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Roma, Roma, Italy
Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano, del volume LegenΔe di Piante - Nostra Protezione ed equilibrio in terra (una raccolta di 12 leggende sulle piante ambientate nei dodici mesi dell’anno) pubblicato a puntate nel 2014 su Wall Street International Magazine.Nel giugno 2017 ha pubblicato per la Collana I Cortili della Casa Editrice dei Merangoli, il Saggio Ingegneria Elevato n - Ingegneria del Futuro o Futuro dell’Ingegneria?, scritto a quattro mani con suo fratello Maurizio Boi, con 150 Immagini Colore/BN del fotografo Sergio Pessolano.

mercoledì 27 marzo 2024

“Il mio posto del cuore” di Francesca Meucci



Quando ho letto il libro “Il posto del cuore” di Francesca Meucci, ho pensato subito alle mie vacanze in Sardegna quando ero piccola, a casa dei nonni materni.

Non tutti possiedono l’esperienza della campagna e della vita contadina, di quella esistenza semplice e piena, fatta del sorgere del sole e dei tramonti serali, del tempo scandito dal giorno e dalla notte, dalla luce e dall’oscurità, un tempo immenso che si riempiva di mille azioni ed emozioni, un tempo pulito fatto di vicende giornaliere legate alle erbe e agli animali da cortile, alle scorribande in campagna e alle galoppate a cavallo. E tutto questo poteva avvenire solo in un luogo, lontano dal chiasso mondano, avvolto nei profumi della natura, dei fiori e dei frutti della terra, dell’odore di pane caldo appena sfornato, di zuppe fumanti, del sapore degli intingoli che solo i nostri sensi infantili sapevano percepire, dei colori sfolgoranti degli orti, degli effluvi degli escrementi usati come concimi.

Un posto del cuore per l’appunto, situato nel nulla, lontano da villaggi e città, dove c’è una casa enorme zeppa di cose interessanti, di bauli e di oggetti antichi, di curiosità e di misteri, di vite trascorse nella semplicità e nella serenità, respirando l’aria sottile, ripetendo gesti consueti, ascoltando il canto del gallo la mattina e lo starnazzare delle oche, attraversando notti stellate e pervase dall’abbaiare lontano e vicino dei cani e dei lupi, un mondo infinito da poter raccontare ai propri figli o ai posteri.

Questo è il cosmo descritto da Francesca Meucci nella sua opera, un universo di colori variopinto di ricordi, insegnamento del Tempo Ritrovato di Proust, un posto forse senza tempo che riempie uno spazio infinito nella memoria, che giganteggia nelle nostre emozioni e rende minuscolo l’oggi fatto di corse inutili per raggiungere obiettivi assurdi, di relazioni virtuali e fredde, di viaggi nella fretta e nella dimenticanza.

E in questo posto del cuore non si è perduto il valore dell’accoglienza così cara all’Autrice, di una dimora aperta, fatta di pareti trasparenti, colma di amici e di ricordi, di cibi condivisi, di pranzi cucinati insieme, della festa gioiosa con i propri cari, del profumo della carne arrostita e dei sughi fragranti della nonna offerta a chiunque, dei giochi con i cugini, delle lotte e dei litigi con i ragazzi del paese, della campana del campanile che suona per richiamare i paesani alla funzione religiosa, dove un prete a volte pazzo, a volte un po' spretato, oppure originale riesce a far sorridere anche il cuore di una ragazzina assai poco incline alla bigotteria delle chiese.

Per chi abita la metropoli dove ognuno paga il prezzo che consuma, la solidarietà e la condivisione rappresentano un altro modo di esistere, perchè anche il poco si consuma insieme, ad ognuno una piccola parte che è abbastanza, senza arroganza, senza prevaricazione, senza guerre impensabili per il controllo di terre, paesi, città, stati, continenti, universi e denari che quando si passerà all’altra dimensione potranno essere solo un peso che non riesce a farci sollevare dall’abisso della nostra negligenza all’altezza dei cieli infiniti, dell’Empireo e dell’Iperuranio.
Patrizia Boi

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