Informazioni personali

La mia foto
Roma, Roma, Italy
Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.

mercoledì 6 settembre 2017

Intervista al Dottor Mirco Compagno, Augmented Reality Architect

Realtà Aumentata nei Beni Culturali

Intervista a Mirco Compagno

6 SETTEMBRE 2017, 
Egitto. Tempio di Karnak. Ph Sergio Pessolano
Egitto. Tempio di Karnak. Ph Sergio Pessolano
Sentiamo spesso parlare di “Realtà Virtuale” e ”Realtà Aumentata”, siamo abituati a vederne le immense potenzialità applicate nei musei di tutto mondo dove il Bene Culturale viene ricostruito come era ai tempi in cui veniva utilizzato e può essere visitato percorrendolo e «interagendo virtualmente con esso, come se una macchina del tempo ci avesse proiettato in un passato assai remoto».
Bisogna sapere che questo “viaggio”, necessita di dispositivi che consentono di guardare con un’altra visione «per vedere quello che normalmente non si vede, per sentire suoni, odori, emozioni, sensazioni tattili difficilmente avvertibili». Si tratta, quindi, di proiettarsi in un’altra realtà o in una “Realtà Aumentata” che potrebbe rappresentare una grande metafora spirituale, la possibilità, cioè, di «acuire la percezione del terzo Occhio che tutto vede, sente e immagina, che è in grado di leggere ogni elemento della realtà tangibile e intangibile, scoprendo le infinite capacità interiori di tutti gli individui». Mi piace pensare che «i dispositivi di ‘Realtà Virtuale’ e ‘Realtà Aumentata’ non fanno altro che sfruttare dei meccanismi del cervello e aiutano l’uomo ad immaginare quello che spesso non riesce a vedere, a guardare quello che altri percepiscono, o a vedere realtà di epoche diverse che altri hanno vissuto».
Bisogna sapere che i dispositivi necessari per effettuare questo viaggio possono essere un «visore, ossia dei semplici occhiali o una sorta di casco che consentono di far scomparire il mondo reale dell’utilizzatore per proiettarlo, attraverso degli schermi speciali, in un ambiente del tutto virtuale o in uno reale dove siano stati introdotti dei nuovi elementi per accrescerne alcune caratteristiche», un auricolare per sentire suoni, rumori e musiche, un paio di guanti, del tipo wired gloves, con i quali effettuare movimenti e digitare comandi sulle tastiere virtuali, una tuta speciale da indossare, la cyber-tuta, per simulare il senso del tatto.
Quando abbiamo a che fare con occhiali, tute, auricolari e guanti si fa riferimento ad una “Realtà Virtuale Immersiva” (o RVI), se ci troviamo, invece, davanti al monitor di un Computer siamo davanti a una Realtà Virtuale non Immersiva, dove l’utilizzatore fa ingresso nel mondo tridimensionale attraverso appositi dispositivi con cui controlla quanto visualizzato sullo schermo. È chiaro che nel primo caso l’utente avrà un maggior grado di coinvolgimento essendo partecipe di quello che accade quasi fisicamente. Che differenza c’è, quindi, tra la “Realtà Virtuale” e la “Realtà Aumentata”? Nel primo caso viene simulata una realtà effettiva, si può navigare e muoversi in tempo reale in ambientazioni fotorealistiche e interagire con gli oggetti in esse presenti. Nel secondo caso (Augmented Reality), avviene una specie di «mescolanza tra la percezione della realtà circostante e le immagini che vengono generate da un Personal Computer, allo scopo di fornire all’utente informazioni aggiuntive mentre si muove e interagisce con l’ambiente effettivo che lo circonda».
Fatte queste premesse fondamentali tratte dal libro scritto a quattro mani con mio fratello Maurizio, Ingegneria Elevatoᵑ - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, facciamo ora riferimento alla “Realtà Aumentata” che fornisce la possibilità di sovrapporre contenuti digitali – suoni, grafica, video o altre interfacce – al mondo reale. Restringendo il campo al Turismo e ai Patrimoni Culturali abbiamo intervistato il Dottor Mirco Compagno, Augmented Reality Architect and UX Designer di THE ROUND società operante nel settore delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione".
Nel 2013, quando Google ha avviato il programma di ricerca per creare un paio di occhiali dotati di “Realtà Aumentata”, i Google Glass, le aspettative di successo erano enormi, ma il progetto finì per fallire. Il mercato attuale è più maturo di allora?
Oggi il mercato è attivo nei settori più disparati, dai giochi al cinema, dalla musica ai Beni Culturali e si sta aprendo anche al campo Turistico. Con l’evoluzione esponenziale delle tecnologie, la “Realtà Aumentata” sta prendendo sempre più piede e gli esperti sono convinti che proprio il 2017 sarà l’anno della svolta, di diffusione più capillare nei mercati, tra i quali quello italiano. Essa permette di aggiungere, infatti, informazioni e contenuti digitali al contesto reale che ci circonda e che stiamo osservando in un dato momento. Questo fa sì che l’esperienza vissuta venga arricchita di informazioni e di contenuti, anche visivi, che ne aumentano la percezione sia intellettiva che emotiva. In pratica, è possibile fruire di una esperienza ‘immersiva’ senza tuttavia perdere il contatto con l’ambiente reale che ci circonda aggiungendo informazioni, suscitando emozioni, sollecitando la nostra memoria e l’apprendimento senza tuttavia condurci in un mondo virtuale – prerogativa questa della “Realtà Virtuale”.
Quale ausilio può fornire, quindi, questa tecnologia al Turismo e alla conoscenza dei Patrimoni Culturali?
È noto che le migliori proposte turistiche in grado di aumentare la permanenza del turista in un dato luogo, sono quelle che consentono agli utenti di entrare in stretto contatto con la realtà territoriale che visitano, in tutti i diversi aspetti della cultura, delle arti, delle tradizioni, anche eno-gastronomiche, del paesaggio, del folclore. Il Turismo si trasforma così da mera visita ad esperienza ‘immersiva’ nel contesto locale e territoriale di permanenza. Tutto questo richiede ovviamente una strategia atta a potenziare tutti i servizi turistici, dall’accoglienza all’accessibilità e raggiungibilità dei luoghi. E necessita anche di azioni e servizi che incrementino la sostenibilità, con l’obiettivo di incentivare le presenze nei diversi status sociali e al contempo ridurre i costi degli esercenti dei servizi al Turismo. In tali scenari le applicazioni della “Realtà Aumentata” possono giocare un ruolo fondamentale, di grande aiuto nella promozione, organizzazione, gestione, incentivazione del Turismo e di fruizione.
Può farci degli esempi di applicazione di questa tecnologia al settore turistico?
Prendiamo ad esempio la fruizione di opere d’arte. Grazie alla “Realtà Aumentata” è possibile incrementare il contenuto informativo per i visitatori che potranno accedere ai diversi aspetti che la caratterizzano: artistici, storici, ambientali, valoriali. Tutto ciò può essere fruito con semplicità, grazie alle più diffuse tecnologie, senza togliere valore al prezioso lavoro delle guide turistiche. Sarà possibile, inoltre, operare una ricostruzione del contesto storico e ambientale di opere antiche o addirittura preistoriche, ben più efficace rispetto alla semplice immaginazione, dettata dalle spiegazioni di una guida. È ovvio che questo consente anche di colmare e superare le difficoltà linguistiche di gruppi eterogenei di turisti provenienti da nazioni diverse. In tal caso disporre di ‘App’ tradotte in più lingue selezionabili dal visitatore, consente alle guide di ottimizzare il proprio lavoro e ai fruitori di poter accedere con maggiore dinamismo ai siti, senza dovere sottostare a rigide schedulazioni di orario. Sarà, infine, possibile migliorare la segnalazione dei percorsi di visita e/o degli oggetti in esposizione, a beneficio della comprensione del “cosa si sta guardando”.
In un futuro non troppo lontano, quindi, questa tecnologia sarà in grado di effettuare un percorso di visita con la competenza di una guida turistica?
Mi preme far rilevare che la disponibilità di applicazioni in “Realtà Aumentata” per la fruizione di Beni Culturali non è intesa come sostitutiva o inibitoria del lavoro delle guide turistiche, ma come un prezioso strumento di affiancamento al loro lavoro o, nei casi in cui per qualsiasi motivo non sia possibile disporre di un operatore-guida, come un potenziamento dell’offerta turistica. Tali applicazioni possono intervenire efficacemente in tutti i diversi processi di governo, promozione, gestione e di controllo inerenti al settore del Turismo e dei Patrimoni Culturali.
Possiamo fare qualche esempio?
Le applicazioni in “Realtà Aumentata” possono essere utilizzate per la promozione e il marketing: ci sono esempi di “chioschi” o “totem” in “Realtà Aumentata” da collocare in location espositive o in punti strategici per l’attrazione e la comunicazione ai turisti; ma si possono anche creare cataloghi, pubblicazioni e cartoline in “Realtà Aumentata”. Un’altra interessante applicazione è possibile nell’ambito della mobilità e dell’accessibilità come utile ausilio per governare e calibrare i flussi, orientare nei percorsi e nei mezzi e servizi disponibili. Non dimentichiamo che spesso i capitali a disposizione sono limitati, pertanto applicazioni in “Realtà Aumentata” possono essere utilizzate per la sostenibilità (economica) segnalando le diverse offerte di servizi al turista, sul territorio, differenziate per prezzo e tipologia di servizi.
A questo possiamo aggiungere azioni di supporto ai processi di programmazione, governo e controllo che, grazie all’integrazione e interazione della “Realtà Aumentata” con altri strumenti tecnologici, saranno in grado di operare un vero cambiamento al concepimento ed attuazione dei piani strategici per il turismo. Voglio far rilevare, ad ogni modo, che è opportuno adottare metodi e strumenti per la fruizione delle applicazioni in “Realtà Aumentata” che tendano ad essere di facile uso e comprensione, che siano accessibili a tutti (sia dal punto di vista strumentale che economico), che forniscano attenzione alla qualità ed affidabilità delle informazioni rese. Queste sfide sono già in atto e altri stimoli ci aspettano nel prossimo futuro. Agli uomini sono sempre piaciute le sfide, l’evoluzione è qualcosa di inarrestabile.
Eppure le verità fondamentali sono sempre state il nocciolo della saggezza di ogni popolo, ogni evoluzione le contiene e le esalta, dopo ulteriori conoscenze si può guardare ad esse con rinnovata curiosità. Credo che anche le tecnologie digitali più spinte sfruttino sempre l’osservazione di ciò che avviene nel cervello dell’Essere Umano. L’Uomo è il bio-computer più perfetto che esista, in grado di entrare in connessione Wireless con i suoi simili, con il mondo animale e vegetale e perfino con le cose inanimate. La sua immaginazione è lo strumento che gli consente di creare nuove idee, di elaborare nuove forme, di rinnovare ogni oggetto. E la “Realtà Aumentata” è quello strumento che costruisce nuove realtà possibili a partire da quella che conosciamo… o che crediamo di conoscere…

martedì 5 settembre 2017

La Sindrome di Eco e la complementarità del narcisismo: Potenza e verità del Mito

In questi ultimi tempi ho avuto modo di trovarmi a contatto con i medici, con tutte le loro convinzioni scientifiche, con i loro studi specialisti, ma talvolta limitanti e poco aperti ad altri aspetti della guarigione, fissati sui sintomi e non sulle ragioni profonde che causano malattia. Poi mi sono anche relazionata con una pletora di guaritori, assolutamente paladini della loro verità, chi convinto che solo il cibo e una integrità assoluta nell'alimentazione, può salvare il paziente, chi persuaso che solo con le erbe si possano guarire tutti i malesseri, chi convinto che sia il perdono a condurre alla serenità interiore, altri assolutamente convinti che i farmaci e i medici sono degli assassini. Mi sono accorta di uno sbilanciamento da una parte o dall'altra, una sorta di lotta di potere che coglie le fazioni opposte come se dovessero contendersi il governo delle cose. O Bianco, o nero, o destra o sinistra, o bello o brutto, o buono o cattivo, o maschio o femmina. Sono sempre più convinta che Francesca Erica Poli, riesca ad integrare le sue due parti di medico e di guaritrice, senza eccessi, senza limitazioni e senza farsi paladina della verità. A volte anche ironica. Mi ha colpito questo video perché descrive meccanismi in cui mi sono trovata invischiata e che spesso riemergono mascherati da altre intenzioni. Allora mi metto in ascolto di me stessa, resto in silenzio e aspetto che il flusso riprenda il suo corso:
https://www.youtube.com/watch?v=JMoQFVirO0g

lunedì 4 settembre 2017

La Sessualità Femminile: una vera sconosciuta DA RISCOPRIRE

Risultati immagini per LA DEA MADRE
Questo e altri video della Psichiatra Francesca Erica Poli, sono illuminanti e portano una ventata di aria fresca nelle nostre convinzioni, nel nostro mondo che sta distruggendo la vita e il sano scambio tra Uomo e Donna. Ci ricollega, così, a quella parte più profonda presente in tutti noi, a volte dimenticata, a volte sepolta, a volte schiacciata, che è bello far riemergere. 
Questa Psichiatra dell'Anima, con la sua  carezzevole comunicazione, mai aggressiva, ci insegna a riscoprire il potere e la bellezza della sessualità femminile attraverso tutte le fasi della donna, ma insegna anche agli uomini a saperla maneggiare come fa un musicista con il suo strumento musicale.  BUONA VISIONE


BIOGRAFIA AGGIORNATA

      • https://wsimag.com/it/authors/59-patrizia-boi
          Patrizia Boi
          Patrizia Boi è nata a Cagliari e vive a Roma dove lavora per una grande società di servizi come ingegnere civile. Scrive romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia oltre che articoli, interviste e saggi.
          È autrice del romanzo Donne allo specchio pubblicato nel 2006 da L'Autore Libri Firenze nella collana Biblioteca 80-Narratori, nel 2008 giunto alla terza edizione, e della raccolta di fiabe Storie di Magia illustrato da Maria Cristina Lo Cascio e pubblicato nel 2011 dalla Happy Art Edizioni di Milano, nella collana Le Radici, con il patrocinio della Provincia di Cagliari, della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Cagliari e della Associazione Europea dell’Allegria.
          Alcune sue filastrocche sono state pubblicate nel 2007 sulla rivista mensile Noidonne. Nel 2009 ha pubblicato una serie di racconti sul quotidiano Il Nuovo Territorio di Latina e nel 2011 una serie di storie sulla rivista Le Donne Raccontano di Milano. È presente nella plachette Oltre italianuda Edizione elettronica, La città e le stelle, 2010. Dal 2011 fino alla chiusura ha collaborato con il mensile Sardinews di Giacomo Mameli, per il quale ha pubblicato la fiaba Il Mascheraio Magico. Dal 2012 collabora con Contemporary Literary Horizon di Daniel Drogomirescu, una rivista bilingue e multiculturale indipendente di cultura e spiritualità contemporanea, dove ha pubblicato, in italiano con traduzione rumena a fronte, le fiabe Il Mascheraio Magico, Il Mago Palandrana e la vecchia Zaira, La Chiavetta Magica, Il Principe Amos e la Ballerina dal cuore d’oro, Il Pinguino Imperatore. Nel 2013 ha collaborato con il Portale dell’Eur. Dal 2013 scrive articoli, interviste e fiabe per Wall Street International Magazine per il quale ha pubblicato le fiabe: Il Castello dell’amore Puro, La Regina di Pietra e il Ragazzo di Legno, Amos e la ballerina dal cuore d’oro, Lug e suo figlio Catorchio; Perla, la donna scheletro; Il Saggio, lo Scemo e la Cagnetta; La Magnolia dai fiori di porpora; La donna delle ossa; Luchino e la ranocchia; L'Albero Andronico; Erlak, la Donna Foca; La Fata Alba Spina; Il Ginepro e la Gineprina; Il Larice innamorato. Dal 2014 collabora con il giornale Tottus in Pari di Massimiliano Perlato, con il portale di cultura e informazione Controluce e con il periodico indipendente di cultura e informazione cinematografica I Diari di Cineclub. Nel corso del 2014 ha pubblicato, sempre per Wall Street International Magazine, a puntate, il volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno: L’Abete Bianco di Neve, L’Acero Burlone, La Palude delle Betulle, Il Lamento nella Faggeta, La Sequoia Illuminata, All’Ombra del Grande Tiglio, Il Fico Selvatico, La Quercia della Conoscenza, La Casetta sull’Olivastro, Le Gemelle del Noce, Il Castagno rubato, L’Olmo Solitario), scritto in collaborazione con l'erborista Lidia Costa e la costellatrice Lucia Berrettari. Una scrittrice, la cantastorie, un’erborista, la donna di medicina, una costellatrice, la strega guaritrice, interpretano con le loro diverse arti lo spirito e la magia delle piante e il loro potere di guarigione. Dal 2015 collabora organizzando eventi e mostre con Roberto Luciani - Architetto, Archeologo, Storico dell’Arte, sul quale ha scritto una monografia in corso di pubblicazione. Dal 2016 collabora pubblicando articoli e studi sull’ambiente con la Community Internazionale The World of Collaborative Engineering - A creative Revolution: www.collengworld.com Dal 2016 è inserita nel Direttivo del Gremio dei Sardi di Roma per il quale propone e organizza eventi coinvolgendo intellettuali e artisti dell’Isola. Dall’inizio del 2017 collabora con l’Organizzazione Psicoalchimia della Psicologa Maria Burgarella con la quale condivide articoli, interviste e seminari. Nel giugno 2017 ha pubblicato per la collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi (Vicepresidente dell’OICE - Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria e di Consulenza Tecnico-Economica -, membro del consiglio di amministrazione dell’EFCA - European Federation of Engineering Consultancy Associations - e delegato dall’OICE come rappresentante italiano in FIDIC - International Federation of Consulting Engineers). Si tratta di un corposo volume di 592 pagine, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano (http://www.sergiopessolano.it/), incentrato sulle tecnologie innovative, gli strumenti all’avanguardia, ma soprattutto i nuovi modelli organizzativi che si stanno ancora sviluppando nel campo dell’Ingegneria – come la Wikinomics, il BIM, la Stampa 3D, la tecnologia Blockchain, i bitcoin, gli Smart Contracts e le Organizzazioni Esponenziali e sulla rivoluzione culturale che rappresenterà l’approccio professionale di tipo collettivo: “l’Ingegneria Collaborativa”.


venerdì 1 settembre 2017

LE SOCIETA' MATRILINEARI ANTECEDENTI AL SISTEMA PATRIARCALE SECONDO LA NURAXIA DESCRITTA DA RAIMONDO DEMURO

IL RUOLO CENTRALE DELLA DONNA NELLA SOCIETA' SARDA

È interessante leggere questo passo tratto dal libro di Raimondo Demuro-Caredda I racconti della Nuraghelogia, I Volume pagg. 161-163, ZEPHIR Editrice Roma. Egli era nato il 29 settembre del 1916 a Siurgus Donigala, il libro è stato pubblicato nel 1983, quindi a circa 70 anni, ma la sua mentalità è la stessa di Marija Gimbutas, la celebre Archeologa lituana nata a Vilnius il 23 gennaio del 1921, autrice del libro “Il linguaggio della Dea”, imperniato sulle differenze tra gli elementi del sistema della "vecchia Europa", da lei considerato matrilineare e ginocentrico, e la cultura patriarcale portata dagli indoeuropei nell'età del bronzo. Secondo la studiosa, questi due sistemi si sarebbero fusi generando le società classiche dell'Europa storica. Nel suo lavoro Marija Gimbutas reinterpretò la preistoria europea alla luce delle sue conoscenze in Linguistica, etnologia e storia delle religioni, proponendo così un quadro in contrasto con le tradizionali assunzioni circa l'inizio della civiltà europea. 
Mi viene da chiedermi se Demuro la conoscesse o per lo meno la avesse letta. Dell’opera della Gimbutas, fondamentale per chi voglia comprendere le società matrilineari di cui parla anche Demuro, si coglie la sostanza ascoltando le parole appassionate e il discorso colto del filosofo bolognese Carlo Sini (nato nel 1933). Nella seconda parte di questo video parla del libro della Gimbutas, ma anche la prima parte di questo video spiega cose fondamentali della nascita del linguaggio di cui l’Archeologa è esperta: https://www.youtube.com/watch?v=r4rpJ9Q0Id0&t=3s

Ecco il discorso che l’anima di Tigellio (un raffinato cantante di origine sarda ed amico intimo di Giulio Cesare) fa, attraverso il saggio Famèa (abile psicopompo del paese), al Podatario dell’Ademprivilo di Donigala (una sorta di proprietario terriero nelle Istituzioni della Sardegna della seconda metà dell’Ottocento), che aveva chiesto di sapere quali sarebbero state le sorti dell’Istituzione dell’Ademprivilo ormai in crisi profonda:
«Famèa trasmise, mentalmente, col suo pensiero, a Don Efisio, che poteva porre domande. Il Podatario, col pensiero, chiese:
«Non ti meravigliare se per primo ti chiedo ciò che da millenni arrovella e rattrista tutti noi sardi perché non ne troviamo una ragione logica.  Perché i grandi di Roma, come Orazio, Cicerone, ti hanno offeso dicendoti che eri pestifero come tutti i sardi?»
Tigellio rispose nella lingua universale, cioè in quella eterna è comprensibile a tutti gli esseri viventi, ma che a Don Efisio parve la sua.
«Perché io appartenevo alla stirpe Sarda che, a differenza di tutte le altre stirpi umane, col nuraghe, si era costituita in una società «Matrilineare», una società imperniata sul ruolo della donna.
Perché la donna non è prevaricatrice: in questa società ci si auto-governa e non esiste il potere esecutivo, quindi non esiste potere. Nella nostra società nuragica non esistevano né burocrazia, nelle legioni, né consoli, né schiavi e né patrizi. Non c'erano poveri o ricchi, padroni o servi, cioè non esistevano classi. In una parola, da noi in Sardegna, al di fuori della totalità dei membri della famiglia, non c'era Autorità di alcun Cesare. Quando vennero i Fenici, già Ellenizzati, cominciarono i guai. L'odio si incarnò in essi al constatare che la nostra stirpe non aveva sottomesso la donna. Il dominio dell'uomo sulla donna, la struttura del potere che passa sotto il nome di «Patriarcato», è il frutto di un vero e proprio “colpo di mano” compiuto dei greci antichi nei confronti delle società primitive com'era la nostra che si erano sviluppate nell'area geografica dell'Egeo. Società in cui, come nella nuragica, la regolamentazione e il diritto della convivenza erano stati sino allora imperniati sul ruolo centrale della donna, e su una società senza autoritarismi. In quelle società Egee, come nella nostra nuragica, non è mai esistito il «Matriarcato», e cioè il dominio della Madre, poiché il principio di dominio è una “invenzione” maschile derivata dal diritto patriarcale.
Tu vuoi sapere perché i Greci e Romani ci hanno odiato? Ilmotivo è perché essi non sono riusciti a distruggere questo sistema socio-economico della nuraxia, mentre sono riusciti con tutte le altre stirpi.
Questo sistema sociale è stato distrutto dai Greci e Romani: in seguito alla loro scoperta dello “Stato” o della “Polis”, come essi la chiamavano, come potere situato accanto e al di sopra della stirpe e della tribù,
Contrariamente alla interpretazione che esiste, ora lì da voi, che vede nella introduzione del sistema “Democratico” ad opera di Atene un progresso significativo nella Storia dell'Umanità, invece, io dico, per l'esperienza che me ne viene, per la vita vissuta sulla terra, in epoca non sospetta e soprattutto per la mia condizione di conoscenza totale, io dico che le costituzioni “patriarcali” della “città-stato” della Grecia antica e di Roma poi, rappresentano un regresso mercato per quanto riguarda la Storia della “parità dei diritti”.
La differenza tra Società Nuragica “Matrilineare” e quella “Patriarcale” è particolarmente evidente se si paragona il sistema di giustizia delle due società. Nella nostra società nuragica tutti i membri che la componevano erano tenuti a prestarsi reciprocamente aiuto e assistenza.
Il concetto di punizione, invece, è una invenzione del sistema “Patriarcale” e una istituzione aggressiva, “fallica”, che mira a causare dolore.
Nella nostra società nuragica, che io chiamo “Matrilineare”, non si ragionava in base a categorie di “colpa”, di “diritto” e di “perdono”, ma solo del dovere di concedere comprensione e “grazia” laddove veniva richiesta.
S’”Assolu”, per esempio, non è una punizione, è un modo di educare l'uomo ad essere uomo. Se voi osservate la nostra società, quella che esisteva quando vi esistevo io, e in parte anche adesso che vi esistete voi, è “diversa” da tutte le altre, è più umana. Ed è qui che si rivela la maggiore umanità della nostra etica e della nostra morale nuragica.
Ma ciò che rese, noi Sardi, invisi a Greci e Romani e agli altri, era il fatto che le nostre donne non venivano umiliate, perché l'uomo sardo non ha preso il potere su di essa, anche quando ha inventato l'aratro. Per noi sardi della “Nuraxia”, l'aratro non è stato il simbolo del predominio dell'uomo sulla donna. I Greci e i Romani temevano la superiorità della donna. Mentre noi no! I Greci, dinanzi alla “vagina dentellata” della donna, tremavano, ed è per questo che essi hanno sostituito il coito con il rapporto “anale”.
Essi credevano che il rapporto sessuale con una donna fosse debilitante e quello con un giovane tonificante.
Poi, ci fu da parte della società Greca e Romana, e prima ancora quella degli Assiri Babilonesi, Egizi, Ebrei soprattutto; l'invenzione della divinità, della religione come strumento di “potere”, e con essa quella della “proprietà” privata e dello schiavismo.
Mentre nella società nuragica non c'è mai stato bisogno di simili “invenzioni”, soprattutto quello della religione. I Sardi sono stati gli unici a non aver avuto necessità di inventarsi un “Dio” simile al loro. Essi sapevano, grazie all'esercizio del Galazzoni (una sorta di trance in cui entravano gli antichi sardi utilizzando "portali" che agevolavano la comunicazione e lo scambio con esseri di altre dimensioni e di altri sistemi stellari come spiega questo interessante articolo di Momi Zanda: http://momizanda.altervista.org/la-nuraxia.html ), la verità su ciò che aspettava ad ogni creatura umana dopo la morte, e perciò non hanno avuto necessità alcuna di crearsi nessun tipo di religione, di culto di Dei, di inventarsi alcuna mitologia.
Per tutte queste cose noi Sardi siamo stati avversari e nemici di tutte le civiltà “Patriarcali”, perché la nostra civiltà “matrilineare” non poteva convivere con quelle che prosperavano sul trinomio: proprietà-schiavismo-predominio dell'uomo sulla donna e sul bambino…».
Il Podatario udì all'interno delle sue cellule mnemoniche del cervello quel parlare di Tigellio e ne ebbe la certezza quando tutto finì e Famea lo scosse dal torpore in cui era immerso».