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Roma, Roma, Italy
Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.

venerdì 3 novembre 2023

GIANNI DE FEO IN VERSO SERA ANCORA (Angelo) di Marco Buzzi Maresca


"Non avevo più padre né madre, come Gesù, ma senza croci. Il mondo era mio. Nessuno mi proteggeva e dunque potevo finalmente camminare...camminare... Vissi di lavoretti, sporcai mansarde, imparai il francese. Imparai il mio corpo e la mia voce divenendo la misteriosa scena di me stesso"
GIANNI DE FEO
Pronti per un nuovo spettacolo musicale diretto e interpretato da Gianni De Feo . Ancora una sfida, questa volta ancora più ardua, se possibile. Un tuffo nei misteriosi mari della coscienza per risvegliare l'ardente ricerca di senso, tra Eros e Arte di Vivere. Roma, Parigi, il Nordafrica, immagini atmosfere sensazioni e ricordi vissuti in prima persona dagli anni della prima gioventù ad oggi, tra estetica e prostituzione eterna. È la Roma degli anni '70, della rivoluzione sessuale. Gli anni di piombo e i primi gay pride. È il libero amore!
Adolescenza giovinezza dissipazione estasi avventura. Ombre e tormenti tra dionisiaco e malinconia. Un narrazione lirica, visionaria, a tratti aulica eppure freneticamente spezzata dal ritmo incalzante della musica, tra pop, rock, barocco e tango. Sentimento erotico e rivoluzione d'anima. Una parabola di un figlio del Novecento che per il coraggio e l'intensità dello svelarsi può farsi specchio di molti.
" Angelo disangelato in mille Angeli, in mille ali"
Dedicato ad Angelo e a tutti gli angeli della vita, amori finiti e infiniti che si tengono per mano, "come la danza della morte nel settimo sigillo".


VERSO SERA ANCORA (ANGELO)
10 e 11 novembre ore 21.00
Domenica 12 novembre ore 18.00
TEATRO ARTEMIA
via Amilcare Cucchini, 38 - Roma (zona Portuense Forlanini)
Info e prenotazioni : 334 1598407
info@centroculturaleartemia.org
Direzione artistica Maria Paola Canepa
e-mail : andreaalessiocavarretta@gmail.com
(La foto in copertina mi ritrae nel camerino del teatro delle Muse nel 1980)


venerdì 27 ottobre 2023

NELL’ARDORE DELLA NOSTRA CAMERA Di Massimo Sgorbani Con Donatella Busini Regia di Paolo Orlandelli

 








Ipazia Production

 

presenta

 

NELL’ARDORE DELLA NOSTRA CAMERA

 

Di Massimo Sgorbani

 

Con Donatella Busini

 

Regia di Paolo Orlandelli

 

Scene Georgia De’Conno - Costumi Patrizia Moretti

 

Foto Andrea D’Errico

 

Debutta al Teatro Tor Bella Monaca, giovedì 2 novembre “NELL’ARDORE DELLA NOSTRA CAMERA, da un testo di Massimo Sgorbani con l’interpretazione di Donatella Busini che veste i panni di una vedova frustrata e sottomessa dai soprusi del marito in vita; che ora giace inerme li davanti a lei, occasione unica per urlare tutta la sua rabbia per un riscatto che rimarrà solo nelle intenzioni. La regia è affidata è di Paolo Orlandelli.

 “Questa stronzata della famiglia”.  Nel delicato momento di passaggio tra il secolo XX° e il XI°, quando cadono i tabù e la religione cattolica comincia a collassare sotto il peso dell’anacronismo e dell’ipocrisia, Sgorbani apre e fotografa il contenuto di uno di quegli “armadi” che in molti preferiscono tenere ben chiusi, perché fa male constatare la piccolezza e la meschinità di un’educazione che ha prodotto soprattutto dei rivoltanti mostri.

 

Dei testi di Massimo Sgorbani si dice che siano delle confessioni: è vero, perché consistono nella trascrizione di pensieri e di moti interiori spesso impronunciabili. Ma la pratica più estrema esercitata da Sgorbani è, a mio avviso, la vivisezione. Come il suo sguardo riesca a cogliere e la sua penna a descrivere i rimuginamenti che gorgogliano nei più profondi recessi dell’animo umano, è un mistero che - come Sgorbani ha dichiarato - sorprende lui stesso.

Imbarcato in un una sonda microscopica, improvvisamente solo per l’intimità alla quale l’autore lo costringe, lo spettatore procede tra gli strettissimi meandri del cervello, si inerpica lungo i gangli e scivola nelle sinapsi, tra sogni, ricordi e avvenimenti, per fuoriuscire dagli occhi, dal naso, dalla bocca, dalle orecchie, dalla vagina o dal glande di personaggi di una mostruosa umanità nella quale è impossibile non riconoscersi.

Un’esperienza sconvolgente e mai provata prima.  Buon viaggio.

Le scene sono di Georgia De’Conno e i costumi di Patrizia Moretti

Una produzione Ipazia Production. Teatro Tor Bella Monaca  (sala piccola) da giovedì 2 a sabato 4 novembre a partire dalle ore 21.

 

 

INFO:

“NELL’ARDORE DELLA NOSTRA CAMERA”

Di Massimo Sgorbani

 

Giovedì e Venerdì h 21:00

Sabato h 18:00

 

Teatro Tor Bella Monaca

via Bruno Cirino  angolo Via Duilio Cambellotti – 00133 Roma

 

Biglietti:
intero 12,50 Euro
ridotto 10,50 Euro
giovani 8,50 Euro

 

Prenotazioni:

06/2010579 (dalle 10:30 alle 19:30)
promozione@teatrotorbellamonaca.it

 

 

Ufficio stampa

Andrea Cavazzini  - Giornalista e Ufficio Stampa
Cell: 329.41.31.346 – press@quartapareteroma.it

 

 

venerdì 13 ottobre 2023

DAIMON -L’ULTIMO CANTO DI JOHN KEATS INTERPRETATO DA GIANNI DE FEO

DAIMON -L’ULTIMO CANTO DI JOHN KEATS

INTERPRETATO DA GIANNI DE FEO

“Vediamo il mondo una volta sola, da bambini. Il resto è memoria”. 
(Louise Glück)


Dopo il grande successo ottenuto a febbraio, ritorna al Teatro Lo Spazio di Roma lo spettacolo “Daimon – L’ultimo canto di John Keats” di Paolo Vanacore, interpretato e diretto da Gianni De Feo. Lo spettacolo vede la partecipazione amichevole in voce di Leo Gullotta, mentre gli arrangiamenti musicali sono di Alessandro Panatteri e la scenografia – realizzata attraverso la proiezione di artistici dipinti – è stata realizzata da Roberto Rinaldi.


Come afferma il regista Gianni De Feo: «Quest’opera nasce dal desiderio più intimo di andare oltre la semplice rappresentazione di un racconto teatrale.  Si parla del canto della Poesia, della forza degli incontri alchemici, magici, quelli che illuminano il nostro percorso terreno per svelarci qualcosa di apparentemente inaspettato, ma che da tempo aspetta di essere svelato. E poi si parla di Anima, della nostra essenza più semplice, più vera, più pura».

Si tratta di uno spettacolo recitato tutto d’un fiato perché il tempo vola seguendo il ritmo serrato della rappresentazione. De Feo conduce lo spettatore in quella dimensione senza luogo e senza tempo che blocca l’attimo in un istante d’eternità. Nonostante avessi già visto la rappresentazione a febbraio, stasera ho di nuovo seguito lo spettacolo con curiosità guidata dal mistero del profondissimi testo, dalle musiche coivolgenti, dalle scenografie stranianti, ma soprattutto dalla bravura di Gianni. Con la sua presenza scenica, con quel talento camaleontico a interpretare i più svariati personaggi, con la sua mimica straordinaria appresa negli anni parigini da Lindsay Kemp, grazie alla sua voce suadente e gradevole, al suo corpo abituato ad assumere le pose più strane, a danzare seguendo il ritmo della musica, al suo canto innalzato in teatro sui brani del miglior Battiato, il testo di Vanacore gli è stato cucito addosso in modo sublime, seguendo una regia attenta e poetica, stimolato da una scenografia essenziale, ma significativa, da una musica selezionata ad arte, dalla proiezione sullo schermo di immagini stranianti e coloratissime, che hanno consentito di cogliere ogni sfumatura del testo, intelligente, poetico, ben strutturato, capace di stregare il pubblico, ormai disabituato a performance di alta qualità artistica. c'era lui solo in scena, ma i registri interpretativi di De Feo sono stati così differenti, che ogni volta che si spostava sul palcoscenico, restava la memoria di quello che aveva interpretato prima, cosicchè si aveva la sensazione di vedere contemporaneamente tanti varianti di De Feo che coesistevano tutte insieme, un effetto di coinvolgimento assoluto. Gianni è entrato nel testo, nell'anima del personaggio, in ogni suo respiro e ci ha fatto guardare dentro ogni suo mistero.

Sempre De Feo, regista e interprete dell’opera ci spiega: «È uno spettacolo dalla forma circolare: tutto nasce per tornare indietro e ricominciare. Infatti lo spettacolo si chiude con una danza dei dervisci roteanti. Una riflessione sulla necessità di superare i limiti che ci tengono legati a condizionamenti dettati da falsi pregiudizi. Un percorso all’interno del nostro subconscio per ritrovare la fonte, l’origine e la connessione con il Tutto. Riconoscere il nostro Daimon, la guida che ci accompagna e illumina il nostro cammino. Sul filo sottile di quest’atmosfera ho voluto inserire due brani di Franco Battiato e uno di Giuni Russo che canto sugli arrangiamenti del Maestro Alessandro Panatteri. In ultimo, le immagini pittoriche di Roberto Rinaldi proiettate in alternanza durante tutta la rappresentazione, battono la cadenza

ritmata delle parole».

Dopo le quattro giornate sold out di febbraio, il pubblico è venuto numeroso ed è stato attentissimo, pronto ad immergersi nella scena con fiducia e simpatia. in sala c'era un silenzio impalpabile ogni tanto interrotto da qualce colpo di tosse che sembrava rovinare quell'intensità di cui era pervaso tutto il palcoscenico.

Perché Gianni De Feo - attore, cantante e regista che ha vissuto e lavorato per tanti anni a Parigi diretto, tra gli altri, da Mario Ricci, Sylvano Bussotti, Werner Schroeter, Roberto De Simone, Mario Scaccia, Lindsay Kemp, Tato Russo, Maurizio Scaparro, Dacia Maraini, Antonio Salines -  sul palcoscenico diventa un gigante, in grado di riempire ogni angolo, di comparire e scomparire al momento opportuno, esattamente come il nostro Daimon.

Cosa sia il Daimon ce lo spiega Platone nella Repubblica: è quel genio tutelare, quell’energia universale, dal greco δαίμων, ‘distributore di destini’, che ogni anima, prima ancora di nascere, sceglie deliberatamente.  

I romani hanno tradotto questo termine con la parola demone, che non assume una valenza negativa, ma semplicemente rappresenta la sua natura benefica e malefica insieme.

Ad ogni anima corrisponde il suo unico e irripetibile daimon che ne accompagna il cammino dell’esistenza, le ricorda il destino scelto, dimenticato però all’atto della nascita.

Per la mitologia greca si tratta di un messaggero divino, una specie di intermediario tra uomini e déi.

Secondo Gustav Jung rappresenta quella forza intelligente presente nell’inconscio, inspiegabile per la mente, una sorta di divinità interiore che tormenta l’anima finché non viene ascoltata e liberata.

Il protagonista di quest’opera Teatrale è James Hillman, studioso delle strutture archetipiche del mito, che nel suo libro più famoso, “Il codice dell’anima”, definisce il daimon come la nostra vocazione interiore. Racconta la storia di diversi personaggi celebri e dimostra che le loro scelte decisive sono state dettate dal proprio daimon.

Il regista dichiara immediatamente il tema centrale dell’opera a grandi caratteri sullo schermo che proietta le parole esatte del noto psicanalista: «Nasciamo con un carattere, ci viene dato, è un dono dei Guardiani della nostra nascita, come dicono le vecchie storie…ognuno entra nel proprio mondo con una vocazione».

Nella scena, l’anima bambina del protagonista, consapevole di essere di passaggio in questa dimensione, in un Hotel pieno di viaggiatori con una splendida vista sull’oceano, si ricorda dei compagni di gioco ed in particolare di un bambino con cui ha giocato nella sabbia. In lui riconosce quel “compagno segreto” a cui non può sfuggire e che gli dona una trottola, una specie di pendolino che funge da bussola: proprio per individuare la giusta direzione che l’anima deve seguire per riuscire a realizzare il suo destino.

Il protagonista, Hillman, ha una vocazione che lo spinge al viaggio, un viaggio da cui ritorna con la sensazione di aver dimenticato qualcosa.

Forse ha dimenticato un incontro, gli occhi del bambino in cui ha visto il suo “compagno segreto” sono gli stessi che poi riincontra a Roma tra le foglie autunnali di un Platano. In Oriente il Platano è simbolo di Dio. Le sue foglie indicano al filosofo la direzione giusta: quella del cimitero acattolico e delle tombe dei poeti inglesi John Keats e Percy Bysshe Shelley. C’è un’immagine dei due poeti che vive in lui e in cui riconosce la sua guida spirituale.

Hillman come nella poesia di Keats compie lo sforzo di comprendere sé stesso per giungere alla sua giusta collocazione nel mondo.

Musica, poesia, canti, i versi di Keats evocati dalla voce di Leo Gullotta, le canzoni di Franco Battiato e di Giuni Russo, anch’essi ormai passati nell’altra dimensione. Grazie agli arrangiamenti di Alessandro Panatteri, le canzoni sono cantate dal vivo da Gianni De Feo nella sospensione dell’oceano dei ricordi, in un percorso intimo del viaggio della propria anima. Nell’atto di abbandonare il proprio ego, il protagonista ruota in modo ripetitivo come un derviscio, imitando l’azione simbolica dei pianeti nel sistema solare in orbita attorno al sole. E il pubblico deve per forza applaudire la poesia di questa danza, nel silenzio della meditazione.

Tra reale e sovrannaturale, Hillman riprende il concetto di Keats della poesia intesa come “fare anima”, una tensione verso la comprensione di sé stessi per trovare la giusta collocazione nel mondo. 

La scenografia essenziale con quei «pochi elementi che sembrano emergere dalla sabbia o sospesi tra le onde del mare, quell’oceano infinito che bagna Atlantic City da cui riemergono i primi ricordi d’infanzia. Fanno da sfondo numerose videoinstallazioni: opere astratte dai colori brillanti e contrastanti che verranno proiettate sullo schermo, realizzate dall’artista Roberto Rinaldi».

James Hillman, dopo anni di studi e approfondimenti psicoanalitici, ha deciso di nutrirsi soprattutto di bellezza, sposando profondamente per le sue teorie il senso dei versi di John Keats: «Bellezza è verità, verità è bellezza, questo solo sulla terra sapete, ed è quanto basta».

Gianni De Feo, attore, cantante e regista, inizia la sua formazione professionale nel 1975 a Roma dove studia tecniche vocali, recitazione e dizione con Alba Maria Setaccioli, insegnante all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

Studia presso l’MTM (mimo-teatro-movimento) sulla direzione di Lydia Biondi.

Successivamente, a Parigi, approfondisce le tecniche del movimento e del mimo con Jacques Lecoq, studia canto alla Schola Cantorum e segue un seminario sul teatro di Peter Brook con Jean Paul Denizon.

In teatro è diretto, tra gli altri, da Mario Ricci, Sylvano Bussotti, Werner Schroeter, Roberto De Simone, Mario Scaccia, Lindsay Kemp, Tato Russo, Maurizio Scaparro, Dacia Maraini, Antonio Salines.

Tra gli altri ruoli principali interpreta Giacomo Leopardi, Marcel Proust, Jean Cocteau, Alfred Jarry, Il Marchese De Sade, Amedeo Modigliani, Oscar Wilde.

È ideatore, interprete e regista di diversi spettacoli di teatro-canzone con musicisti dal vivo. Le canzoni sono generalmente cantate nella lingua originale: italiano, francese, spagnolo, tedesco e inglese.

Periodicamente dirige corsi teatrali e laboratori incentrati sul movimento e la gestualità, l’improvvisazione creativa, l’espressione corporea, tecniche vocali e letture di testi.

Dal 2012 insegna recitazione e movimento scenico presso il LIM di Roma, Accademia di Musical diretta da Cesare Vangeli (2018).


Paolo Vanacore
, autore e regista napoletano laureato in Storia del Teatro, vive a Roma. Dopo il «Grande Grabski» dello scorso anno, torna con un testo teatrale basato sulla psicoanalisi: dalla sua penna nasce Daimon, l’ultimo canto di John Keats. Un lavoro completamente diverso dal precedente; più profondo, più colto e intellettualmente più raffinato: meglio identificabile come uno studio sbocciato da una ferita dell’anima. Perché di anima si tratta: anima nell’essenza, anima nella ricerca e anima in quella fine che mai sarà.

Biglietti: intero:15 euro – ridotto: 12 euro

(bar aperto per aperitivo dalle 20.00)

informazioni e prenotazioni

339.775.9351 / 06 77204149

info@teatrolospazio.it

Teatro Lo Spazio

Via Locri, 42
Roma, 00182 Italia
+ Google Maps

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martedì 3 ottobre 2023

FESTIVAL DELLA RESISTENZA UMANA AL CASALE DI SAN NICOLA



Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre al Casale di San Nicola, detto anche dei carbonari, per essere stato nel periodo della pandemia un teatro del dissenso, Andrea Mencarelli ha ospitato il FESTIVAL DELLA RESISTENZA UMANA, che ha visto alternarsi sul palco personaggi di grande caratura come risulta dal programma allegato:
Tutti questi interessanti incontri sono stati accompagnati da esposizione di prodotti esoterici, tra pietre, incensi, immagini sacre, e naturalmente cibo, in un clima festante e gioioso.
Nell'ambito di questo incontro ho presentato l'intervento di Victor Nunzi, autore del libro sugli Annunaki, La regalità degli dèi, intitolato per l'occasione "Vi svelo la storia segreta, tra democrazia, ismi e resilienza" dove è interventa anche la poetessa Veronica Paredes che ha dedicato a lui e al suo lavoro sulle divinità Anunna una poesia speciale. Tutti gli interventi sono stati trasmessi in diretta da Le Ali del Brujo, canale ideato da Francesco Polimeni che per l'occasione è venuto a Roma dalla Calabria. Gli argomenti trattati sono stati tutti molto interessanti e potrete andare a sentirli direttamente sul canale, ma voglio citare l'intervento del giornalista Maurizio Martucci che mi ha colpito profondamente perchè ha fatto riferimento a un libro che ho riletto ultimamente perchè volevo comprendere se fosse stato scritto con un obiettivo preciso o se stesse semplicemente raccontatndo quello che all'epoca una parte del potere avesse in mente. si tratta di Il mondo nuovo di Aldous Huxley, fratello di Julien, colui che ha creato il termine Transumanesimo. Vi propongo questa stupefacente audiolibro https://www.youtube.com/watch?v=2NorjcwVQNU
letto, se non volete fare la fatica di leggere voi, dalla suadente voce dell'attore Edoardo Camponeschi, alla quale nulla sfugge delle sfumature del testo, compresa la sottite ironia di cui tutta l'opera sembra permeata. Per cui mi viene da chiedermi: era lui il teorico del Transumanesimo oppure raccontava con ironia quello che aveva in mente il fratello, la famiglia, o un potere sommerso? 
Mi pongo l'obiettivo di rileggere l'opera con attenzione e collegarla all'azione politica di Julian Huxley come suggerito da Maurizio Martucci (Giornalista, scrittore, conferenziere, bi-laureato in Lettere, laurea in Scienze e tecnologia delle Comunicazioni, insegna nel Master di medicina integrata dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi. Collabora con diversi quotidiani, riviste e testate giornalistiche. E’ autore di numerosi libri. Cultore di discipline olistiche, è promotore del progetto Oasi Sana)che ringrazio non solo per il suo sguardo illuminante ma anche e soprattutto per essere stato l'anima dell'organizzazione.







 

lunedì 19 giugno 2023

Appartamento

 

Vendesi Appartamento di circa 110 mq (circa 100 mq calpestabili), in Condominio signorile di 5 piani,  Tripla esposizione, con Salone doppio a vista (Controsoffittato con faretti e con luci a neon alloggiate su una canalina di gesso lungo la trave a faccia vista) con balcone affacciato sul giardino delle suore di Via Bonincontri, disimpegno zona notte, camera matrimoniale con balcone verandato (sanatoria effettuata) affacciato sul cortile interno aperto tra i palazzi su Via Aristide Sartorio, altra camera doppia o matrimoniale con balcone affacciato su Piazza Lante/Bonincontri, cucina collegata al salone, ampio bagno con vasca e doccia e finestra, ripostiglio con allaccio lavatrice, appartamento recentemente ristrutturato, primo piano alto, negozi e servizi in zona. Attualmente vuoto e disponibile immediatamente. Abitabile Subito. Riscaldamento condominiale. Ascensore. Classe energetica G. Appartiene alla proprietà una porzione della casa del Portiere.

Condominio mensile 60 euro, rata trimestrale.

OTTIMO INVESTIMENTO

Costo complessivo 335.000 euro.