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Roma, Roma, Italy
Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.

giovedì 5 aprile 2018

Ileana Carta ci svela i segreti dello Spiritismo su Wall Street International

https://wsimag.com/it/benessere/37062-lo-spiritismo-e-il-channelling

Lo Spiritismo e il Channelling

Intervista a Ileana Carta

5 APRILE 2018, 
Paucartambo, Peru – Festa nelle strade della cittadina
In tutti i tempi è sempre stato molto forte l’interesse nei confronti dell’aldilà e del contatto attivo con quest'altra dimensione, come afferma Andrea Pellegrino di Anima.TV. Tutti siamo attratti, infatti, dal mondo dell’invisibile, da tutta quella serie di ombre e voci che prendono le forme più fantasiose. E siamo affascinati dalla figura del medium e dai campi dello Spiritismo, della Medianità e dell’Esoterismo in senso lato.
Dal punto di vista letterario, sappiamo che i testi antichi sono colmi di riferimenti a quella nota come ‘catabasi’, ossia alla discesa di persone vive nell'Ade. A partire da Ulisse che entra nel Regno dei Morti senza oltrepassare la soglia, nella mitologia greca è celebre la discesa agli Inferi di Eracle, nella sua ultima fatica, oppure quella di Orfeo che vi scese con la sua inseparabile lira per riportare in vita sua moglie Euridice.
Enea, poi, riesce a mettersi in contatto con lo Spirito di suo padre Anchise, mentre Dante narra di un viaggio immaginario attraverso i tre regni ultraterreni. Insomma poeti e scrittori si sono occupati del tema forse perché molti libri nascono da scrittura automatica o canalizzazione e lo scrittore si configura esattamente come un medium, un mezzo, uno strumento che si pone come intermediario tra la vita e la morte con presunte entità soprannaturali.
La medium Ileana Carta - che il 25 aprile prossimo sarà a Trapani per l’incontro di Medianità Dal Cielo alla Terra - ci fa luce sul mistero che avvolge la materia.
Esiste una scuola di Medianità come Howard?
In Italia non ci sono scuole certificate, ma in Inghilterra a Stansted nell’Essix, esiste la Arthur Findlay College, la scuola dove ho studiato. Si tratta di un istituto dedicato alla ricerca e all'insegnamento nel campo delle ‘Scienze Psichiche’. È una straordinaria dimora di 365 stanze in perfetto stile Vittoriano, immersa in un elegante parco. È stata donata dallo spiritualista Arthur Findlay alla Spiritualist National Union (SNU) per fondare (nel 1864) un ‘college’ dedicato all'insegnamento.
Si tratta di un luogo sinistro abitato da fantasmi come vuole la tradizione?
Il ‘College’ è piuttosto un posto magico dove si studiano materie come Guarigione Spirituale e Medianità, Filosofia dello Spiritismo, Ipnosi, Arte ispirata dal mondo degli Spiriti, Sciamanesimo, Storia e Cultura dei nativi americani, ecc. Durante la formazione ci si sente in un'altra dimensione, fuori dal concetto di spazio e tempo, investiti da una grande serenità, come si stesse in uno spazio sacro dove si acuisce ogni percezione.
Niente Fisica e Matematica, quindi?
Semmai Numerologia, Astrologia, Musicoterapia, Cromoterapia, Filosofie Orientali e Meditazione. Si trascorre un tempo di vacanza-studio molto piacevole e si fanno incontri interessanti…
Come ti è venuto in mente di intraprendere questo tipo di studi?
Ho seguito una passione, forse un talento innato: da piccola vedevo figure che mi si materializzavano davanti, oppure si sedevano accanto alle persone e mi davano suggerimenti. Potevo fare una scelta, o impazzire, o trasformare questa percezione in una dote. Ho scelto la seconda opzione, naturalmente!
Qual è la differenza tra lo Spiritismo e il Channelling?
Il Channelling è un modo di attualizzare lo Spiritismo in un contesto moderno. Dallo Spiritismo Classico - ossia quella fase in cui la ‘medianità’ era fatta di materializzazioni, tavolini rotanti, ectoplasmi -, si è passati ad una seconda fase di ‘medianità’ prettamente mentale, nel corso della quale il Medium ha spostato l’attenzione dai fenomeni ai messaggi (Scrittura Automatica, Canalizzazioni). Infine c'è una terza fase denominata ‘Spiritismo della New Age’ che, secondo Andrea Pellegrino, è una sorta di corrente influenzata da diverse fonti culturali e antropologiche e che ha come protagonisti i ‘Canalizzatori’. I messaggi si ricevono da una fonte posta fuori dal mondo ordinario, sia conscio che inconscio. Le differenze fondamentali rispetto allo Spiritismo Classico sono diverse: il ‘Channelling’ non evolve in un movimento religioso; ‘raramente’ si verifica una manifestazione fisica del fenomeno; ci sono molteplici tipi di entità con cui si entra in contatto. Non si tratta, infatti, unicamente di Spiriti dei defunti, ma il panorama del contatto si allarga e arriva a coinvolgere Angeli, Arcangeli e perfino Maestri Ascesi.
Come Saint-Germain?
Proprio come lui! Saint Germain è il prototipo del Maestro Asceso, una persona, cioè, che dopo una o più esperienze di vita sulla terra, ha realizzato dentro di sé la perfetta fusione tra ‘Materia’ e ‘Spirito’. Mediante quest’unione si ottiene il "Corpo di Gloria", ossia un corpo che non deve più sottostare alle Leggi di gravità e ai vari passaggi tra vita e morte. In Europa il Conte di Saint-Germain era simbolicamente noto come l’Uomo del Mistero…
Chi furono i primi Spiritisti?
Al principio ci furono le tre sorelle Fox in America e il pedagogista Allan Kardec in Francia. Le Fox parlavano con gli Spiriti attraverso un codice che associa a un dato numero di colpi sul muro, le lettere dell'alfabeto. Intorno al 1950, il fenomeno dilaga in tutta l'America dando luogo a una moda culturale nei confronti del contatto con l'Aldilà. Ma il fenomeno si evolve e si concretizza attraverso Allan Kardec che si avvicina allo Spiritismo dopo i 50 anni e nel 1857 scrive il “Libro degli Spiriti”, fondamento dello Spiritismo. Egli ne individua 4 elementi cardine: una pretesa scientifica; un orientamento politico; un legame con la pedagogia; la differenza tra Francia sostenitrice della reincarnazione e mondo anglosassone che invece la nega…
In che cosa consiste il contatto vero e proprio?
Ci sono diverse modalità di entrare in contatto con gli Spiriti e con gli avvenimenti: ‘chiaroveggenza’, ‘chiarosenzienza’, ‘chiaroudienza, chiarocognizione’. Nel primo caso il “Medium” riesce a visualizzare immagini anche molto nitide di Spiriti, luoghi, situazioni accadute in passato o che dovranno ancora avvenire. Nel caso della chiarosenzienza, invece, percepisce le emozioni, entra facilmente in empatia con l’altro, si accorge immediatamente delle energie positive o negative che gravano in un dato ambiente. La chiaroudienza, appartiene a chi sente voci, suoni, musica, rumori, ronzii oppure è guidato in una conversazione da voci sottili o ancora percepisce voci di animali, piante e di oggetti in genere. La chiarocognizione, infine, è diffusa tra persone abituate ad interpretare il linguaggio dei segni, guidate, quindi, dalla Legge della Sincronicità. Quasi tutti quelli che hanno sviluppato l’intuito, possiedono queste capacità…
Come si attua una Guarigione Spirituale?
Si tratta di creare all’interno della propria mente, una zona protetta dove richiamare i propri Spiriti Guida e far entrare, in questo luogo fuori dal tempo, anche la persona che si sta trattando. La guarigione si attua grazie al supporto di Spiriti che in vita sono stati medici, guaritori, sciamani, ecc., ma non attraverso farmaci, bensì mediante altre vie. Già sappiamo che le malattie sono, nella maggior parte dei casi, soltanto i sintomi di disequilibri più profondi…
Ci sono altre forme di ‘medianità’ sensazionali?
Oltre ai canalizzatori come Judy Zebra "JZ" Knight che canalizza "Ramtha" – un guerriero Lemuriano che combatté gli Atlantidei oltre 35.000 anni fa – o di Lee Carrol che canalizza Krayon - un amorevole Arcangelo simile a Gabriele, proveniente dalla "Sorgente" –, ci sono altri aspetti della Medianità come la ‘Trance profonda’, durante la quale il “Medium” può cambiare voce e addirittura trasfigurare il suo aspetto fisico, salvo poi tornare alla normalità quando si conclude il contatto. L’entità che si presenta prende praticamente possesso del “Medium”. Un'altra modalità di esercitare la Medianità è quella che avviene in campo artistico dipingendo opere guidati da un’entità del passato, scrivendo sotto dettatura, ecc…
C’è una figura di Medium che ti ha particolamente affascinato?
Senza dubbio quella di Edgar Cayce, il “profeta dormiente”. Egli attuava le sue guarigioni spirituali e anche fisiche entrando in uno stato di ‘Trance profonda’: diagnosticava le malattie attraverso la ‘scannerizzazione’ del corpo dell’ammalato e forniva le cure da effettuare. Rispondeva a domande sull'astrologia, sulla reincarnazione, su Atlantide e al risveglio non ricordava più nulla… Le sue profezie su molti eventi futuri, inoltre, si sono davvero avverate…
Secondo la russa Slavy Gehring per riuscire davvero a entrare in contatto con i mondi invisibili, occorre avere fiducia nello Spirito invocato, bisogna avere un’idea precisa sull’entità con cui si vuole entrare in contatto e avere chiarezza su che cosa si vuole ottenere da questa comunicazione. Un mezzo efficace per attuare il contatto è spesso quello della scrittura automatica, Psicografia. La psichiatra Erica Poli afferma che si tratta di un fenomeno psichico proveniente da strati profondi del sé in uno stato di coscienza alterata. Nella coscienza ordinaria si attiva la corteccia frontale, responsabile del pensiero logico-deduttivo, che risponde alla Legge di causa-effetto. Quando si attua la scrittura automatica, si attivano invece altre aree cerebrali e si disattivano quelle razionali, associate al mondo conscio.
La Poli afferma che esistono funzionamenti cerebrali associati indubbiamente a un altro modo di sentire la realtà, ma non è certo che derivino da contatti con altre entità fuori da se stessi. La cosa fondamentale, però, è che l’uomo comune possieda la facoltà di accedere a questi codici che lo rendono, in realtà, più aderente al suo sé e che sono espressione della coscienza collettiva. Negli ultimi tempi, infatti, sempre più persone sono in grado di ‘canalizzare’ e questo significa che sta mutando anche la realtà consensuale della coscienza collettiva. Sappiamo ormai scientificamente che, nel campo della Fisica Quantistica, nel Mondo creativo, dove ha sede l’Io Superiore, l’osservatore influenza così pesantemente il sistema che tutto diviene possibile. I Pensieri sono in grado di determinare il mondo Materiale. E chi è capace di entrare dentro di sé e stare in silenzio, secondo la Poli, comincia a fare forse l'unica cosa che la coscienza dovrebbe fare, cioè ‘percepire’. Quindi che facciamo riferimento a Guide Spirituali, Angeli, Arcangeli, Spiriti, Se Superiore o quant’altro, non si tratta di un fenomeno prodigioso e soprannaturale, ma alla portata di tutti…
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Nasce come autrice di romanzi, racconti, fiabe, ma pubblica anche biografie, articoli e interviste. Progetta eventi culturali e opere pubbliche occupandosi con passione di parchi, piste ciclabili e lavori ferroviari.

martedì 3 aprile 2018

giovedì 29 marzo 2018

Un'altro modo per parlare di Sport: Daniele Pasquini su Wall Street International

https://wsimag.com/it/sport/36979-lo-sport-i-benefici-per-la-salute-e-per-lo-spirito

Lo Sport: i benefici per la salute e per lo spirito

Intervista a Daniele Pasquini

26 MARZO 2018, 
Burkina Faso – Danzatori durante il Festival delle Maschere di Foglie nella regione di Houndé
Uno dei principali benefici dello Sport è senza dubbio la prevenzione della salute, tanto che il Piano della Ciclabilità del Comune di Roma afferma che per la «riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, incoraggeranno l’uso della bicicletta e della pedonalità contribuendo all’incremento della salute e alla riduzione dell’obesità».
Ciclismo, trekking, equitazione, atletica leggera, ginnastica artistica sono tutti quegli sport favoriti dai percorsi alternativi che costituiscono la linea verde della città. E tanti altri sport possono essere svolti liberamente nei parchi attrezzati, nelle aree verdi, lungo i fiumi. Affrontiamo il tema dello sport attraverso le parole di Daniele Pasquini, Presidente del Centro Sportivo Italiano di Roma e dal 2011 incaricato per la pastorale del Turismo, Tempo libero, Sport e Pellegrinaggi della Conferenza Episcopale del Lazio a organizzare la maratona Betlemme Gerusalemme.

Hai trascorso una vita al servizio dello sport, percorrendo tutte le tappe, dal volontariato, all’impegno totale. Cosa ti spinge?

Mi spinge la missione di elevare l’anima dell’Uomo attraverso lo sport. È una passione che mi accompagna da sempre, così come quella per il gioco di squadra o per la pallavolo, lo sport che ho praticato fin da giovane. Siccome ero alto e magro, mi serviva per irrobustirmi, forse, anche nella vita. La palla che passa da una mano all’altra con la sua forma sferica, mi fa pensare alla grandezza del creato, alle stelle, come il Sole, e ai pianeti e loro satelliti, come la Terra e la Luna. In realtà, la palla ha connesso molte persone, pensiamo al calcio, alla pallacanestro, alla pallavolo, perché ognuno di noi insegue la sua sfera di Luce, la sfera magica che lo condurrà verso gioia e felicità.

Quali sono gli ingredienti della pallavolo che la differenziano dagli altri giochi con la palla?

La pallavolo ha due elementi che mi hanno sempre affascinato: il primo è la ‘rete’, un sottile velo di protezione tra una squadra e l’altra che offre la possibilità di connessione con l’altro, di annusarlo da vicino, ma con rispetto, senza interferire col suo campo d’energia. Il secondo è che bisogna fare almeno tre passaggi perché si possa compiere un’azione, si è costretti a ricevere e dare la palla per finalizzare il gioco, questo ne fa davvero un gioco di squadra. Mi piace anche il fatto, poi, che i vari ruoli nel campo vengano continuamente scambiati: non occupando sempre la stessa posizione, si vede il gioco da tutti i possibili punti di vista. La pallavolo, inoltre, è l’unico gioco che finisce quando la palla tocca terra, questo comporta che la palla debba essere sempre in movimento, come sarebbe auspicabile per le nostre energie vitali.Si tratta, infine, di uno sport simmetrico nel quale tutto il corpo si muove, mentre nel calcio, per esempio, si sviluppa prevalentemente la parte inferiore del corpo. A me che sono alto e magro ha rinforzato tutta la muscolatura, soprattutto la spina dorsale…

Sei partito dalla pallavolo, ma poi ti sei appassionato a tutti gli sport, perché?

«Sono convinto che attraverso lo sport sia possibile far scattare dei processi educativi. Lo sport consente di intervenire semplicemente e senza forzature sull’educazione dell’atleta e dell’individuo nel suo complesso, anche se, affinché il processo vada a buon fine, è necessario accompagnare la crescita degli atleti con pazienza e disponibilità. Lo sport ci insegna ad affrontare, come con la bici, le salite e le discese della vita, le sconfitte e le vittorie, le gioie e i malumori, la strada da percorrere con fatica, ma anche con la leggerezza del gioco. Lo sport è una forma di gioco, è il modo di giocare che hanno grandi e piccoli nella società contemporanea.

C’è anche una forma di liberazione ancestrale in ogni gioco sportivo?

Rito e mito sono strettamente connessi con le gare, la preparazione atletica, la premiazione, il ritiro: ad ogni partita si rinnova un rituale per chi la gioca e per chi la guarda. Nel mondo greco, nella sapienza tramandata con l'Iliade, si narra che, durante l'assedio di Troia, per ricordare l'amico Patroclo morto, Achille gli abbia dedicato dei giochi sportivi. Lo sport rappresenta un rituale così dentro all’anima dell'uomo che tocca le corde più profonde come la vita e la morte. Anche nel passato è sempre stato legato alla spiritualità e alla religiosità: San Paolo, come afferma Edio Costantini nel suo libro San Paolo e lo sport. Un percorso per campioni, conosceva molto bene il mondo sportivo del suo tempo e suggeriva di darsi continuamente una meta, di uscire dalla routine del quotidiano, dall'abitudine, dalla mediocrità della vita, invitandoci a lottare, ad avere coraggio…

È possibile che lo sport degeneri in aggressività: come possiamo evitarlo?

«Lo sport genera movimento, fisico e interiore, governare queste potenti energie costruisce la persona nella sua integralità. L’emozione sprigiona energie che possono, però, bruciare l’atleta, occorre, quindi, trasformare il livello emozionale in sentimento duraturo che sia in grado di plasmare la persona. Nel movimento incessante ci sono stelle e buchi neri, esplosioni di supernove e ingressi in nuove galassie, un mondo di sfide e la paura di raggiungere l’assoluto. Traguardo dopo traguardo, vittoria dopo vittoria, possiamo governare i nostri talenti e canalizzare le nostre paure per vincere su ogni sconfitta. Se il gioco viene svincolato dalla sua matrice originaria, che è quella della formazione della persona e viene usato per altre finalità, allora può degenerare e diventare strumento di controllo o di divisione. Nell’antica Grecia,lo sport era lo strumento della formazione del carattere delle persone, il caposaldo dell'Istruzione dei giovani; con il mondo romano si è centrata l’attenzione sul suo aspetto spettacolare e lo sport è stato distorto, usato per fini politici e manipolatori, tanto che la Chiesa stessa lo ha valutato immorale e gli ha dato un taglio: per tutto il Medioevo l'attività sportiva è sparita. È tornata poi in auge soltanto nel tardo Settecento, utilizzata nei processi educativi dei college inglesi.attività sportiva è sparita. È tornata poi in auge soltanto nel tardo Settecento, utilizzata nei processi educativi dei college inglesi.attività sportiva è sparita. È tornata poi in auge soltanto nel tardo Settecento, utilizzata nei processi educativi dei college inglesi.

L’energia è vibrazione dei corpi che percuote ogni cellula dell’atleta: e tra il calcio e la ginnastica ogni tanto sorge una nuova danza, un teatro di personaggi che fanno sentire la loro musica…

Il CSI investe molto sulla Danza e sul Teatro: sono discipline che favoriscono il volo di ogni individuo. Ci misuriamo spesso con i ritmi musicali più adatti a mettere in movimento il corpo, lo spirito e ogni cellula dello sportivo. Quando il corpo vibra all’unisono con lo strumento musicale, significa che le vibrazioni più elevate hanno raggiunto il cuore dell’individuo e lo hanno condotto verso il cielo delle sue infinite potenzialità. La vibrazione penetra in ogni fibra del muscolo, lo allunga e lo contrae impercettibilmente, lo scollega dalle sovrastrutture mentali che ne bloccano il libero movimento. Il corpo apprende l’elegante flessuosità di ogni sua parte, trasforma le note in leggerezza ed eleganza e si slancia appassionatamente verso le vertigini dell’arte.Attraverso la musica il corpo attinge alla sua forza primordiale che è in grado di essere universalmente compresa.

A quali fasce d’età occorre dedicare maggiore attenzione nella formazione sportiva e del carattere degli atleti?

Anche se il numero di bambini coinvolti nel Centro Sportivo è maggiore, la nostra attenzione è rivolta piuttosto agli adolescenti. Essi, sono, da sempre - ma oggi ancora di più -, quella fascia d’età dimenticata, trasparente, invisibile. Rappresentano quel mondo di mezzo, a metà tra l’essere ancora bambini o in procinto di diventare adulti, che nessuno considera: non hanno potere d’acquisto perché dipendono ancora dalle famiglie, non hanno potere di voto e non interessano alla politica, non producono perché non lavorano. Eppure si trovano in un momento cruciale dell’esistenza in cui si sta realizzando una metamorfosi del loro corpo in grado di sprigionare energie pazzesche. Sono la nostra speranza per il futuro, la fascia d’età su cui possiamo costruire attraverso sane regole…

Siamo sicuri che le regole rendano gli adolescenti più creativi?

La creatività è un elemento fondamentale, non tanto nel senso di creare cose nuove, ma nel senso di creare nuove connessioni. Igor Stravinsky, compositore del Novecento, diceva nella Poetica della Musica che più l'arte ha dei vincoli e delle restrizioni e più la mente è libera. La musica possiede regole ferree, perché le note sono limitate e nella creazione occorre muoversi senza uscire da quel limite. “Se tutto mi è permesso… se nulla mi oppone resistenza… io non posso appoggiarmi a nulla per costruire… Sono dunque costretto a perdermi in questo abisso di libertà?” Sono, quindi, gli ostacoli - nel caso della musica le note nel caso dello Sport le regole - che, restringendo il campo d’azione, ci rendono più liberi e creativi.

Possiamo dire che allo sport si applica la Teologia del gioco?

Il gioco, quindi, la leggerezza, ci conducono verso l’alto e sviluppano la nostra creatività. Nella Bibbia, nel libro della Sapienza, c’è un passo in cui si parla della creazione del mondo e la Sapienza è donna, è una fanciulla - non una bambina - quindi un’adolescente, che balla, che danza davanti a Dio. E la fanciulla nella sua danza crea il mondo e lo crea per gioco. Questa è la Teologia del gioco. La creazione non ha una utilità particolare, è fatta solo per gioco, non per fini utilitaristici, ma solo per il piacere di giocare…
Pasquini ha ragione, il gioco rivela il nostro nucleo divino, l’essenza più pura e spontanea del nostro bambino interiore, come esprime questa conversazione tra la beata Umiliana de' Cerchi e un bimbo di quattro anni che gioca (tratta dalla biografia della Beata scritta da Vito da Cortona):
Carissimo bambino, non sai fare altro che giocare?
Che altro vuoi che faccia?
Voglio che tu mi dica qualcosa di bello su Dio.
Credi che sia bene che uno parli di sé stesso?
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Nasce come autrice di romanzi, racconti, fiabe, ma pubblica anche biografie, articoli e interviste. Progetta eventi culturali e opere pubbliche occupandosi con passione di parchi, piste ciclabili e lavori ferroviari.