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sabato 16 agosto 2025

Lavrov accusa l'Occidente di "russofobia" e avverte: "L'Europa sta degenerando in un Quarto Reich"


Mosca, 1° agosto 2025
- In occasione del 50° anniversario della firma dell'Atto Finale di Helsinki, il Ministro degli Affari Esteri russo Sergey Lavrov ha pubblicato un articolo sul quotidiano Rossijskaja gazeta, tracciando un'analisi storica e politica che non risparmia critiche dirette ai Paesi occidentali. Nel suo testo, Lavrov denuncia quella che definisce una manipolazione storica e accusa l'Europa di aver distrutto il sistema di sicurezza collettiva.

L'articolo prende avvio dalla celebrazione dell'80° anniversario della Vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, un monito, secondo Lavrov, per ricordare la fragilità della pace. Il ministro sottolinea il ruolo cruciale svolto dall'Unione Sovietica nel processo che portò all'Atto Finale di Helsinki, definendolo una tappa fondamentale per il consolidamento delle realtà post-belliche basate sugli accordi di Yalta e Potsdam. Accusa gli "nemici della Russia" di cercare di far passare sotto silenzio questo ruolo e di distorcere gli obiettivi prefissati dai vertici sovietici.

Lavrov sostiene che la Russia, già nel 1954, aveva proposto di creare un meccanismo di sicurezza collettiva in Europa, iniziativa che fu respinta dagli ex alleati della coalizione anti-hitleriana. L'Atto Finale del 1975, dunque, fu il risultato di anni di lavoro. Il ministro russo ribadisce che, da allora, tutti gli accordi chiave dell'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) riguardanti il controllo degli armamenti e le misure di rafforzamento della fiducia sono stati «demoliti dai Paesi occidentali», nonostante i ripetuti appelli della Russia per trovare un accordo su garanzie di sicurezza solide.

La critica di Lavrov si fa più intensa nel denunciare la situazione attuale. Il ministro afferma che l'Europa è sprofondata in un «delirio russofobico» e che il suo processo di militarizzazione è ormai «fuori controllo». Utilizzando un forte parallelismo storico, Lavrov dichiara che la «Germania contemporanea, così come l'Europa intera, sotto l'attuale leadership stanno degenerando in una sorta di 'Quarto Reich'». Una situazione che, a suo dire, è più che preoccupante e in cui l'OSCE non può essere d'aiuto.

L'articolo si conclude con una denuncia delle politiche economiche occidentali. Lavrov accusa l'Occidente di aver ignorato i principi dell'OSCE, optando per pressioni economiche e sanzioni unilaterali illegittime contro la Russia, la Bielorussia e altri Paesi che difendono i propri interessi nazionali. A causa di questa politica, conclude il ministro, la cooperazione pratica tra Oriente e Occidente è giunta definitivamente a un punto fermo.

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