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Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano.

martedì 24 settembre 2013

Wall Street International Benessere: La Magnolia, un fiore al femminile

http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/benessere/la-magnolia-un-fiore-al-femminile_20130922080819.html#.Uj9NFIbIZ88


WSI
Domenica, 22 Settembre 2013

REPORT - Italy, Benessere

La Magnolia, un fiore al femminile

Leggende, poteri e usi.

La Magnolia, un fiore al femminile

Senza Radici non si vola a cura di Lucia Berrettari
La Magnolia fa parte di un aspetto del femminile che rappresenta la sensualità e la passione, ma anche la riservatezza e la paura. Unire queste tre caratteristiche, i fiori, le foglie e la corteccia, vuol dire riconoscere la bellezza ed essere in grado di viverla. Le foglie rappresentano l’energia di guarigione e di amore, la corteccia la capacità di resistere ai dolori e alle fatiche tipica delle donne e i fiori la sensualità e la passione. Il più delle volte la donna vive questi tre aspetti in modo disgiunto proprio come fa la magnolia che o emette i fiori o le foglie. Questo la rende confusa e vulnerabile, facile preda di aggressori o giudici. La libertà e la forza arrivano dal vivere, riconoscere e integrare queste tre caratteristiche esprimendole all’unisono. Questo passaggio iniziatico rende la donna libera, vitale e bella.
La Magnolia a cura di Maria Teresa Protto
La Magnolia è sicuramente una delle piante più antiche al mondo, apparsa sulla terra almeno 95 milioni di anni fa e sopravvissuta all’era glaciale.
Nel 1688 sir Bannister tornando dall’America portò in Inghilterra una pianta sconosciuta (Magnolia virginiana) dai fiori deliziosamente profumati, e fu qui che nel 1703 ricevette da Charles Plumier il nome botanico di Magnolia in onore a Pierre Magnol, un illustre medico e botanico francese, direttore del giardino botanico di Montpellier.

Sempre in Inghilterra, sir Banks introdusse la prima Magnolia dall’Oriente, la Magnolia denudata, e nel secolo XIX il botanico amatoriale Ernest Wilson introdusse in Europa otto nuove specie provenienti dalla Cina. Da allora, gli europei hanno cominciato ad amare queste strane piante con grandi fiori colorati e coriacei che appaiono sui tronchi spogli in pieno inverno; infatti, la loro fioritura è sempre molto bella e appariscente. I fiori hanno forme diverse: fiori bianchi, profumati, a forma di stella come la Magnolia stellata, ideale per giardini di piccole dimensioni (non supera i 150 cm di altezza); fiori in tonalità rosa, a forma di tulipano o a calice, come la Magnolia soulangeana, albero molto ramificato che può raggiungere gli 8 metri di altezza e infine la Magnolia liliflora, con foglie decidue, alto fino a 3 metri, con fiori profumati aperti di colore bianco-rosato internamente e rosso-porpora fuori.

La Magnolia è una pianta da esterno, sempreverde – che fiorisce in estate o a inizio autunno – o decidua – che fiorisce in primavera sui rami ancora spogli, prima della ricomparsa delle foglie –, può trovarsi come arbusto o come albero raggiungendo un'altezza tra i 15 e i 20 metri; presenta foglie di forma ovata, lucide di colore verde scuro. Numerose sono le specie di Magnolia, distribuite principalmente in due grandi aree: America settentrionale, America centrale e Indie occidentali, e sud-est asiatico. Ne esistono alcune specie anche in sud America. 

In natura, le Magnolie difficilmente fioriscono nei primi anni di sviluppo (sembra che le fioriture non avvengano prima di 5 anni), tuttavia sono stati selezionati degli ibridi in grado di fiorire prima, in fase giovanile. Tra le specie maggiormente diffuse troviamo tra gli alberi la Magnolia grandiflora con grandi fiori bianchi molto profumati e foglie lucide, di colore verde scuro sulla pagina superiore e marrone su quella inferiore; tra gli arbusti c’è la Magnolia stellata così chiamata per la forma dei suoi splendidi fiori che compaiono quando ormai le foglie sono cadute, la Magnolia liliflora conosciuta con molti nomi comePurple o Red magnolia o Woody-orchid, che fiorisce abbondantemente in primavera con grandi e vistosi fiori rosa e viola, poi c’è la Magnolia denudata, caratterizzata da grandi fiori a forma di coppa di colore bianco e rosato e la Magnolia soulangeana, ottenuta dall'incrocio tra la Magnolia liliflora e la Magnolia denudata.
… Mi piacerebbe avere una Magnolia… Vale la pena cercare di coltivare una Magnolia, sforzo che verrà sicuramente ricambiato con uno sviluppo rigoglioso. Serve terreno fertile, ben drenato e un po’ acido, e la sua posizione ideale è in zone leggermente ombreggiate, non esposte al gelo e al vento, magari addossata a un muro; una volta cresciuta, non ha bisogno di interventi di potatura drastici, ma solo di rimuovere rami secchi o rovinati dopo la fioritura.
Linguaggio dei fiori
Negli Stati Uniti, ai primi del '900 la Magnolia veniva considerato un fiore benaugurante, importante per la forza di una casa quanto le fondamenta. Era quindi facile trovare in ogni giardino una pianta di Magnolia. Dalle cronache botaniche del tempo si dice che dopo la sua importazione in Europa per diversi anni la Magnolia fu coltivata in serra perché considerata una pianta molto delicata. Casualmente, qualche anno dopo, un botanico decise di piantarla all’esterno: la sua pianta non solo crebbe forte e maestosa, ma visse per oltre 100 anni. Il legno chiaro e facile da lavorare della Magnolia è molto apprezzato per i lavori di falegnameria.

Nel linguaggio dei fiori, la Magnolia è simbolo di dignità e perseveranza, ma anche di nobiltà e bellezza superba. I monaci buddisti della Cina centrale coltivano la Magnolia denudata già dai tempi della dinastia T’ang (618-907A.D.) per piantarla intorno ai loro templi come simbolo di purezza e di apertura. Esistono tante leggende su questo fiore. Una, quella delle “due Magnolie”, narra che una volta esisteva una sola Magnolia, alta, forte, che aveva pochi fiori all’esterno ma all’interno presentava un cuore diMagnolia stellata. Una era il corpo, l’altra l’anima e fiorivano insieme dando gioia al giardino. In un giorno di pioggia l’albero fu sfiorato da una Azalea gialla pastello che gli si trovava accanto. Non accortasi che il contatto era stato casuale, la Magnolia si innamorò dell’Azalea, spingendo sempre di più, grazie al suo cuore “stellato”, i suoi fiori a sbocciare verso quella pianta. Con il passare del tempo la magnolia sentì il suo cuore spezzarsi e spingere per uscire, e così fu fino a dividersi in due arbusti, uno di Magnolia e uno di Magnolia stellata.

Per curarci
Nella medicina tradizionale cinese la corteccia di Magnolia (nota con il nome di houpu o hou po) è ampiamente usata per il trattamento del dolore, la diarrea, la tosse e problemi urinari. La corteccia contiene due composti fenolici, magnololo e onochiolo, responsabili non solo dell’inconfondibile fragranza della pianta, ma anche di numerose proprietà farmacologiche, fra le quali quelle di ansiolitico, antinfiammatorio, antimicrobico, antiossidante, e antiaggregante piastrinico. Un’importante attività di magnololo e onochiolo è la riduzione degli stati associati allo stress psico-fisico, e come ansiolitico. Gli effetti benefici sullo stress sono da ricollegarsi al controllo nell’organismo del cortisolo, che è l’ormone che sembra essere implicato nella patologie da stress. Tra le Acque Vibrazionali Floreali si trova laMagnolia Rosa, che dona amore, purifica, aiuta a lasciare andare i sensi di colpa, i vecchi schemi, a ritrovare l’amore per se stessi e a riprendersi la propria vita.
E per finire una dolce ricetta
Tra le ricette che si consigliano fare con i petali dei fiori, si può provare questa, “scoperta” navigando su internet: in una ciotola mettiamo dei petali di fiori di Magnolia perfettamente sani, puliti e asciutti, a macerare coperti di marsala secco o di Porto (o anche rhum o grappa). Prepariamo poi una pastella sbattendo a parte in un’altra ciotola 3 tuorli d’uovo con 100 grammi di zucchero, la scorza grattugiata di un limone (o arancia) non trattato e dopo aver fatto riposare il tutto per almeno mezz’ora, aggiungiamo 250 decilitri di latte, 200 grammi di farina e per ultimi i 3 albumi montati a neve. Scoliamo i petali e immergiamoli, uno alla volta, nella pastella, e friggiamoli in burro e olio in una padella antiaderente. Devono essere ben coloriti da tutti e due i lati; infine poniamoli sulla carta assorbente per eliminare l’unto in eccesso e cospargiamoli di zucchero.
Pubblicato: Domenica, 22 Settembre 2013
Articolo di:  Patrizia Boi

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