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Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano.

giovedì 23 maggio 2013

Ogni strumento ha un suo Dio: per il mandolino c'è Aco. Il 27 maggio a Bologna

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Recensione di Patrizia Boi
Ogni strumento ha un suo Dio:  per il mandolino c’è Aco
A Bologna il 27 maggio
 
Dopo lo strepitoso trionfo registrato nelle tournée di Svezia e Danimarca (http://www.skanskan.se/article/20120916/NOJE/709169941/-/extranummer-stjal-forestallningen), ritorna in Italia il concertista croato Aco Bocina, musicista virtuoso e appassionato, Principe della chitarra e Signore incontrastato del mandolino.
Reduce dal successo del 18 maggio a Roma (http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/musica/intervista-al-musicista-croato-aco-bocina_20130507234336.html#.UZjuNLVA1qU), approda finalmente a Bologna dopo dieci anni di assenza dove si esibirà nello storico Teatro dell’Antoniano lunedì 27 maggio alle 21,00 (il ricavato sarà devoluto in beneficenza a Divers for Africa).
Accompagnato da musicisti d’eccezione, Aco Bocina si presenta al pubblico petroniano con il vasto repertorio della sua Mediterranean Word Music, che spazia dai ritmi tzigani di Alegria Gitana, a quelli balcanici di Balkan Express, ai temi latini di Emocion, alle influenze arabe di Hombres Azules fino alla sua originale interpretazione di musiche moderne quali Hotel California, o classiche come la Danza Ungherese di Brahms.
I concerti di Aco conducono sempre  a un’immersione profonda nei ritmi e suoni dei suoi strumenti.  Dapprincipio, lui  si presenta al pubblico con la chitarra cercando di percepire il termometro dello spettatore, quindi si muove imprevedibilmente senza una scaletta precostituita affidandosi alla sua fantasia ed estro di animale da palcoscenico. Quando il contatto empatico con la gente è stato stabilito,  Aco abbraccia il mandolino con dolcezza, il suo cuore si espande vertiginosamente e avviene un miracolo di centratura tra la terra e il cielo. In connessione profonda con il mezzo, ne maneggia con maestria tutte le possibili corde concesse a un dio mortale.  Il suono diventa discorso intimo con lo strumento, relazione primordiale con il legno di cui esso è costituito, un misto tra l’abbandono mistico alle potenzialità di quella vibrazione e la forza di una melodia che si fa armonia celeste e lettura misteriosa di ogni abisso.
Aco possiede il corpo del mandolino in ogni suo possibile respiro, lo accarezza, lo stimola, lo scuote, lo indirizza, lo guida, lo costringe, regalandoci un viaggio nella sua anima primigenia che partendo dall’idea di liuto, attraverso la fase di mandola,  giunge alla perfezione di mandolino, memoria di ogni musica ancestrale prodotta nel tempo.
Non dimentichiamoci della funzione catartica che la musica ha avuto in passato quando la medicina ufficiale non aveva gli strumenti per curare la povertà e la miseria della gente. Rammentiamo quella “Terra del Rimorso” del De Martino dove i tarantati, morsi dalla fame e da un Eros inibito dalla feroce cultura cattolica dominante, trovavano pace e guarigione proprio grazie alla terapia musicale.
Tamburello, organetto, chitarra, violino e mandolino…, quindi, un complessino costituito proprio per la cura di ogni male attraverso la danza…
La danza, ecco lo stimolo principale che ottengono i concerti di Aco, un irresistibile bisogno di danzare, di alzarsi dalle comode poltrone della nostra vita e metterci in movimento facendo vibrare le verità nascoste dentro di noi. Ogni spettatore potrebbe farlo ma non ne ha il coraggio, eppure, se fosse più attento, potrebbe notare lo spirito evanescente di Pina Bausch che si dondola leggero nel palcoscenico seguendo il movimento indotto dai ritmi coinvolgenti e intensi della musica di Aco, potrebbe percepire il fluttuare delle sue vesti e l’oscillazione di quel corpo fatto apposta per accompagnare la magia del suono.
Aco è il Taumaturgo che può risvegliare in tutti noi un ballo aperto alla sinfonia delle emozioni che la vita ci può donare: così è ogni vero artista, un intermediario tra il mondo visibile e il mistero dell’invisibile che abbiamo paura di guardare.
Chi volesse vedere un Figlio del Vento invece che lo schermo piatto del televisore, non manchi assolutamente questo appuntamento.

La danzatrice Nicoletta Mastroianni accompagnerà alcuni brani del concerto.
 
Lunedì 27 maggio 2013 ore 21,00
Bologna, Teatro Antoniano – Via Guinizelli, 3
Info: 366-8752031
Prevendita: Bar Kaffeina Bologna – via degli Orti 5a
Il 27 maggio dalle ore 20,00 biglietteria al Teatro Antoniano

il 25 a Milano 2013 ARTICOLO di Patrizia BOI...
Silvia Vizzotto23 maggio 15.43.15
il 25 a Milano 2013
ARTICOLO di Patrizia BOI per il concerto di Bologna:

Ogni strumento ha un suo Dio:
per il mandolino c’è Aco
A Bologna il 27 maggio

Dopo lo strepitoso trionfo registrato nelle tournée di Svezia e Danimarca (http://www.skanskan.se/article/20120916/NOJE/709169941/-/extranummer-stjal-forestallningen), ritorna in Italia il concertista croato Aco Bocina, musicista virtuoso e appassionato, Principe della chitarra e Signore incontrastato del mandolino.
Reduce dal successo del 18 maggio a Roma (http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/musica/intervista-al-musicista-croato-aco-bocina_20130507234336.html#.UZjuNLVA1qU), approda finalmente a Bologna dopo dieci anni di assenza dove si esibirà nello storico Teatro dell’Antoniano lunedì 27 maggio alle 21,00 (il ricavato sarà devoluto in beneficenza a Divers for Africa).
Accompagnato da musicisti d’eccezione, Aco Bocina si presenta al pubblico petroniano con il vasto repertorio della sua Mediterranean Word Music, che spazia dai ritmi tzigani di Alegria Gitana, a quelli balcanici di Balkan Express, ai temi latini di Emocion, alle influenze arabe di Hombres Azules fino alla sua originale interpretazione di musiche moderne quali Hotel California, o classiche come la Danza Ungherese di Brahms.
I concerti di Aco conducono sempre a un’immersione profonda nei ritmi e suoni dei suoi strumenti. Dapprincipio, lui si presenta al pubblico con la chitarra cercando di percepire il termometro dello spettatore, quindi si muove imprevedibilmente senza una scaletta precostituita affidandosi alla sua fantasia ed estro di animale da palcoscenico. Quando il contatto empatico con la gente è stato stabilito, Aco abbraccia il mandolino con dolcezza, il suo cuore si espande vertiginosamente e avviene un miracolo di centratura tra la terra e il cielo. In connessione profonda con il mezzo, ne maneggia con maestria tutte le possibili corde concesse a un dio mortale. Il suono diventa discorso intimo con lo strumento, relazione primordiale con il legno di cui esso è costituito, un misto tra l’abbandono mistico alle potenzialità di quella vibrazione e la forza di una melodia che si fa armonia celeste e lettura misteriosa di ogni abisso.
Aco possiede il corpo del mandolino in ogni suo possibile respiro, lo accarezza, lo stimola, lo scuote, lo indirizza, lo guida, lo costringe, regalandoci un viaggio nella sua anima primigenia che partendo dall’idea di liuto, attraverso la fase di mandola, giunge alla perfezione di mandolino, memoria di ogni musica ancestrale prodotta nel tempo.
Non dimentichiamoci della funzione catartica che la musica ha avuto in passato quando la medicina ufficiale non aveva gli strumenti per curare la povertà e la miseria della gente. Rammentiamo quella “Terra del Rimorso” del De Martino dove i tarantati, morsi dalla fame e da un Eros inibito dalla feroce cultura cattolica dominante, trovavano pace e guarigione proprio grazie alla terapia musicale.
Tamburello, organetto, chitarra, violino e mandolino…, quindi, un complessino costituito proprio per la cura di ogni male attraverso la danza…
La danza, ecco lo stimolo principale che ottengono i concerti di Aco, un irresistibile bisogno di danzare, di alzarsi dalle comode poltrone della nostra vita e metterci in movimento facendo vibrare le verità nascoste dentro di noi. Ogni spettatore potrebbe farlo ma non ne ha il coraggio, eppure, se fosse più attento, potrebbe notare lo spirito evanescente di Pina Bausch che si dondola leggero nel palcoscenico seguendo il movimento indotto dai ritmi coinvolgenti e intensi della musica di Aco, potrebbe percepire il fluttuare delle sue vesti e l’oscillazione di quel corpo fatto apposta per accompagnare la magia del suono.
Aco è il Taumaturgo che può risvegliare in tutti noi un ballo aperto alla sinfonia delle emozioni che la vita ci può donare: così è ogni vero artista, un intermediario tra il mondo visibile e il mistero dell’invisibile che abbiamo paura di guardare.
Chi volesse vedere un Figlio del Vento invece che lo schermo piatto del televisore, non manchi assolutamente questo appuntamento.

La danzatrice Nicoletta Mastroianni accompagnerà alcuni brani del concerto.

Lunedì 27 maggio 2013 ore 21,00
Bologna, Teatro Antoniano – Via Guinizelli, 3
Info: 366-8752031
Prevendita: Bar Kaffeina Bologna – via degli Orti 5a
Il 27 maggio dalle ore 20,00 biglietteria al Teatro Antoniano
il 25 a Milano 2013 ARTICOLO di Patrizia BOI...
Silvia Vizzotto23 maggio 15.43.15
il 25 a Milano 2013
ARTICOLO di Patrizia BOI per il concerto di Bologna:

Ogni strumento ha un suo Dio:
per il mandolino c’è Aco
A Bologna il 27 maggio

Dopo lo strepitoso trionfo registrato nelle tournée di Svezia e Danimarca (http://www.skanskan.se/article/20120916/NOJE/709169941/-/extranummer-stjal-forestallningen), ritorna in Italia il concertista croato Aco Bocina, musicista virtuoso e appassionato, Principe della chitarra e Signore incontrastato del mandolino.
Reduce dal successo del 18 maggio a Roma (http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/musica/intervista-al-musicista-croato-aco-bocina_20130507234336.html#.UZjuNLVA1qU), approda finalmente a Bologna dopo dieci anni di assenza dove si esibirà nello storico Teatro dell’Antoniano lunedì 27 maggio alle 21,00 (il ricavato sarà devoluto in beneficenza a Divers for Africa).
Accompagnato da musicisti d’eccezione, Aco Bocina si presenta al pubblico petroniano con il vasto repertorio della sua Mediterranean Word Music, che spazia dai ritmi tzigani di Alegria Gitana, a quelli balcanici di Balkan Express, ai temi latini di Emocion, alle influenze arabe di Hombres Azules fino alla sua originale interpretazione di musiche moderne quali Hotel California, o classiche come la Danza Ungherese di Brahms.
I concerti di Aco conducono sempre a un’immersione profonda nei ritmi e suoni dei suoi strumenti. Dapprincipio, lui si presenta al pubblico con la chitarra cercando di percepire il termometro dello spettatore, quindi si muove imprevedibilmente senza una scaletta precostituita affidandosi alla sua fantasia ed estro di animale da palcoscenico. Quando il contatto empatico con la gente è stato stabilito, Aco abbraccia il mandolino con dolcezza, il suo cuore si espande vertiginosamente e avviene un miracolo di centratura tra la terra e il cielo. In connessione profonda con il mezzo, ne maneggia con maestria tutte le possibili corde concesse a un dio mortale. Il suono diventa discorso intimo con lo strumento, relazione primordiale con il legno di cui esso è costituito, un misto tra l’abbandono mistico alle potenzialità di quella vibrazione e la forza di una melodia che si fa armonia celeste e lettura misteriosa di ogni abisso.
Aco possiede il corpo del mandolino in ogni suo possibile respiro, lo accarezza, lo stimola, lo scuote, lo indirizza, lo guida, lo costringe, regalandoci un viaggio nella sua anima primigenia che partendo dall’idea di liuto, attraverso la fase di mandola, giunge alla perfezione di mandolino, memoria di ogni musica ancestrale prodotta nel tempo.
Non dimentichiamoci della funzione catartica che la musica ha avuto in passato quando la medicina ufficiale non aveva gli strumenti per curare la povertà e la miseria della gente. Rammentiamo quella “Terra del Rimorso” del De Martino dove i tarantati, morsi dalla fame e da un Eros inibito dalla feroce cultura cattolica dominante, trovavano pace e guarigione proprio grazie alla terapia musicale.
Tamburello, organetto, chitarra, violino e mandolino…, quindi, un complessino costituito proprio per la cura di ogni male attraverso la danza…
La danza, ecco lo stimolo principale che ottengono i concerti di Aco, un irresistibile bisogno di danzare, di alzarsi dalle comode poltrone della nostra vita e metterci in movimento facendo vibrare le verità nascoste dentro di noi. Ogni spettatore potrebbe farlo ma non ne ha il coraggio, eppure, se fosse più attento, potrebbe notare lo spirito evanescente di Pina Bausch che si dondola leggero nel palcoscenico seguendo il movimento indotto dai ritmi coinvolgenti e intensi della musica di Aco, potrebbe percepire il fluttuare delle sue vesti e l’oscillazione di quel corpo fatto apposta per accompagnare la magia del suono.
Aco è il Taumaturgo che può risvegliare in tutti noi un ballo aperto alla sinfonia delle emozioni che la vita ci può donare: così è ogni vero artista, un intermediario tra il mondo visibile e il mistero dell’invisibile che abbiamo paura di guardare.
Chi volesse vedere un Figlio del Vento invece che lo schermo piatto del televisore, non manchi assolutamente questo appuntamento.

La danzatrice Nicoletta Mastroianni accompagnerà alcuni brani del concerto.

Lunedì 27 maggio 2013 ore 21,00
Bologna, Teatro Antoniano – Via Guinizelli, 3
Info: 366-8752031
Prevendita: Bar Kaffeina Bologna – via degli Orti 5a
Il 27 maggio dalle ore 20,00 biglietteria al Teatro Antoniano

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