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Roma, Roma, Italy
Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.

mercoledì 27 giugno 2018

Festival Come il Vento nel mare - dal 29 giugno al 4 agosto all'Hotel Miramare di Latina

Come il vento nel mare

29 giu — 4 ago 2018 presso l’Hotel Miramare a Latina, Italia

Come il vento nel mare
Dal 29 giugno al 4 agosto prossimo si terrà a Latina la Seconda Edizione della rassegna “Come il vento nel mare”, un Festival delle narrazioni e di Cultura politica organizzato nella suggestiva terrazza dell’Hotel Miramare. Dopo il successo delle cinque serate dell’anno scorso, quest’anno la manifestazione ha allargato i suoi orizzonti. Ed è il mare, con i suoi tramonti d’eccezionale bellezza, le sue brume mattutine annebbiate nel risveglio, la sua carezza notturna che ci coccola con i suoi mormorii, che farà da sfondo al Festival svelando a noi tutti il mistero della conoscenza.
L’Agro Pontino è, infatti, il luogo della sapienza, dove il mare tutto conduce e tutto cancella - ‘Πόντος’ in greco significa proprio mare -, con quell’onda perfetta che si staglia sulle ampie spiagge offrendo al viaggiatore curioso la sua incantevole costa, ma anche la pianura interna ricca di canali, gli angoli di foresta ancora selvaggi, le file di pini eleganti e di eucalipti dalle foglie piangenti.
E lo sanno bene Andrea Alicandro - giornalista, ideatore del Festival -, Massimiliano Coccia - giornalista di Radio Radicale, Direttore Artistico del Festival -, Giovanna Cunetta – Marketing Manager dell’Hotel e cuore dell’impegno organizzativo della manifestazione - e soprattutto l’imprenditore Vito Miceli – proprietario dell’Hotel - che ha rischiato investendo su questa scommessa.
Nel territorio di Latina, le strade romane lastricate di storia si affacciano sulla campagna assolata, intersecano i corsi d’acqua e corrono tra le paludi abitate dal cavaliere d'Italia, dal cigno rosso, dalla starnazza e dagli aironi, tra rettili e anfibi, passando nelle selve inestricabili di querce da sughero, lecci e pini, in mezzo a cinghiali, volpi e cervi, si snodano in un territorio fertile di vigneti e oliveti, fiorente di allevamenti di bufale per la produzione di carne e latte con annessi caseifici.
Chi conosce le potenzialità dell’Agro Pontino, dei numerosi ospiti che giungono dall’Urbe, invece che condurre il solito business marino per vacanzieri da bombardare con musiche da spiaggia, ha creato per i veri viaggiatori un ponte tra politica, cultura e aggregazione.
Il tema portante di questa seconda edizione 2018 è infatti l’Europa, “La nostra Madre Europa” come nucleo politico, sociale, economico ed artistico, forse anche per ricondurre la memoria alle parole del grande Goethe: «Le Paludi Pontine sono l'angolo più selvaggio e affascinante d'Europa».
E in questo grazioso anfratto che si affaccia sulla spiaggia di Capo Portiere, sono previste venti serate che vedranno protagonisti scrittori e musicisti, comici e politici, registi e giornalisti, cantanti e intellettuali, dal cabarettista fiorentino Paolo Hendel, al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.
Si parlerà di criminalità organizzata e di antimafia con Federica Angeli, giornalista nota per le sue inchieste sulla mafia romana che, in seguito alle minacce ricevute, vive sotto scorta dal 17 luglio 2013; sarà presentato il libro “Troppi Diritti” (Mondadori) del giornalista Alessandro Barbano, ex Direttore del Quotidiano “Il Mattino”, secondo il quale le troppe libertà concesse ai cittadini italiani hanno fatto perdere il valore del merito facendo precipitare l’Italia in un degrado culturale e politico senza doveri; si svolgerà un incontro sull’ultima opera sul Mito degli Argonauti della grecista Andrea Marcolongo “La Misura Eroica” (Mondadori), che tratta il tema attualissimo ma anche universale del coraggio necessario all’uomo e alla donna per effettuare il delicato passaggio dall’adolescenza all'età adulta attraverso il viaggio e l'amore; il filosofo Vittorio V. Alberti, officiale per la Santa Sede per il Dicastero per lo Sviluppo Integrale della Persona, presenterà il suo libro “Pane Sporco” (Rizzoli), una denuncia appassionata sulla corruzione e la mafia che propone di combattere con la Cultura; è previsto un incontro con Gabriele Del Grande, un giovane blogger e regista lucchese che, nel 2006 ha fondato l'osservatorio “Fortress Europe” e messo online il blog ad esso correlato – che elenca tutti i singoli eventi di morti o naufragi censiti dai mezzi di informazione in Europa e nel Maghreb a partire dal 1988 -, che presenterà il libro “Dawla” (Mondadori), la storia dello Stato Islamico raccontata dai suoi disertori; Claudio Pallottini presenterà il suo libro “Fair Play” (Marsilio), la storia del riscatto e del successo di un bambino abbandonato che rincorre la felicità attraverso il pallone; sarà dedicato uno spazio anche al libro “Ingegneria elevato n” (dei Merangoli Editrice) della sottoscritta scritto insieme a Maurizio Boi, Vice Presidente dell’OICE, con un intervento di Daniele Pasquini, Presidente del Centro Sportivo Italiano Roma, sulla metafora del gioco di squadra necessario per creare opere utili e delle letture da parte dell’attore algherese Alessandro Pala Griesche. E non mancheranno altre sorprese di cui gli organizzatori ancora non hanno voluto svelare i dettagli.
Sono sempre stata persuasa che incontri ed eventi non avvengano per caso e sono sempre più convinta che basta la volontà ferrea di qualcuno che porta avanti un progetto con passione, per coinvolgere altri nel progetto dandogli nuova energia. Ed è quello che è avvenuto per questo Festival, iniziato quasi in sordina l’anno scorso e che oggi ha trascinato molti altri imprenditori e sponsor meritandosi il Patrocinio del Comune di Latina e della Provincia di Latina.
Chi smuove le acque nel mare della Cultura porta sempre un vento di cambiamento, riesce a mutare la rotta delle imbarcazioni alla deriva, a far spegnere loro i motori dell’abitudine, per ammainare le vele delle possibilità verso una nuova direzione imprevista, abbandonandosi al piacere della navigazione, con le vele spiegate verso nuove isole, nuovi mari e tesori nascosti ancora da scoprire.
Secondo Marcello Fumagalli, infatti, «Nel complesso sistema cosmico e delle relazioni tra Macrocosmo e Microcosmo il luogo dove risiede il vento è il petto dell’Uomo che racchiude in sé, in intima miscela, tutte le proprietà alchemiche delle cose» ed è quindi il cuore che muove le energie di ogni uomo trasformando i suoi pensieri in realtà.
Sono stata sferzata dal vento fin da piccola, conosco bene il suo potere di spazzar via le vecchie scorie per aprire altre opportunità, per esplorare spazi sconosciuti, come l’acqua che si infrange incessantemente sulla battigia disegnando nuovi profili della costa e che scava sugli scogli per scolpire imprevedibili sculture. Si comincia il prossimo 29 giugno con l’esibizione del Conservatorio di Latina diretto da Mauro Zazzarini che eseguirà le musiche di Charlie Parker, il sassofonista e compositore statunitense di jazz che per la sua padronanza della tecnica sassofonistica era noto con il soprannome di “Bird”.
Nei giorni successivi si effettuerà la proiezione del cortometraggio “L’appello” del regista di Anzio Valerio Cicco, vincitore del Giffoni Film Festival, dedicato alla memoria di Giovanni Falcone ma anche agli uomini delle scorte deceduti con lui.
Sono previsti anche i concerti del giovanissimo compositore e pianista italo-turco Francesco Taskayali e del trombettista jazz Francesco Fratini che si esibirà con il suo quartetto “Francesco Fratini Quartet “composto, oltre che da lui stesso, da Domenico Sanna, Luca Fattorini e Matteo Bultrini, “un’espressione della civiltà urbana che fa da scenografia alle nostre quotidianità”.
Nella serata conclusiva del Festival è prevista l’assegnazione di una serie di riconoscimenti, tra i quali il premio Enea. Non ci sarà una Giuria di esperti per assegnare i Premi, ma saranno gli stessi spettatori che parteciperanno alla scelta come in una grande piazza dove democraticamente ognuno può prendere la parola ed esprimere la sua valutazione. Lo spettatore non dovrà solo ascoltare, ma dovrà partecipare e condividere le scelte contribuendo con il suo soffio “Come il vento nel mare”.
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Nasce come autrice di romanzi, racconti, fiabe, ma pubblica anche biografie, articoli e interviste. Progetta eventi culturali e opere pubbliche occupandosi con passione di parchi, piste ciclabili e lavori ferroviari.
Hotel affacciato sul litorale di Latina, completamente ristrutturato dieci anni fa quando i nuovi proprietari hanno deciso di farsi portavoce della riqualificazione di un tratto di spiaggia poco noto ma dalla bellezza mozzafiato.
Location
Latina, Italia
Founded in
2006

martedì 5 giugno 2018

Un viaggio iniziatico nei luoghi dello Spirito a cura di GermanoDi Mattia


https://wsimag.com/it/spettacoli/38512-in-viaggio-sulla-linea-dellarcangelo

In viaggio sulla linea dell’Arcangelo

Il documentario su Michele di Germano Di Mattia

5 GIUGNO 2018, 
L'Arcangelo Michele
Una mia zia praticamente analfabeta aveva intuizioni improvvise che le facevano fare azioni o cambiamenti rischiosi, ma che le riuscivano sempre. E allora affermava “io ho l’Angelo”. Ho riflettuto su questa sua affermazione quando ho letto la fiaba Vasilisa la Bella di Aleksandr Nikolaevič Afanas'ev: la protagonista portava sempre con sé una bambola di legno che sapeva in ogni momento cosa fare, proprio come un Angelo.
Per Igor Sibaldi il nostro Angelo è una corrente di energia che attraversa il mondo conoscibile per connetterci con l'Aldilà, con le Ali che collegano l‘Io’ con quanto si trova fuori dai nostri condizionamenti. Sibaldi spiega il passaggio del Mar Rosso, la divisione delle acque e la strada che si apre nel Mare, come una Via dell’Angelo. «Il Mare rappresenta la vita quotidiana, con tutto il suo caos, i suoi pericoli, le sue correnti, il rischio di restarne sommersi. La strada che si apre nel Mare è la direzione che ognuno ha, il suo destino, la sua vocazione e che lo conduce verso la Terra Promessa guidandolo tra muraglie altissime di acqua».
Tra gli Angeli ve ne è uno che li sovrasta tutti, l'Arcangelo Michele, e il destino l’ha messo sulla strada di un regista, Germano di Mattia, che lo racconta nel suo film documentario La Via dell’Angelo prodotto da Terra Celestia: «San Michele Arcangelo è il simbolo per eccellenza della Forza della Luce di Dio. Egli infonde coraggio a quelle anime che lavorano per la conoscenza spirituale della Terra». Lo descrive come ‘Il Principe delle Milizie Celesti’ e come uno degli Arcangeli più potenti. «Il guerriero della Luce tiene la spada in alto, il mantello svolazzante, lo sguardo fiero rivolto verso l’oltre. Con il suo piede, schiaccia e controlla il drago che nel tempo è divenuto diavolo, ma l’antico serpente, o il drago, rappresenta proprio quell’energia del caos primordiale, da canalizzare perché possa originare il Cosmo…».
Michele ha origini ebraiche e significa: 'Chi è come Dio'. Il primo a portare il nome Michele fu proprio l'Arcangelo che cacciò dal Paradiso gli Angeli ribelli al grido di Michael. Arcàngelo deriva dal greco ἀρχάγγελος, composto dalle parole "àrchein", 'comandare' e "àngelos", 'angelo', quindi significa "capo degli Angeli".
Il documentario è basato sugli scritti e ricerche di Maria Grazia Lopardi. Per la Lopardi San Michele è depositario del segreto della luce e dell'ombra e possiede un forte legame con i Templari. Essi erano a conoscenza dei luoghi sacri della Terra e in particolare della linea di San Michele Arcangelo: una sorta di filo invisibile, lungo oltre duemila chilometri, che unisce sette santuari dedicati all'Arcangelo, a partire dall'Irlanda per arrivare a Israele. Sono monasteri realizzati lungo una delle ‘ley line’ (la “Linea Michelita”), che attraversano la Terra, costituendo un sistema molto complesso di vene e arterie della stessa.
La prima tappa del viaggio parte dall’Irlanda, dalla Roccia di San Michele (monastero di Skelling Michael) che si trova su un'isola deserta, dove, la leggenda narra che l'Arcangelo apparve a San Patrizio per aiutarlo a scacciare dal paese le forze del male. Il percorso prosegue verso l'isola di Sant Michael’s Mount, in Cornovaglia, dove l'Arcangelo apparve a dei pescatori. La terza tappa si trova in Normandia, nell'isola di Mont Saint-Michel e poi giunge finalmente in Italia, nella Sacra di San Michele in Val di Susa. La quinta tappa si raggiunge, dopo circa 1000 chilometri: Monte Sant'Angelo, in Puglia, costruito su una grotta di difficile accesso. Il sesto sito sacro, è stato realizzato in Grecia, sull'isola di Symi, mentre il settimo, che è anche il punto di arrivo del cammino, si trova nel Monastero del Monte Carmelo in Israele. Questi luoghi sono lontanissimi, ma perfettamente allineati e rappresentano, secondo la leggenda, quel colpo di spada che consentì all’Arcangelo San Michele di mandare per sempre all’Inferno il demonio.
Come spiega la Lopardi nel documentario «Ai piedi di San Michele c’è un drago che rappresenta l’energia da cui scaturisce ogni cosa […] l'energia per il potente campo delle possibilità dal quale deve emergere l'ordine. Non a caso nella tradizione celtica è il custode di un tesoro, è un guardiano della soglia. Perché tutte le energie espresse dal drago devono essere trasmutate, devono divenire luminose. Un aspetto fondamentale del cammino iniziatico è quello di confrontarsi con il cavaliere nero, il Graal, cioè l'ombra, una parte di noi rinnegata e in quanto tale divenuta maligna…».
Germano Di Mattia esamina le varie tappe del viaggio descrivendole con parole suadenti, immagini suggestive e stranianti e musiche che sembrano giungere dai mondi invisibili. Germano è principalmente un regista, ma ha inciso pure canzoni di successo, come Libera (uscita in Francia nel 2001), che chiude il documentario, ma pare scritta apposta per la “Via dell’Angelo”, come se avesse anticipato questi tempi. Germano è anche un attore e doppiatore: ha avuto un ruolo importante nel film Il Mandolino del Capitano Corelli con Nicolas Cage e Penelope Cruz. Per quanto sia interessante il suo ricco percorso, in quest’ultima opera egli si slancia verso l’oltre dello spazio e tempo e ci conduce dentro il mistero dell’Arcangelo, in un cammino di pace e risveglio che darà vita a quell’uomo nuovo annunciato in tutti i tempi.
Il documentario descrive l’atmosfera magica dell’Abbazia di San Galgano «meraviglia dell'architettura gotica dal tetto fatto di cielo e il pavimento di prato verde». Galgano è un nobile trentenne che ascolta «l'invito di Michele a seguirlo, giunge sulle sponde di un fiume, sul quale vi è un ponte periglioso e nel fiume un mulino con la ruota del divenire. Galgano diventa così un cavaliere Celeste di Cristo…». Di Mattia diventa poetico, poi, quando tratteggia St Micheal’s Mount: «al di là della Manica, in Cornovaglia, nel silenzio rotto solo dalle onde del mare e dallo stormire degli uccelli, tra scogliere selvagge, dove i capelli di due innamorati si gonfiano al vento e la sabbia tiepida rilascia il tepore del Sole accantonato di giorno, lo stridio dei Gabbiani e lo stormire dei rami insieme al rumore del vento si accordano alla risacca in un concerto divino: questo è luglio in Cornovaglia…».
Arroccata su di un isolotto e circondata da una vegetazione rigogliosa, infatti, sorge la splendida Abbazia di San Michael Mount dove l'Arcangelo apparve in sogno a dei Pescatori «e oggi conserva il fascino del luogo custode di un antico culto […] a volte con il sole e il cielo azzurrissimo, a volte con un panorama duro di nubi minacciose con varie tonalità di grigio […] un luogo di contemplazione, come tutti i posti di Michele…». E dalla Cornovaglia il viaggio conduce in Francia, a Mont San Michel, un posto sospeso tra il cielo e il mare, tra la Normandia e la Bretagna. L’Abbazia è sormontata da una statua di San Michele, posta sulla Guglia del campanile «in bilico fra cielo e terra, dove le forze dell'ombra si oppongono a quelle della luce […] unico luogo sicuro dove siamo co-creatori di energia, in equilibrio tra la realtà dei mondi invisibili…».
Finalmente si giunge in Italia, alla Sacra di San Michele «avvolta da una coltre di silenzio […] incastonata nella Val di Susa, tra la corona montuosa delle Alpi e la Morena di Rivoli. Maestosa, imponente, leggendaria e solitaria…». All’ingresso del complesso, vi è una solenne statua dell'Arcangelo «dove la spada non è più impugnata, ma disposta ai piedi dello stesso Angelo. Un gesto simbolico che riporta alla fine della lotta […] facendo trionfare la centratura dei poli opposti, le ombre e la luce, in perfetto equilibrio nel mistero della vita umana…». Si accede all’Abbazia attraverso 124 scalini: «ovunque si guardi non si vede altro che pietra, quasi a rimarcare che l'Arcangelo è custode sia delle altezze che delle oscure profondità terrestri […] Salire sullo Scalone è come fare un percorso iniziatico, è come l'avventura terrena di ogni anima che decide di incarnarsi […] Godiamo di quel silenzio ricco e generoso che ci invita ad ascoltare il nostro cuore […] dove veniamo cullati dall'energia dell'amore […] il centro del nostro tempio…».
Infine si arriva nel Sud Italia, a Monte Sant'Angelo, il santuario di San Michele più antico al mondo, dove il cammino Micaelico rappresenta un percorso legato alla tradizione dei pellegrinaggi verso Gerusalemme. La caverna che sprofonda nella roccia è dal 490 d.C. come la porta del Cielo, una guida per scendere nella profondità di se stessi e trovare la pietra occulta tanto cara agli Alchimisti. Nella grotta sgorga una vena d'acqua sorgiva che può guarire persone ed animali, un’acqua purissima, eterna sorgente di spiritualità. Un’antica profezia di Gioacchino da Fiore individua l'Era dello Spirito Santo come la più fulgida della storia dell’uomo, un’epoca in cui l'umanità avrebbe fatto il salto di Coscienza. Ed il compito dell’Arcangelo Michele è quello di condurre il popolo di Dio affinché si realizzi “La Gerusalemme Celeste” sulla Terra, per concretizzare «l'unificazione della conoscenza razionale ed intuitiva, quella del cuore, caratterizzata da una irruzione della verità dai mondi oltre lo spazio e il tempo…».
Michele potrà così illuminare l'oscurità sciogliendo i nodi e di legami del passato e plasmerà le Coscienze degli uomini per creare l’Uomo Nuovo. Secondo il regista, infatti, possiamo vedere chiaramente i venti di cambiamento delle nuove energie che ci porteranno sulla Via dell'Angelo: «aiutati dalle schiere dei Messaggeri celesti e dall'Arcangelo Michele riusciremo finalmente a ricomporre la bellezza e a guarire questo pianeta con amore e per amore…».
Concludo questo articolo dedicato a Germano di Mattia con una frase del pittore, poeta e musicista Paul Klee «L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è». Sembra proprio che l’Arcangelo, a un certo punto dell’opera, abbia preso per mano il regista e lo abbia condotto nella direzione della sua Via…
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Nasce come autrice di romanzi, racconti, fiabe, ma pubblica anche biografie, articoli e interviste. Progetta eventi culturali e opere pubbliche occupandosi con passione di parchi, piste ciclabili e lavori ferroviari.

sabato 19 maggio 2018

Radio Gassino Uno: Patrizia Boi Intervista Alberto Cardillo su Radio Gassino Uno Video della Diretta

https://www.facebook.com/radiogassino1/videos/1690667721107287/





Mercoledì 23 maggio alle ore 12,00

la Scrittrice Patrizia Boi


intervisterà in diretta su Radio Gassino Uno



il Kinesiologo Alberto Cardillo


Tema dell’Incontro: La Kinesiologia Applicata
L’incontro si terrà presso