Nelle crepe di un Occidente che fatica a riconoscere il proprio tramonto, si leva il respiro profondo di una civiltà millenaria che non ha mai smesso di guardare all'orizzonte. Non è solo economia, non è solo politica: è il moto perpetuo di un oceano che torna a riprendersi la sua riva. Sabato 28 marzo, tra le mura cariche di storia della sede del Partito Comunista a Roma, il silenzio della riflessione ha sfidato il rumore della propaganda, cercando nelle parole di un uomo che ha vissuto i corridoi del potere orientale le chiavi per decifrare il domani.
Il saggio di Alberto Bradanini, "Cina. L’irresistibile ascesa" (Sandro Teti Editore), è stato il fulcro di un’analisi che ha superato i confini della geopolitica tradizionale per farsi filosofia della storia. Sotto la coordinazione della giornalista Patrizia Boi, l'incontro ha visto la partecipazione del Segretario Generale Alberto Lombardo e di Fabrizio Da Silva, in una sintesi necessaria tra l'esperienza del diplomatico e la visione di chi costruisce il futuro
Un momento di altissima tensione intellettuale si è registrato quando Fabrizio Da Silva, Responsabile Nazionale della Federazione della Gioventù Comunista, ha incalzato l'Ambasciatore con una domanda cruciale. Rivolgendosi a Bradanini nella sua veste di ex Ambasciatore d’Italia a Teheran, Da Silva ha chiesto di svelare le trame e le contraddizioni che agitano l'attuale conflitto in Medio Oriente, dove gli Stati Uniti e Israele si scontrano con la resilienza dell'Iran.
Bradanini, attingendo alla sua profonda conoscenza della realtà iraniana, ha risposto delineando una geografia della resistenza che non accetta il dogma del "pensiero unico". Ha descritto la posizione di Teheran non come un arroccamento, ma come una scelta di sovranità che si specchia nella pragmatica cinese: un rifiuto netto del mito messianico statunitense, il quale, con le sue 800 basi militari, tenta invano di arginare un mondo che ha riscoperto la propria pluripolarità.
Il dibattito ha poi esplorato le radici della potenza di Pechino, definita come un "Paese-Civiltà" che oppone alla forza bruta occidentale la strategia della "colleganza" e della "non-interferenza". Bradanini ha spiegato come la Cina, attraverso la Belt and Road Initiative (BRI), stia tessendo una tela di infrastrutture e pace, muovendosi con la pazienza millenaria del Taoismo e del Confucianesimo.
Le conclusioni di Alberto Lombardo, Segretario Generale del Partito Comunista e docente di Statistica, hanno cristallizzato il senso politico della giornata. Lombardo ha operato una distinzione scientifica e coraggiosa tra mercato e capitalismo, rivendicando la possibilità di un mercato che sia polmone di sviluppo sociale e non catena dell'accumulazione finanziaria. Ha invocato la dottrina del "win-win" come l'unico linguaggio possibile per una cooperazione internazionale che rispetti la sovranità nazionale e il diritto di ogni popolo a tracciare il proprio sentiero verso il socialismo.
L'incontro ha visto una partecipazione corale e qualificata. Erano presenti: il medico iracheno Zahran Khalati, il Presidente dell'L'Interferenza, Fabrizio Marchi, l'attivista Andrea Libero Gioia, il Presidente della Welcome Association Italy (W.A.I.), sindacato di riferimento per la tutela dei lavoratori stranieri e dei cittadini europei in Italia, Carlo Scutiero con sua moglie Sabrina Montagna, l'attivista Luca Massimo Climati, la Responsabile del Salotto Letterario e Musicale alla Casa Russa, nonché Presidente dell'Osservatorio OSPI, Elena Sotnikova, l'ex funzionaria del Corpo Diplomatico, Rossella Donzelli, l'Ingegner Fabio Cesetti, l'attivista Mario Eustachio De Bellis e naturalmente tutti i compagni guidati dal Responsabile Partito Comunista - Roma, Pasquale Belmonte e dal Responsabile Partito Comunista - Regione Lazio, Massimo Bizzoni.
Mentre le luci di Via degli Elci si spegnevano, restava nell'aria la sensazione di aver assistito a un passaggio di consegne ideale. Non è stata solo la cronaca di un successo editoriale, ma la testimonianza di una comunità che rifiuta di arrendersi all'ineluttabilità della guerra. Il sostegno di Sandro Teti Editore, insieme all'instancabile lavoro di Francesca ed Eleonora, ha permesso di tracciare un solco profondo nella coscienza collettiva: la consapevolezza che l'ascesa del Gigante d'Oriente non sia una minaccia, ma l'occasione storica per edificare, finalmente, un ordine mondiale multipolare, sovrano e profondamente umano.





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