Il prossimo 21 marzo, la Capitale ospiterà un evento di profondo rilievo geopolitico. Presso la Sede Nazionale del Partito Comunista (Via degli Elci, 25), si terrà un dibattito che mira a scardinare i pilastri della narrazione bellica convenzionale attraverso la presentazione del saggio di Vladimir Medinskij, “Miti e contromiti. L’Urss nella Seconda guerra mondiale”. L'opera non è una semplice ricostruzione accademica, ma un manifesto politico e identitario con cui il Cremlino rivendica il merito del sacrificio sovietico nella sconfitta del Terzo Reich.
Medinskij, figura chiave della politica culturale russa degli ultimi dieci anni, analizza con piglio polemico i passaggi più critici del Novecento, dal Patto Molotov-Ribbentrop alla presa di Berlino. L'obiettivo dell'autore è denunciare la "falsificazione sistematica" operata in Occidente, riposizionando i 27 milioni di caduti sovietici come l'unico vero baluardo contro l'annientamento della civiltà.
Il dibattito, moderato dalla sottoscritta, Patrizia Boi, vedrà il contributo fondamentale dell'editore Sandro Teti, la cui biografia (che include anni di lavoro a Mosca presso la storica agenzia Novosti) garantisce una prospettiva "da Est" rara nel panorama italiano.
Al tavolo dei relatori siederà anche Roberto Roggero, Vice Direttore di StoriaVerità e Capo Redattore di Brics&Friends, chiamato a incrociare i dati storici con le attuali tensioni internazionali.
L'incontro, aperto dai saluti di Matteo Di Cocco (Vicesegretario Generale del Partito Comunista), si propone di affrontare il clima di russofobia imperante, offrendo ai lettori strumenti per uscire dalla "zona di comfort" informativa e comprendere le ragioni profonde che muovono oggi la Russia nella protezione del proprio passato.


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