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Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano.

giovedì 22 settembre 2016

La linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte su Collengworld

RECUPERO DEL TERRITORIO ATTRAVERSO LA TRASFORMAZIONE DI ALCUNE LINEE FERROVIARIE DISMESSE O DISMETTIBILI IN TRACCIATI PANORAMICI PER CICLOTURISMO, EQUITAZIONE, TREKKING.
LA LINEA CIVITAVECCHIA – CAPRANICA – ORTE
                                                                                         A Cura di Patrizia Boi
1.  PREMESSA
Il nostro paese è veramente ricco di risorse ambientali e, come afferma l’Unesco, possiede più del 60% dei “beni culturali” del mondo. Se ne ha l’immagine che deriva da un passato ricco non solo di capolavori artistici e rovine archeologiche ma anche di paesaggi che narrano della simbiosi atavica dell’uomo con l’ambiente naturale.
Gli investimenti infrastrutturali, invece, sono elargiti preferibilmente per promuovere le comunicazioni piuttosto che per valorizzare queste risorse già presenti in Italia.
Giova sottolineare come, il più delle volte, le comunicazioni, stradali o ferroviarie, pur arrecando vantaggi indiscutibili, abbiano deturpato il territorio attraversato, dandone un’immagine negativa alla popolazione interessata. 
Infatti, non di rado, la rete ferroviaria italiana è stata imputata di aver causato danni e trasformazioni all’ambiente che ne hanno impedito la fruizione da parte degli abituali utenti. È pur vero che, migliorando la mobilità, ha indotto lo sviluppo economico delle zone collegate.  Laddove, invece, non sembrano esserci vantaggi commerciali per il traffico ferroviario, le linee esistenti sono state abbandonate o, addirittura, smantellate provocando un ulteriore regresso economico.
Si può notare come le linee di minor interesse commerciale per le comunicazioni, ricche anch’esse di beni culturali, siano, sovente, quelle più pregiate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Esse rappresentano, quindi, un patrimonio da recuperare per altre funzioni
I costi da sostenere per tal fine, molto più contenuti di quelli ferroviari tradizionali, contribuiscono allo sviluppo turistico dei territori attraversati con positivi risvolti economici e sociali per la gente che li abita e con un ritorno d’immagine per chi si adopera per rendere possibile quest’ambizioso disegno. 
Le risorse naturali e culturali non richiedono raffinate tecnologie per la loro promozione, è sufficiente conoscerne il valore per indurre la popolazione a prendere coscienza del patrimonio a disposizione suscitandone rispetto e interesse.
Investire nel settore della tutela e della valorizzazione dei beni ambientali e culturali significa, poi, investire nel turismo, un settore che si sta drasticamente modificando. Mentre, in passato, le vacanze estive al mare erano preferite dal turismo di massa, oggi è sempre più diffusa l’idea della villeggiatura salutare in montagna, collina e campagna. Si consideri, infatti, la crescente espansione dell’agriturismo e delle gite domenicali in località che offrono solo aria pura, paesaggio rilassante e qualche attrattiva culturale.
Fino a poco tempo fa, il turista ecologico, trovandosi al di fuori del turismo di massa dei grandi operatori del settore, aveva difficoltà a conoscere l’offerta disponibile per la mancanza di pubblicità. Oggi, grazie alle spese contenute delle comunicazioni via Internet si assiste alla mutata tendenza di vedere promosso anche il turismo considerato minore con ampi margini di sviluppo economico e occupazionale per aree un tempo depresse.
2. PROPOSTA DI RECUPERO DEL PATRIMONIO FERROVIARIO ROTTAMATO
Vale la pena, pertanto, di considerare la vocazione turistica del territorio scartato - aree industriali dismesse, bacini estrattivi improduttivi, aree agricole abbandonate, ferrovie dimesse – in quanto rappresentano risorse che non si rigenerano con facilità.

Se si considera il caso delle ferrovie, l’elenco delle “rottamazioni territoriali” è impressionante: in Europa nell’ultimo cinquantennio è stata smantellata gran parte della rete di trasporto su ferro. In Italia la società Ferrovie dello Stato S.p.A. ha affidato all’Associazione Italiana Greenways il compito di eseguire un’indagine sulle linee dismesse o sottoutilizzate, avviando, così, anche nel nostro paese, il progetto di recupero dei vecchi tracciati ferroviari, sulla falsa riga delle esperienze svolte o in atto negli altri paesi.

 

Il recupero può essere compiuto attraverso la trasformazione del patrimonio ferroviario in disuso in tracciati panoramici per gli appassionati di cicloturismo, equitazione, trekking.
Il successo dell’iniziativa è garantito proprio dall’origine ferroviaria dei percorsi: le modeste pendenze, gli ampi raggi di curvatura, le estese visuali libere, il ridotto numero di intersezioni con la rete stradale, rendono questi tracciati adatti ai ciclisti “ordinari”, ai pedoni di tutte le età e ai disabili.
I percorsi potranno essere attrezzati con:
  • Panchine;
  • Fontanelle;
  • Viali alberati;
  •  Illuminazione delle gallerie;
  •  Ringhiere in corrispondenza dei viadotti e dei rilevati;
  •  Eventuale percorso ginnico;
  •  Pista ciclabile;
  •  Percorsi equestri.
 Gli itinerari potranno essere dotati di servizi quali:
  • Punti di ristoro;
  • Rivendite di prodotti locali;
  • Ostelli;
  • Noleggi di biciclette;
  • Maneggi;
  • Teatri itineranti per raccontare la storia dei luoghi;
  • “Baby parking”;
Ricavati nei fabbricati ferroviari abbandonati collegati tra loro mediante mezzi navetta e connessi con una serie d’altri servizi offerti dal territorio limitrofo.
Le stazioni d’arrivo e partenza dell’itinerario potranno essere fornite di ampi parcheggi per le auto o collegate alle città da servizi già esistenti o da creare appositamente (eventuali treni speciali) che, grazie alle agenzie ferroviarie già operanti sul territorio, potranno offrire convenienti pacchetti treno bicicletta per singoli, gruppi, famiglie.
Attraverso la pubblicità su siti Internet le iniziative potranno approfittare di un pubblico molto vasto - anche internazionale - con investimenti accessibili pure a piccoli operatori.
3. UN CASO CONCRETO: L’ESEMPIO SPAGNOLO
La compagnia ferroviaria nazionale spagnola “Renfe” ha affidato il progetto per la nascita delle “vias verdes” a un’apposita istituzione: La “Fundaciòn de los Ferrocarrilles Espagnoles”.
Le riunioni, organizzate con gli amministratori locali dei territori interessati, hanno fornito un’enorme mole d’informazioni: 98 linee ferroviarie, 954 stazioni, 501 tunnel, 1010 ponti e viadotti, ossia circa 6000 Km di tracciati riciclabili.
Le compagnie Renfe e Feve hanno messo a disposizione i sedimi a titolo gratuito. Governo, regioni e province hanno garantito il sostegno economico all’iniziativa. La fondazione è stata incaricata di coordinare il programma e di promuovere il marchio delle  vias verdes (http://www.viasverdes.com/ ). Oggi sono 97 gli itinerari aperti al pubblico per un totale di circa 2.400 Km. L’operazione, dal 1993 al 2000, era costata 60 miliardi.
Successivamente le vias verdes aperte al pubblico sono passate da 32 a 97.
La manutenzione è stata affidata ad un consorzio finanziato dagli Enti Locali.
Alla Fundaciòn de los Ferrocarrilles Espagnoles è stato conferito dalle Nazioni Unite il premio Habitat 2000, importante riconoscimento per i progetti atti al miglioramento della qualità della vita. 
1. LA LINEA CIVITAVECCHIA-CAPRANICA-ORTE


La linea si snoda a semplice binario in un territorio di elevate potenzialità naturalistiche e paesaggistiche attraversando luoghi accattivanti dal punto di vista del patrimonio storico-culturale.
Il tratto di linea dismesso da RFI è quello che va dalla Fermata Aurelia ( a circa 6 km dalla stazione di Civitavecchia) fino alla stazione di Capranica, per una lunghezza complessiva del percorso, con piano di piattaforma (predisposto per il doppio binario) di larghezza pari a 5m,  di circa 43km , di cui poco più che 3,5km in galleria (di cui la galleria del casalone dell’ordine di1400m, le altre lunghe poche centinaia di metri), poche centinaia di metri in viadotto (con lunghezza massima inferiore ai 100 m) e circa 150 opere minori tra sottovia, cavalcavia, ponti e tombini con lunghezze parziali di modeste entità. La pendenza massima della livelletta è dell’ordine del 25 per mille.
La linea si presenta virtualmente divisa in tre tratte distinte per effetto dei diversi interventi di manutenzione a cui furono sottoposte.
Un primo tratto, di lunghezza 11 km, da Civitavecchia a Mole del Mignone, fu utilizzato per prove tecniche di elettrificazione. Oggi, si presenta senza armamento e senza elettrificazione con un sottofondo in condizioni di abbandono.
Un secondo tratto, di lunghezza 37 km, da Mole del Mignone a Capranica, fu, nell’ambito della“Concessione di prestazioni integrate per la progettazione degli interventi necessari per il ripristino del tratto Civitavecchia - Capranica con adeguamento del peso assiale e delle sagome di carico e di elettrificazione sull’intera linea a semplice binario Civitavecchia - Orte  e per la realizzazione di una prima fase di lavori comprendente la ristrutturazione della sede fra le stazioni di Mole del Mignone ( a 11 Km da Civitavecchia ) e Capranica”, sottoposto, a partire dal 1984 e fino al 1995, a lavori di ripristino della piattaforma e delle opere d’arte. Oggi, si presenta senza armamento, con un piano di piattaforma in perfette condizioni e con opere d’arte di rara bellezza.
Un terzo tratto, di lunghezza pari a circa 37 km, da Capranica ad Orte, che rimase in esercizio fino al 1994, si presenta con armamento in buone condizioni e perfettamente funzionante.
Per quanto attiene i fabbricati viaggiatori, oggi, le stazioni estreme del percorso sono inserite state sottoposte a un processo di restyling, rifunzionalizzazione e commercializzazione(stazione di Civitavecchia e stazione di Orte). 
 
Nel percorso sono presenti, inoltre, le stazioni di:
  1. AURELIA (distanza da Civitavecchia 6,0 Km circa), mc 900 circa;
  2. MOLE DEL MIGNONE (distanza da Aurelia 5,4 Km circa), mc 900 circa;
  3. ALLUMIERE (distanza da Mole del Mignone 6,7 Km circa), mc 1.500 circa;
  4. MONTE ROMANO (distanza da Allumiere 5,5 Km circa), mc 900 circa;
  5. CIVITELLA-CESI (distanza da Monte Romano 7,0 Km circa), mc 1.500 circa;
  6. BLERA (distanza da Civitella-Cesi 3,6 Km circa), mc 2.100 circa;
  7. BANDITA DI BARBARANO(distanza da Blera 3,6 Km circa), mc 450 circa;
  8. BARBARANO ROMANO (distanza da Bandita di Barbarano 3,9 Km circa), mc 1.500 circa;
  9. CAPRANICA (distanza da Barbarano Romano 7,2 Km circa);
Quest’ultima stazione dista da Orte circa 27 Km.
  
Fra le varie stazioni sono, altresì, ubicate numerose case cantoniere.
L’esistenza di questi fabbricati di notevole pregio architettonico - per lo più decrepiti e abbandonati nel tratto da Civitavecchia a Capranica, in condizioni migliori da Capranica ad Orte - potrà consentire la creazione di numerose iniziative, previo completo recupero e restauro dei fabbricati stessi nel rispetto delle architetture e caratteristiche costruttive originali.
Le dimensioni e le tipologie costruttive nonché i prospetti architettonici sono in linea di massima simili in tutte le stazioni segnalate. Tutti gli edifici sono costruiti tra il primo e il secondo decennio del ‘900 e realizzati in muratura portante con malta. Il loro stato di conservazione evidenzia un dissesto generalizzato sia per quanto concerne pareti perimetrali, solai e scale, che per quanto concerne tetti e cornicioni. Gli impianti esistenti sono tutti fatiscenti così come gli infissi, gli intonaci, le tinteggiature, etc.
Gli edifici di stazione esistenti, sono formati da un corpo a due piani dove, in origine, il piano superiore era adibito ad abitazione, mentre, al piano terra, vi erano i locali a servizio della stazione. In tale ottica, era stato previsto di utilizzare il piano terreno per ubicare gli impianti tecnici di stazione e il restante primo piano ad uso abitativo. Con la nuova ipotesi di utilizzazione della linea, occorre variare la predisposizione di tali spazi adattandoli alle nuove esigenze.
I territori comunali attraversati, sono i seguenti Civitavecchia, Tarquinia, Allumiere, Monte Romano, Civitella Cesi, Blera, Barbarano Romano, Capranica.



Esistono rilievi topografici e aerofotogrammetrici eseguiti dalla Società S.E.T.E.T. di Roma per la creazione dell’esistente cartografia 1: 1.000, risalenti al 1984.
Sono state eseguite dalla Società I.C.S. di Roma indagini geologiche e prove geotecniche con mappatura di una fascia di terreno a cavallo della linea che ha consentito di conoscere i dissesti mediante carta geolitologica 1:25.000.


La linea potrebbe essere riutilizzata con i seguenti interventi:
1)        realizzazione di un percorso verde multiuso per pedoni, ciclisti, cavalieri e diversamente abili o in terra stabilizzata con cemento o in terra stabilizzata         granulometricamente, compresa la preparazione del sottofondo, la stesura del geotessile, la preparazione della base e la stesura della pavimentazione vera e propria;
2)       restauro conservativo di tutte le stazioni attraversate di pregio storico;
3)       recupero caselli in project financing;
4)       messa in sicurezza di ponti e viadotti con opportune ringhiere;
5)        messa in sicurezza di gallerie con opportuna illuminazione;
6)       attrezzaggio del percorso con panchine, fontanelle, porta rifiuti e creazione di aree di sosta e parcheggio (10/15 posti auto, parcheggi biciclette) in corrispondenza delle stazioni restaurate e in eventuali punti intermedi;
7)       predisposizione di opportuna segnaletica di indicazione e informativa lungo i percorsi e nelle aree di sosta;
8)      sistemazione delle scarpate lungo i rilevati con rinverdimento;
9)       Predisposizione di essenze a foglia decidua per ombreggiatura estiva e radiazione invernale, lungo i percorsi e nelle zone di sosta.
10)    Diserbamento e opere di finitura.
5. LE POTENZIALITA’ DI SVILUPPO DEL TERRITORIO AFFERENTE ALLA LINEA CIVITAVECCHIA-CAPRANICA-ORTE.

L’area territoriale individuata si presenta con elevate potenzialità di sviluppo per il turismo, in particolare:

  • Possibilità di attrarre il turismo nazionale e internazionale che converge nell’area di Roma.

  • Punto di passaggio sull’Autostrada del Sole per i viaggiatori che transitano al casello autostradale di Orte.

  • Punto di raccolta dei turisti che giungono a Civitavecchia con trasporto marittimo e navi da crociera.

  • Raggiungibile agevolmente in treno da Roma con servizi metropolitani frequenti sia per Civitavecchia (frequenza 30’ - percorrenza 70’) sia per Orte ( frequenza 30’ – percorrenza 45’).

  • Ben collegata sia all’Umbria (da Terni per Orte - frequenza 30’/percorrenza 22’) sia alla Toscana (da Grosseto a Civitavecchia - frequenza 30’/percorrenza 114’, da Firenze a Orte - frequenza 60’/percorrenza 52’).

  • Ricca di risorse culturali e paesaggistiche tra le quali citiamo:
 
- palazzo Farnese di Caprarola;
- la Collegiata Fabrica di Roma;
- il caratteristico borgo e il Museo Civico di Allumiere;
- il borgo e la chiesa di S.Biagio a Corchiano;
- il lago di Vico e il borgo medioevale a Ronciglione;
- l’antico borgo e la romanica basilica di Sant’Elia* a Castel Sant’Elia;
- le rovine della Rocca, il palazzo comunale e il Duomo della medioevale Nepi;
- l’anfiteatro romano a Sutri;
- il palazzo Odescalchi a Capranica (Bassano Romano);
- il duomo e la rocca di Civita Castellana;
- la città fortificata di Faleri Novi;
- le chiese di Vasanello;
- i Monti della Tolfa;
- il parco regionale Marturanum a Barbarano Romano;
- il sito etrusco La Scaglia (km. 5 della ferrovia);
- siti archeologici di Palano e Ripa Maiale (km. 15 della ferrovia);
- sito archeologici di Cencelle (km. 16 della ferrovia);
- sito archeologici di La Trinità (km. 18 della ferrovia);
- il borgo della Farnesiana (km. 18 della ferrovia);
- il sito archeologico di Luni sul Mignone (km. 23 della ferrovia);
- l’abitato etrusco San Giovenale (km. 27 della ferrovia);
- il sito etrusco di Blera (km. 34 della ferrovia);
- l’abitato medioevale di Barbarano (km. 38 della ferrovia):
- la necropoli rupestre di San Giuliano (km. 40 della ferrovia):
- il borgo e il museo dell’arte sacra di Orte;
- la darsena romana e il forte Michelangelo a Civitavecchia.
 Interessata da una miriade di iniziative, feste e sagre, che fungono da attrattiva per le zone vicine:


- carnevale, palio delle contrade, sagra del pane giallo ad Allumiere;
- festa della distribuzione del pane, sagra dell’attozzata, sagra della lumaca  a Barbarano Romano;
- carnevale, benedizione degli animali, pellegrinaggio delle zitelle, festa delle Piagge, infiorata, palio delle contrade a Civita Castellana;
- festa degli agricoltori, carnevale, festa del gallo, suono dei giorni, infiorata, festa delle zitelle aGallese;
- corsa della stella, Madonna del Barco, festa di S. Antonio, sagra della nocciola a Caprarola;
- pellegrinaggio alla grotta di S.Vivenzio, sagra delle fettucine al tartufo a Blera;
- giostra del saracino, festa della Merca a Monte Romano;
- corsa della stella, carnevale, infiorata, festa medioevale, sagra del fagiolo a Sutri;
- sagra della polenta, presepe vivente a Bassano Romano;
- pesce d’aprile, processione pasquale, festa della birra, sagra del tozzetto, castagnata aFabrica di Roma;
- Madonna delle Grazie, particolare processione pasquale, palio dei rioni, festa del cacciatore, sagra degli strozzapreti a Capranica;
- Mercato dell’antiquariato, festa di carnevale a Civitavecchia;
- Infiorata, presepe vivente a Corchiano;
- Palio dell’anello, festa di S.Lorenzo, festa di S.Antonio, festa medioevale di Sant’Egidio aOrte;
- Una serie di altre feste religiose nei vari paesi della zona.
Già utilizzata da appassionati di ciclocross ed equitazione, come rivelano riviste di settore.

Tutti questi elementi possono contribuire a trasformare anche una gran fetta del traffico di passaggio da e per Roma in momento di promozione e fruizione delle risorse culturali e paesaggistiche locali e rappresentare una forte attrazione per il turista romanotoscano e umbronazionale ed internazionale.

Maggior dettagli sulle potenzialità del territorio emergono consultando le schede predisposte su:
Email me when people comment – 
Patrizia Boi è nata a Cagliari e vive a Roma dove lavora per una grande società di servizi come ingegnere civile. Scrive romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia oltre che articoli e interviste.
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