e l’altro è solo un pretesto per portare fuori un disagio, un tema non risolto.
Se siamo in armonia con chi ci circonda, significa che l’altro non ci suscita nessuna reazione negativa e quindi questo vuole semplicemente dire che non stiamo contattando una nostra paura o un nostro limite e quindi non lo riversiamo sull’altro. Anche le opinioni che abbiamo su di noi non sempre sono esatte, infatti molto spesso tutte le varie sub-personalità parlano contemporaneamente – immaginiamo un mercato dove tante persone parlano tutte insieme – e quindi risulta complesso essere obbiettivi e centrati.
Quando nulla viene preso in modo personale si evitano sentimenti di rabbia, gelosia, rancore, invidia.
3. Non supporre nulla: Tendiamo a supporre ciò che gli altri pensano o fanno, lo prendiamo sul personale, li incolpiamo e reagiamo inviando loro veleni emozionali tramite le parole. Per questo ogni volta che supponiamo qualcosa stiamo sbagliando. Facciamo una supposizione, capiamo male, prendiamo la cosa in modo personale e finiamo per creare un dramma completamente inutile. Tutta la tristezza, tutti i drammi della nostra vita sono fondati sulle supposizione sull’abitudine di prendere le cose in modo personale. E generalmente cominciamo a spettegolare ed inviare veleno emozionale sugli altri sulla base delle nostre supposizioni. E’ sempre meglio chiedere che supporre, la supposizione porta equivoci ed incomprensioni. Supporre che gli altri sappiano ciò che pensiamo e che perciò non sia necessario dirlo, è un errore che accade spesso nei rapporti.
4. Fai sempre del tuo meglio: valutando però momento per momento, ascoltandoci, al fine di non strafare. L’importante è non giudicarsi, così da non cadere nei sensi di colpa, se facciamo del nostro meglio impariamo ad accettarci. Occorre arrivare al punto di agire per il piacere di agire. Fare le cose dandogli valore e sentendole importanti per noi, anche le piccole cose quotidiane, al fine di far assumere loro un valore diverso. Ogni azione dovrebbe diventare un rituale in cui amiamo il divino, ogni pensiero diventa una comunione con Dio e viviamo un sogno privo di giudizi e vittimismo, senza più bisogno di spettegolare e di trattare male gli altri e se stessi.
Se siamo impeccabili con la parola, se non prendiamo le cose a livello personale, se non supponiamo nulla e facciamo sempre del nostro meglio, saremo in grado di controllare la nostra vita.
sabato 11 febbraio 2017
Quello che ci succede è soltanto per nostra Responsabilità
Anche se non ci piace ammetterlo, anche se è difficile, talvolta, anche solo rendersene conto, nessuno è Responsabile per quel che ci accade nella nostra vita, nessuna emozione che proviamo in una data circostanza è colpa di chi ce la stimola.
Siamo solo noi che creiamo la nostra realtà e attraiamo un certo tipo di persona o di esperienza perché abbiamo bisogno di comprendere qualcosa di più profondo dentro di noi.
Nei confronti dell'altro, quindi, qualunque cosa ci abbia fatto, dobbiamo sempre provare gratitudine. Gratitudine per quello che ci ha insegnato con il suo gesto, di amore o di odio che sia...
Ce lo spiega molto bene Andrew Lewis in questo video:
giovedì 9 febbraio 2017
La terra favolosa
A volte mi dimentico dei misteri che racchiude la mia Terra, dei silenzi delle distese di granito, dei suoni arcaici emessi dalle pietre preistoriche, della sovranità del tempo senza tempo che regna negli angoli più appartati...
Accade poi che qualcosa me lo rammenta, come questo grande viaggio proposto dalla Rai:
domenica 5 febbraio 2017
IL CASTELLO DELL'AMORE PURO 1° E 2° PARTE, LA 3° E ULTIMA PARTE USCIRA' IL 5 MARZO
1° Parte
http://wsimag.com/it/cultura/22668-la-figlia-del-sarto-e-il-mago-malefico
2° Parte
http://wsimag.com/it/cultura/22669-la-farfalla-vermiglia-e-la-famiglia-ben-avi
http://wsimag.com/it/cultura/22668-la-figlia-del-sarto-e-il-mago-malefico
2° Parte
http://wsimag.com/it/cultura/22669-la-farfalla-vermiglia-e-la-famiglia-ben-avi
On the street
La Farfalla vermiglia e la famiglia Ben-Avi
Il Castello dell’Amore Puro. Seconda parte
Il Castello e il Mago
L’Elfetta guardò con dolcezza sua madre e si levò in alto con le sue alucce luminose. La Regina si infilò le Ciabattine Magiche e iniziò a volare in una danza leggera come le ali della sua Farfalla vermiglia. La Farfalla si levò in volo insieme a lei e all’Elfetta di Luce nella gioia dell’Amore. La stanza si riempì di Luce, di Raggi di sole e del Profumo delle rose di maggio. Una musica dolcissima penetrò in ogni angolo della stanza, tutte le Farfalline di carta uscirono dalle ante degli armadi e si unirono alla danza d’Amore. Quella gioia durò tutta la giornata finché, al crepuscolo, tutte le Farfalline rientrarono negli armadi. La Farfalla vermiglia, invece, si fermò sopra la pancia di Letizia, la guardò e disse:
Sono il Cavaliere dal Cavallo d’Argento, Principe del Sole e della Luce, la Luna mia madrina ha deciso di salvarmi dal Mago delle Crisalidi chiedendo aiuto alla Fata del Focolare. Sei la creatura più bella e dolce che io abbia mai visto.
Ti libererò da questo Castello e ti porterò nel mio Regno. Nostra figlia ci aiuterà ad organizzare le Nozze più belle che si siano mai viste e vivremo sempre nel mio Castello Fuori dal Tempo nella stanza più luminosa, o mia dolce futura Sposa.
Il mio nome è Fabrizio e presto sarai la Stella del nostro Sposalizio.
Ora fidati di me e non avere mai paura.
Grazie al tuo Amore sono ridiventato Uomo, hai creato la Farfalla che c’è in me e hai saputo donarle tutto il tuo cuore. Quest’Elfetta di Luce è il frutto del nostro Amore e la battezzerò Desideria. Me la porterò sempre nel cuore. Aspettami qui e abbi fiducia in me, mentre Desideria ci proteggerà dalla sua Galassia e ci raggiungerà in un baleno ogni volta che ne avremo bisogno. Ora vedrai per un attimo le mie sembianze di Uomo, poi ridiventerò Farfalla e volerò via alla ricerca della Libertà.
Dovrò affrontare tre prove per trovare questa Libertà che vogliamo.
Aspettami per un anno intero senza mai dubitare del mio Amore.
Mentre diceva queste parole la Farfalla Vermiglia divenne Uomo davanti agli occhi innamorati di Letizia. Fabrizio era sicuramente il Principe che Letizia aveva sempre visto nei suoi Sogni. Era alto e slanciato con due spalle possenti e forti. Aveva la pelle dorata e gli occhi scuri e impenetrabili come la notte, ma quando la guardava dal bagliore dei suoi occhi giungevano fulmini di stelle che illuminavano la stanza d’Amore Puro. I suoi capelli corvini portati lunghi fino alle spalle erano fatti di boccoli di Luna, morbidi come il velluto vermiglio che aveva visto nella scatoletta preziosa da cui aveva preso la cartina per fare la sua Farfalla. Il bellissimo viso del Principe aveva una leggera peluria scura che cresceva come una barba leggera e delicata. Le sue mani dalle dita affusolate erano forti e calde come aveva potuto sentire Letizia quando per un attimo lui le aveva preso una mano. In quel momento le aveva donato la Collana di Pietra Lavica che aveva al collo sussurrandole con la sua voce calda:
Questa Collana fatta di Lava del Pleistocene è appartenuta agli antenati di mia Madre, sovrani del Regno di Trinacria, me la diede la zia Olga prima di morire. Devi metterla al collo e non toglierla mai, quando la toccherai io saprò che mi stai pensando. Sarò sempre con te, nella Pietra di questa Collana, non perdere mai la speranza, tornerò prima possibile e ti sposerò, è la cosa che più voglio al mondo e investirò tutta la mia energia per dimostrare al mondo degli Dei che merito la tua bellezza e il tuo Amore.
Dette queste cose, Fabrizio, in una luce colorata, si ritrasformò in Farfalla Vermiglia, sfiorò le labbra di Letizia e volò via tra le sbarre della finestra dopo aver lasciato nella stanza il suo dolcissimo e intenso profumo. Letizia era così affascinata e piena d’Amore che non seppe far altro che sdraiarsi sul Letto a Baldacchino, stringere tra le braccia le Lenzuola di Seta candide e addormentarsi profondamente dopo aver guardato la splendida Elfetta di Luce scomparire insieme al papà per andare verso la sua Galassia.
Mentre Letizia era penetrata nel suo Sonno di Sogni, Desideria aveva fatto il suo ingresso nella Galassia degli Spiriti Luce ed era stata accolta a braccia aperte da un bellissimo Spirito Luce che si era presentata a lei come la zia Olga, quella zia di suo padre che gli aveva donato poco prima di morire la Collana di Pietra Lavica degli antenati. In quella Collana si celava il segreto della famiglia, un terribile segreto che Fabrizio doveva conoscere per purificarsene e non doverne pagare il fio. Ancora il coraggioso Fabrizio non sapeva quali fossero le prove che lo aspettavano per salvare se stesso dal Mago delle Crisalidi e liberare Letizia dalla schiavitù di quell’oscuro Castello. Volò per un mese intero con la sua leggerezza di Farfalla riposandosi ogni tanto su un Fiore, su un Cespuglio o su un Albero. Doveva arrivare in Trinacria e penetrare dentro i sotterranei della famiglia Ben Avi, per scoprire il mistero che si celava nella famiglia di sua Madre e superare le tre prove che avevano imposto gli dei. Intanto Letizia sognava il suo Principe, ma cominciava ad essere in ansia per la sua sorte. Così chiamò il signore del suo specchietto:
O mio Specchio Parlante
ho una richiesta importante
ho pena per il mio Cavaliere
vorrei poterlo vedere.
Ci fu il solito scoppio di fumi colorati e in mezzo a quei colori comparvero i due occhi dolcissimi e la voce gentile e delicata del signore dello specchio che rispose:
La Farfalla vola serena
a cercare della zia Filomena
il segreto molto intricato
e spezzare il legame incantato.
In quel momento Letizia si toccò la Collana e sentì che era vicina a Fabrizio e che gli stringeva la mano. E la scena di lui che giungeva nella sua terra, si ritrasformava in Cavaliere e cavalcava il suo Cavallo d’Argento entrando nei sotterranei del Castello di Trinacria dove erano sepolti tutti i segreti dei suoi antenati Ben-Avi. A quel punto Letizia si rasserenò, ringraziò il suo specchietto e si mise a lavorare sulle sue farfalle di carta. Nel frattempo Fabrizio aprì la porta di quel sotterraneo sinistro, così a lungo rimasto chiuso e caduto nell’oblio: sentì un gran freddo e vide un fumo bianco che proveniva da un corridoio lunghissimo. Si avventurò nello stretto cunicolo e si trovò in una stanzetta piena di Scarafaggi. A quel punto comparve la Luna e gli disse:
Ora hai scoperto il segreto di zia Filomena: questa è la stanza in cui rinchiudeva i suoi amanti dopo una sola notte d’amore. Possedeva una pozione magica che faceva bere ai suoi uomini trasformandoli in Scarafaggi dopo una dolorosa contorsione. Devi scindere i legami di questa Prima Strega malefica dalla famiglia per liberare l’anima di questi uomini ed essere così purificato dalla colpa di tua zia.
Prendi una scatola molto grande e riempila di Scarafaggi, poi prendi una torcia e brucia le pareti di questa stanza, infine porta all’aperto questi insetti e purificali nell’acqua fresca di una Sorgente.
Così fece Fabrizio e quando mise ad uno ad uno gli Scarafaggi sotto l’acqua della Sorgente Nera di Shungite, si trovò davanti una schiera di 9.999 uomini tutti legati con corde color rosso sangue. Fabrizio prese un coltello e cominciò a tagliare quelle corde e, man mano che gli uomini erano liberi, si fece aiutare da loro a liberare gli altri. Dopo un mese buono tutti gli uomini erano liberi e felici di essere usciti dal corpo di Scarafaggio in cui erano stati rinchiusi e dalle corde che in tale corpo li tenevano prigionieri. Nel momento in cui l’ultimo uomo fu liberato, lo Spirito della Strega Filomena si accese e bruciò in un bel rogo.
Dopo la Prima Prova Fabrizio si sentì molto stanco e precipitò in un Sonno che lo tenne a letto per più di un mese. Letizia lo pensava così intensamente da lontano che lui ebbe la sensazione gli stesse vicino e gli stringesse la mano. La Sognò con Amore e nel Sonno i due si baciarono, così lei seppe che lui era sano e salvo. A quel punto Letizia volle di nuovo sentire il signore dello specchio e chiese:
Dimmi mio aiutante
cosa aspetta al mio amante?
Se la prova è troppo dura
nel mio cuore ne ho paura.
Ci fu il solito scoppio di fumi colorati e in mezzo a quei colori comparvero i due occhi dolcissimi e la voce gentile e delicata del signore dello specchio che rispose:
Il Cavaliere si è svegliato
il riposo lo ha preparato
a cercare di zia Mafalda
quale sia la verità più calda.
Letizia fu rassicurata, accarezzò la sua Collana e sentì che il Principe stava bene. Richiamò tutte le Farfalline ad una bella danza con le Ciabattine magiche che fosse di buon auspicio per la Seconda Prova che Fabrizio doveva affrontare. Nel suo Regno lontano, al risveglio da quel lungo Sonno, Fabrizio si ricordò che doveva tornare nei sotterranei per scoprire il secondo terribile segreto. Aperta la porta e percorso il primo corridoio si accorse che le pareti della stanza degli Scarafaggi che prima erano quasi nere erano diventate bianche come la neve. Allora andò avanti finché non si trovò davanti a una biforcazione.
Il corridoio di destra era stretto e basso e una luce verde si spandeva dalle pareti di una lunga stanza laterale. Aprì e lo spettacolo che vide fu agghiacciante: appese alle pareti per la coda erano un’infinità di Lucertole che si dimenavano cercando di liberarsi, ma erano state appuntate al muro con dei chiodi.
Nasce come autrice di romanzi, racconti, fiabe, ma pubblica anche biografie, articoli e interviste. Progetta eventi culturali e opere pubbliche occupandosi con passione di parchi, piste ciclabili e lavori ferroviari.


Didascalie
- Le ciabattine magiche
- L'Elfetta Desideria
- Letizia e i suoi fratelli
- Il Mago Malvagio
- Lo Specchio Parlante
- La Strega Zelinda
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