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Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano.

martedì 24 dicembre 2013

B U O N N A T A L E


Il Natale secondo il Lunario di Alfredo Cattabiani

Miti Feste Leggende e tradizioni popolari

Il numero del mese di dicembre è il dodici e simboleggia perfettamente l’ultimo mese perché è un numero che conclude, è segno di compimento come dimostra il Sole attraversando dodici segni in un anno. E non casualmente il periodo di trapasso da un anno all’altro è contrassegnato da dodici notti, tra Natale e l’Epifania.

Con il solstizio d’inverno si celebra la morte e la rinascita simbolica del Sole invisibile, ma è anche il momento in cui le anime, abbandonato il corpo si ricongiungono con la loro origine celeste: tale momento simboleggia il ritorno del manifestato al non manifestato, dal molteplice all’Uno.

L’Euphorbia pulcherrima, detta Stella di Natale, mostra le sue foglie superiori ormai rosse a festeggiare la nascita del nuovo Sole. La volontà di rigenerazione espressa dal mito dell’eterno ritorno potrebbe essere paragonato a un Grande Anno rispecchiato e simboleggiato da quello solare. Come il Grande Anno comincia con una creazione, continua con un’esistenza che è la storia del suo progressivo degenerare e si conclude con il ritorno al caos, così l’anno solare nasce e si sviluppa nel corso dei mesi impoverendosi giorno dopo giorno fino alla sua morte nel caos, in un generale rimescolamento per poi nascere nuovamente.

L’Abete si erige quale pianta immortale che si innalza al centro del cielo e della terra; fermo sostegno dell’universo, legame di tutto, sostegno di tutta la terra abitata, legame cosmico che comprende in sé tutta la molteplicità della natura umana.

Un rametto di vischio e di alloro sono di buon augurio.

La notte di Natale è benaugurante accendere il ceppo come un sole che rinasce: deve bruciare fino all’alba ma non consumarsi del tutto perché lo si doveva riaccendere ogni notte fino all’Epifania.

Il Natale era definito “il giorno del pane” e risulta di buon augurio mangiare dolcetti come panettoni.


Secondo la leggenda nella Notte Magica di Natale i fiori germogliano sotto la neve, l’acqua si muta in vino, gli animali parlano e v’è chi ne intende il linguaggio, le anime di coloro che muoiono volano diritte in Paradiso e le nuvole predicono, a chi le osservi da un crocicchio, tutto ciò che deve avvenire nel nuovo anno, alla nascita del sole bambino gli asini si inginocchiano e le punte delle corna dei buoi e delle vacche diventano luminose.
 Una volta si accendevano falò, fuochi d’artificio e fiaccolate perché avevano la funzione di aiutare a crescere il sole ancora bambino, il sole gracile che doveva vincere l’ostilità delle tenebre invernali. Il fuochi accesi in terra proiettavano “nel fuoco del sole” la loro energia dandogli vigore.
 

B U O N   N A T A L E   A  T U T T I

P A T R I Z I A    B O I

 

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