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Scrittrice di romanzi, racconti, fiabe, favole e storie per l'infanzia. Autrice del romanzo "Donne allo specchio" Mef Firenze, della raccolta di Fiabe "Storie di Magia" Happy Art Edizioni Milano.

martedì 2 aprile 2013

Il rispetto dei confini ci rende liberi: il Biancospino una barriera tra i mondi

http://www.wsimagazine.com/it/diaries/report/benessere/il-biancospino-un-ansiolitico-naturale_20130322125856.html

Lunedì, 25 Marzo 2013

Il Biancospino, un ansiolitico naturale

Il rispetto per i confini rende liberi.

Il Biancospino, un ansiolitico naturale

Senza Radici non si Vola Il Biancospino insegna ad accogliere il fluire della vita e i passaggi da uno stadio all’altro dell’esistenza: pubertà, giovinezza, età adulta, menopausa, vecchiaia. Il Biancospino è la pianta maestra dei confini, dà forza e valore al rispetto di sé, protegge e accoglie ciò che è nutriente per la persona, è la pianta per antonomasia del rispetto del proprio territorio. Ha anche il dono di portarci nel mondo della fantasia e della magia. Il Biancospino ci prepara a onorare il bianco della morte, ma anche il bianco della rinascita, il rosso del sangue e del dolore, ma anche il rosso della passione e della vita. L’insegnamento del Biancospino è: “Se io rispetto i miei confini sono libero”. (Lucia Berrettari)
Le proprietà del Biancospino (Crataegus-monagyna)
Il nome Crataegus deriva dal greco Kratos che significa "forza". Sarebbe stato il filosofo e botanico greco Teofrasto a battezzare la pianta per la durezza del legno e per l'impressione di forza che trasmette l'intera pianta. Si tratta di un arbusto caratterizzato dalle spine, i fiori candidi come la neve e i frutti scarlatti come il fuoco. Può raggiungere un'altezza di 12 metri e una vita di cinquecento anni, per questo spesso si presenta come un vero e proprio albero. La corteccia grigio-bruno ha molte piccole squame, chioma rotonda, fiori bianchi dal tenero profumo, frutti polposi detti "pomi" che forniscono cibo invernale per tordi, pettirossi, merli, ecc. Se ne può ricavare una gelatina ricca di vitamina C. In tempo di carestia i frutti di Biancospino sono stati utilizzati anche dall'uomo, seccati, macinati e mescolati alla farina per fare il pane; sicuramente rientravano nell'alimentazione degli uomini delle palafitte. Il legname è duro e viene utilizzato per costruire oggetti domestici, mentre dalle spine si ricavano i fusi. Per via degli intrichi impenetrabili dei suoi rami spinosi, insieme alle rose selvatiche, il Biancospino è stato spesso utilizzato per costruire recinzioni creando barriere di protezione naturali.
Simbologia e leggenda
Nell’antica Grecia era di buon auspicio adornare gli altari di fiori di Biancospino durante le nozze. Gli antichi romani lo chiamavano alba spina o spina bianca: era la pianta consacrata sia a Flora, dea della primavera, sia a Maia, dea del mese di maggio. Poiché Maia a maggio imponeva castità, si evitavano le cerimonie nuziali nel mese di maggio oppure si accendevano cinque torce di Biancospino per placare l’ira della dea. Nel corso del Medioevo, sempre nel mese di maggio, il Biancospino era oggetto di rito: se ne poneva una pianta nella piazza del paese e si danzava attorno per chiedere prosperità. I Celti dedicavano al Biancospino il periodo da metà maggio a metà giugno. Una leggenda inglese narra che Giuseppe di Arimatea, leggendario fondatore della cristianità britannica e primo custode del Santo Graal, raccolse il sangue di Cristo, poi si diresse in Britannia. Sbarcato nell’isola piantò il suo bastone sulla terra e da esso nacque miracolosamente una pianta di Biancospino, accanto alla quale egli costruì la prima chiesa d'Inghilterra. Ogni anno il Biancospino fioriva alla vigilia di Natale e si portava un ramo al re e alla regina d'Inghilterra. Si credeva che i fiori candidi della pianta fossero il simbolo della purezza della Vergine, che i frutti scarlatti fossero le gocce del sangue di Cristo, e i rami spinosi la corona di spine sul capo di Gesù. Per i Sumeri rappresenta la pianta dell’immortalità dell’anima: si raccoglie in fondo al mare per godere di eterna giovinezza. In Francia si dice che essendo stata la corona di spine per il martirio di Cristo, la pianta emetta gemiti nel giorno del venerdì santo. La tradizione vuole anche che il Biancospino protegga dai fulmini.
Proprietà fitoterapiche
Tradizionalmente il Biancospino viene utilizzato come ricostituente, antidiarroico, cardiotonico, ipotensivo e ansiolitico. La droga viene estratta sia dai fiori, sia dalle foglie che dai frutti. È molto usato in medicina popolare in quanto contiene vari acidi organici e altre sostanze (flavonoidi, tannini, ecc.) che esercitano un’azione antispasmodica sul cuore e i suoi vasi sanguigni, regolando la pressione e la pulsazione cardiaca. Tali sostanze agiscono anche sul sistema nervoso centrale con effetto sedativo. La pianta è usata contro i disturbi della menopausa in quanto cura l'ansietà, gli squilibri neuro-vegetativi e l’insonnia. Viene spesso consigliato nei casi di angina pectoris, aritmia e ipertensione arteriosa. È utile anche per curare l’arteriosclerosi. Dal punto di vista dell’energetica cinese, il Biancospino è una pianta aespressione yang, in quanto tratta gli eccessi di calore della loggia cardiaca.
I Rimedi di Lidia
Vento di Biancospino
Questo infuso d’erbe è un rimedio efficace per rilassarsi:
- Fiori d’Arancio gr. 40
- Fiori e foglie di Biancospino gr. 30
- Fiori e foglie di Tiglio gr. 30
Versare 1 cucchiaio da minestra della tisana in 1 tazza d’acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere. Si può aggiungere miele.
Fiore Spinato
Rimedio efficace contro l’ansia:
- Fiori e Foglie di Biancospino gr. 40
- Foglie di Melissa gr. 40
- Fiori di Lavanda gr. 40
Versare 1 cucchiaio da minestra della tisana in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e bere al bisogno.

A cura di Lidia Costa
Pubblicato: Venerdì, 22 Marzo 2013
Autore: Patrizia Boi

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